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Avvenne domani

Parenti serpenti

Il voto italiano in Alto Adige. Nel centrodestra vi è stato un travaso di voti da Lega e Forza Italia a Giorgia Meloni. Il PD cresce a Bolzano grazie a Spagnolli.
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Ritratto di Maurizio Ferrandi
Maurizio Ferrandi26.09.2022
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Per un’analisi dei flussi elettorali in campo italiano, in Alto Adige, occorre fare qualche scelta, arbitraria come tutte le scelte, sull’universo di riferimento e su quello con il quale confrontarsi.

Prendiamo quindi come base i risultati del voto a Bolzano, per la Camera dei Deputati, sistema proporzionale e confrontiamoli con quelli, elaborati con lo stesso criterio, ma relativi alle elezioni della primavera 2018. Ogni altro raffronto, sia pure interessante, rischia di essere viziato dal diverso contesto in cui le tornate elettorali, comunali o provinciali che esse siano, si sono svolte. Basti pensare ad esempio al fatto che, in queste elezioni politiche, mancava del tutto la presenza delle liste civiche, che pure hanno giocato un ruolo di notevole importanza nelle consultazioni amministrative.

A Bolzano esiste un’area massiccia di centrodestra, la cui entità in realtà risale all’inizio degli anni 80 quando fu la Fiamma missina a fare il pieno di voti.

Il primo dato che salta prepotentemente agli occhi osservando i risultati del voto di domenica è quello, in parallelo all’andamento nazionale, dell’exploit notevolissimo del partito di Giorgia Meloni che, a Bolzano, con oltre diecimila voti e il 22,64% dei consensi è di gran lunga il primo partito della città. Un dato a prima vista eclatante se si pensa che, nel 2018, Fratelli d’Italia non aveva superato il 3,9% con poco più di duemila voti. Scorrendo più attentamente la tabella dei risultati di cinque anni fa non si può non notare, però, come questo successo sia quasi del tutto frutto di un riallineamento poderoso all’interno del centro destra bolzanino. I voti guadagnati da Fd’I sembrano essere usciti infatti dalle casse della Lega di Salvini che aveva il 15, 71% e domenica non è andata oltre il 7,89%, da Forza Italia che nel 2018 aveva il 9,18% e che ora non va oltre il 3,43%. Da calcolare infine che alle politiche del 2018 si presentò, a Bolzano come altrove, anche la lista di CasaPound che ottenne un notevole 5,26%. Se si sommano tutte queste percentuali in calo si arriva quindi ad un totale che non è poi così lontano da quello guadagnato dal partito di Giorgia Meloni. La conclusione potrebbe essere quindi quella secondo cui a Bolzano esiste un’area massiccia di centrodestra, la cui entità in realtà risale all’inizio degli anni 80 quando fu la Fiamma missina a fare il pieno di voti. All’interno di questo perimetro gli orientamenti possono variare ma il risultato complessivo non è poi molto diverso nel fluire del tempo.

Per il resto i risultati di domenica non raccontano storie troppo nuove. Si registra un contenuto aumento, in voti e in percentuale, del Partito Democratico che probabilmente si avvantaggia, anche come forza a sé stante, della candidatura azzeccata di Luigi Spagnolli. Restano nell’ambito di una tradizione consolidata, senza fughe in avanti, i Verdi, alleati come cinque anni fa con la sinistra. Per quanto riguarda il mondo di lingua tedesca, Bolzano si discosta dalle analisi che riguardano, in modo molto più significativo, la periferia della provincia. Il partito della stella alpina, nel capoluogo, mantiene le posizioni che aveva cinque anni fa e non soffre più di tanto, come altrove, l’assalto della lista no vax che pure ottiene un significativo 3,61% dei consensi. Ultimo cenno per il Movimento 5Stelle che riflette specularmente nel suo risultato quello a livello nazionale. Rispetto a cinque anni fa, quando a Bolzano ottenne il 22,38% la perdita è significativa, visto che la lista si ferma al 7,02%, ma si tratta comunque di un risultato migliore di quelli ottenuti in occasione delle ultime amministrative.

Ora si tratta evidentemente di capire se e come questi risultati potranno essere proiettati sui prossimi appuntamenti elettorali, primo tra tutti quello che ci attende tra dodici mesi con le elezioni provinciali.

L’esercizio è di una difficoltà estrema proprio perché, come detto in apertura, le elezioni politiche hanno caratteristiche tali da non poter essere facilmente paragonate con quelle a dimensione più locale. Un paio di notazioni però, con tutte le precauzioni del caso, possono essere tentate.

Tra 12 mesi il voto nel centrodestra finirà per proiettare i suoi equilibri anche a livello provinciale con la lista di Fratelli d’Italia pronta a sottrarre voti e seggi agli uomini della Lega di Salvini

La prima è quella secondo la quale è abbastanza probabile che, come del resto avvenne nel 2018, il voto nel centrodestra finirà per proiettare i suoi equilibri anche a livello provinciale con la lista di Fratelli d’Italia pronta a sottrarre voti e seggi ai vincitori di quattro anni fa e cioè agli uomini della Lega di Salvini che siedono in Giunta Provinciale. Se mettiamo assieme questo dato con quello relativo alle consistenti perdite di consensi della Südtiroler Volkspartei, annunciate nei sondaggi delle ultime settimane confermate dal voto di domenica, non occorre essere dei politologi raffinati per immaginare che il processo di formazione di una nuova maggioranza all’indomani delle provinciali del 2023 si presenta come un esercizio di equilibrismo politico davvero notevole.

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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 26 Settembre, 2022 - 17:49

Bellissima analisi. Manca solo alcune brevi considerazioni. Affluenza a Bolzano 66% che è maggiore delle comunali e provinciali. Il voto nazionale è più sentito delle questioni locali (!). E questo soprattutto da quella parte storica di persone che si sentono di destra centro. La cui autonomia non è così sentita. Questo è un problema le cui colpe ricadono da molti soggetti, anche il centro sinistra.
Poi abbiamo la presenza della lista Azione-ItaliaViva che ha eroso al PD locale. Ma sempre in chiave autonomista non ho mai capito perché si vanno a replicare formazioni politiche nazionali quando qui vivivamo in una provincia autonoma. Non ne capisco il senso! Ed è forze questo l'esempio più lampante del fallimento della politica.
Per tutte le altre questioni aperte, auguri!

Ritratto di Karl Trojer
Karl Trojer 27 Settembre, 2022 - 11:52

Dem Neo-Senator Luigi Spagnolli meine besten Glückwünsche !

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