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C’era una volta il lupo

Dopo Trento anche Bolzano dà il via libera al ddl per la gestione dei grandi carnivori. Kompatscher: “Prelievi di singoli esemplari solo se unica alternativa”.
Di
Ritratto di Sarah Franzosini
Sarah Franzosini05.06.2018
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Ritratto di luigi spagnolli
luigi spagnolli 6 Giugno, 2018 - 11:32

Senza ovviamente entrare nel merito delle scelte politiche della Giunta Provinciale, cosa che non mi compete, una considerazione sulle affermazioni contenute nell'articolo. L'affermazione che una "decisione in merito alla gestione dei grandi carnivori" sia presa a "livello territoriale" "senza tener conto degli studi ... scientifici ... a livello nazionale ..." è fasulla: il testo di legge approvato, nel momento in cui rende necessario il parere ISPRA, dimostra di tener conto esattamente degli stessi presupposti di cui terrebbe conto il Ministro nell'assumere la medesima decisione.
Che poi l'Assessore Schuler abbia fatto del lupo "il nemico pubblico numero uno" è un'evidente falsità, scritta senza aver osservato cosa sta succedendo. Infatti chi continua a ribadire che i lupi non hanno posto da noi sono i contadini e l'associazione che li rappresenta, il Bauernbund, insieme a svariati candidati alle elezioni provinciali di ottobre che intendono usare il tema lupo per catturare voti. Contemporaneamente le associazioni ambientaliste, rappresentando l'opinione dei loro soci convinti che "guai a chi tocca il lupo", trovano ogni pretesto per impedire qualsiasi strumento gestionale che prevede prelievi, confondendo deliberatamente la tutela della specie con la tutela di ogni singolo individuo (non prevista da alcuna legge): se non lo facessero perderebbero quei soci a favore di altre associazioni. In entrambi i casi si tratta di tutelare i propri interessi, che sono contrapposti. L'Assessore Schuler, che come figura istituzionale deve applicare le norme, ma che è anche candidato alle elezioni provinciali, ha il difficile compito di stare nel mezzo tra i due estremi senza farsi sotterrare dalle emozioni negative create, dai suoi concorrenti, apposta per screditarlo. Avendo lo Stato Italiano, dopo 16 anni, non ancora approvato il Piano del Lupo, l'atto che stabilisce come in pratica attuare la Direttiva Habitat riguardo alla specie, l'Assessore, in accordo con il collega trentino, propone una norma che sposta la competenza gestionale al livello locale, così da sbloccare una situazione immobilizzata. Il vero problema, di cui nessuno parla, è l'acuirsi della contrapposizione tra gli abitanti delle aree urbane (fortemente maggioritari e quindi in democrazia imbattibili) e quelli del territorio: contrapposizione che rischia di far sparire questi ultimi, come già accaduto in gran parte d'Italua ed in diverse aree d'Europa. Perdendo così chi presidia il territorio stesso, che, abbandonato, degrada. Purtroppo viviamo nell'era del "vince chi strilla di più" e della massima superficialità dell'analisi dei fatti. L'Assessore Schuler non merita di essere sbeffeggiato mediaticamente, per motivi di comodo e di convenienza lobbistica, da parte di entrambe le parti estreme, i contadini e gli ambientalisti. Chi scrive di queste tematiche dovrebbe, a mio avviso, approfondire meglio, prima di riportare affermazioni estreme e sbagliate.

Ritratto di gianluca rossi
gianluca rossi 6 Giugno, 2018 - 16:11

Credo che si sottovalutino gli effetti mediatici, in termini di "appeal" del Trentino e del Sudtirolo, di una simile decisione, ... decisione quasi certamente priva di risvolti concreti, se è vero che il parere "scientifico" di ISPRA sarà vincolante nell'autorizzare eventuali abbattimenti. Per fortuna la scienza non è un'opinione...

Ritratto di luigi spagnolli
luigi spagnolli 7 Giugno, 2018 - 12:05

Solo per precisare che da due anni a questa parte tutti i pareri richiesti dalla Provincia Autonoma di Bolzano all'ISPRA hanno avuto esito favorevole: segno che le istruttorie tecniche sono state corrette. La stessa cosa avverrà, ritengo, se si arriverà a richiedere un parere per un prelievo di lupo, perché le regole vanno rispettate. Quanto all'appeal, le statistiche delle presenze turistiche dimostrano che il Trentino non ha subito contraccolpi negativi né a seguito della presenza di orsi e lupi, né dopo aver abbattuto l'orsa di Terlago l'anno scorso.

Ritratto di gianluca rossi
gianluca rossi 12 Giugno, 2018 - 10:46

Ammetto di non aver in mano alcuno studio sul potenziale effetto che una politica di prelievi, catture e uccisioni di lupi potrebbe avere sull'appeal turistico del TAA... mi limito semplicemente ad osservare, per il valore che può avere, che sui "social" i commenti che invitano a "boicottaggi" sui prodotti a marchio Trentino o Sudtirol/Alto Adige e le dichiarazioni di frequentatori turistici del TAA che affermano di voler cambiare destinazione in caso di apertura della "caccia al lupo" sono assolutamente prevalenti rispetto a quelle favorevoli ai prelievi... d'altro canto il turista che frequenta il TAA chi altro è se non proprio quell'abitante delle aree urbane che, sul tema specifico, ha le idee ben chiare e si pone in contrapposizione con l'abitante del territorio?... forse non ci saranno cali negli arrivi o nelle presenze turistiche... di certo mi sentirei di escludere che la scelta di aprire all'abbattimento dei lupi potrà dare un contributo a quella "operazione simpatia" che recentemente la Provincia di BZ ha sentito l'esigenza di avviare...

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