Costa, Michil
Michil Costa
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Reazioni

“Brutta bestia l’ignoranza”

Duro sfogo dell’albergatore ladino Michil Costa contro la decisione di Trento e Bolzano di rinunciare alla chiusura dei passi dolomitici. “Sciocche idee in alternativa”.
Di
Ritratto di Sarah Franzosini
Sarah Franzosini23.05.2018
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Ritratto di Tomas Kofler
Tomas Kofler 23 Maggio, 2018 - 18:55

Ich tu mich ehrlich gesagt etwas schwer, mit den Aussagen eines Michl Costa. Er mag zwar ein Umweltschützer sein, aber er ist auch ein Hotelier.
Ich kann mich des Eindrucks nicht erwehren, dass es ihm auch und vor allem um seine Gäste geht.
Ich musste heuer (leider) im Winter vom Pustertal Richtung Bozen fahren und geriet in den Rückreiseverkehr. 4 Stunden im Stau zwischen St. Lorenzen und Brixen Nord. Wenn sich Costa auch dafür einsetzen würde, dass die lad. Hoteliere deren Gäste mit dem Zug nach Brixen kommen lassen um sie dort mit einem Bus abzuholen, würde ich ihm glauben.
Wieso liegt ihm der sommerliche Verkehr auf den Pässen so auf dem Magen, während ihm der Verkehr ausserhalb des Tales, den er ja mit verursacht, nicht mal einen Rülpser entlockt...
Ich tu ich mich wie gesagt etwas schwer...

Ritratto di Daniel An
Daniel An 23 Maggio, 2018 - 20:54

Anders als Herr Kofler finde ich, dass ein guter Hotelier erst dann gut ist wenn er verstanden hat was Tourismus ist! Mit Tourismus meine ich vor allem Qualitätstourismus bzw. Touristen die unser Land genießen wollen! Genießen kann man unsere Landschaft nur dann wenn man sie in aller Ruhe genießen kann, dazu gehören Motorradfahrer und Kurzurlauber schon lange nicht mehr (es geht vor allem um Lärm).
Die Vision von Herrn Costa ist zukunftsdenkend und hätte längst schon, zumindest zu gewissen Uhrzeiten, umgesetzt werden.
Ich hoffe, dass wir das bald begreifen und diese Idee nicht stirbt bevor es zu spät wird.

Ritratto di Tomas Kofler
Tomas Kofler 23 Maggio, 2018 - 21:41

Habe ich etwa gesagt er sei ein schlechter Hotelier? Im Gegenteil, er schaut sehr wohl auf SEINE Gäste. Ich habe nichts gegen eine Sperrung der Pässe, aber das was Herr Costa macht, kann man auch Rosinen herauspicken nennen.

Ritratto di Servus Leute
Servus Leute 23 Maggio, 2018 - 22:30

brutta bestia l'arroganza
che taccia d'ignoranza chi non la pensa come lei/lui

Ritratto di gianluca rossi
gianluca rossi 25 Maggio, 2018 - 10:04

Condivido le conclusioni di Costa... temo però che alla base della scelta di riaprire al traffico non ci sia tanto l'ignoranza (cosa che aprirebbe a una qualche indulgenza verso chi ha preso la decisione)... quanto piuttosto il mero interesse economico di una parte, a scapito dell'interesse della comunità... Ritengo che sia giunta l'ora per cercare una soluzione condivisa anche con i passi dolomitici del Bellunese che soffrono esattamente gli stessi problemi... aver escluso a monte qualsiasi ragionamento condiviso con questo territorio (che giova ricordarlo ospita gran parte delle Dolomiti) è stato ed è un limite non trascurabile nella ricerca di una soluzione seria.

Ritratto di Chiló y dailó
Chiló y dailó 25 Maggio, 2018 - 12:39

Innanzitutto tre considerazioni:
1. L'articolo palesa il solito disprezzo del Signor Costa nei confronti di tutti gli operatori turistici delle Dolomiti che non hanno un hotel extra-lusso con ristorante stellato annesso come lui ma semplici alberghi, pensioni, b&b, appartamenti, campeggi, rifugi, negozi, bar, ristoranti, ecc. e dunque una clientela completamente diversa dalla sua. Quindi quando parla del "bene effimero di pochi" ho paura che abbia confuso chi siano i "pochi".
2. Come scrive Tomas Kofler poco sopra, è assurdo e senza senso lamentarsi del traffico sui passi (che a confronto e in relazione al numero di turisti è anche relativamente poco) mentre si vanta una clientela sempre più internazionale e numerosa, che quindi arriva in aereo a Monaco, Venezia o Milano e poi attraversa in macchina le già flagellate dal traffico A22, Val Pusteria e Agordino.
3. La soluzione dell'anno scorso, un giorno alla settimana per poche ore, era in ogni caso la peggiore di tutte le possibili, con code chilometriche alle sbarre di chiusura con autisti germanici, americani, olandesi, ecc. indiavolati per la mancanza di informazione e lo spreco di una giornata di vacanza.

Infine, delle due l'una: o i passi si chiudono definitivamente e stabilmente, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso, ma con la possibilità di comunicare la realtà ai turisti in modo adeguato e per tempo, o addirittura di promuovere la zona con la chiusura come punto di forza unico al mondo. Oppure si lasciano aperti normalmente senza limitazioni di alcun tipo come succede appunto nel resto del mondo. L'importante é finirla con esperimenti che non fanno altro che confondere gli ospiti e danneggiare i locali, senza peraltro portare a vantaggi tangibili di nessun tipo e per nessuno.

Ritratto di Antonio Frena
Antonio Frena 1 Giugno, 2018 - 08:41

Tutto quanto detto da Costa può venire tranquillamente ribaltato: pensare unicamente al proprio tornaconto turistico-economico è indice di ristrettezza culturale; c'è un grande egoismo di fondo quando si rende prioritario l'interesse di pochi a scapito di quello di molti; si possono uccidere le libertà individuali per il profitto privato ?
E' soprattutto l'arroganza nel giudicare chi non si assoggetta al Costa-pensiero che purtroppo dispiace. Perchè non traspare nessuna "soavità e visione ampia" ma solo la strenua difesa del giocattolo di pochi che per diritto divino usufruiscono delle meraviglie che appartengono a tutti. Limitare l'accesso, chiudere, allontanare chi dà fastidio, segregare, creare riserve è esattamente il contrario di quanto dovrebbe fare uno spirito libertario quale Costa immagino vorrebbe essere.
Provare a toglierci la possibilità di girare per casa nostra per l'interesse di una corporazione, camuffandone perdipiù le motivazioni con nobili eco-intenti è pensare che tutti i frequentatori delle Dolomiti, Ladini e turisti, abbiano l'anello al naso.
Non ci faremo chiudere nelle riserve come gli Indiani.
Bolzano, Col, 01-06-2018

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