Politica | Commento

Il razzismo e le parole

Dopo la manifestazione di Milano Beppe Grillo scrive che il razzismo sarebbe solo mediatico, e non un sentimento sbagliato radicato e sdoganato dall'azione di Lega/M5S.
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Foto: upi
L'uso delle parole e il significato che viene attribuito, la loro collocazione in ogni determinato contesto, sono essenziali a capire la società. 
Il primo marzo, su Repubblica, Luca Bottura dava conto di un "erroraccio" dei social media manager o strategist di Virginia Raggi: la sindaca di Roma, esponente del Movimento 5 Stelle, ha postato su Twitter, il 27 febbraio scorso, un saluto a Rosetta Stame: "Ha dedicato la sua vita a ricordare la tragedia delle Fosse Ardeatine affinché quei terribili erroridel passato non si ripetano mai più". 
Ha scritto Bottura: "Se le Fosse Ardeatine sono un errore, allora Marzabotto è un erroraccio. Per non parlare di quell'errore da matita blu di Auschwitz". Aggiungendo: "chi certi pensieri li mette per iscritto [...] non possiede una minima gerarchia espressiva, dunque dell'elaborazione concettuale". 
Il 2 marzo, mentre 250mila persone manifestano a Milano contro il razzismo e le politiche del governo Lega-M5S, Beppe Grillo (a caldo, in un post di 15 righe sul suo blog, dal titolo eloquente de "L'Italia divisa sul nulla"), commenta così: "A Milano 250.000 persone hanno manifestato contro il razzismo, un razzismo esclusivamente mediatico, ma Sala lo definisce momento spartiacque… ed ha ragione. Chiunque abbia un minimo di buon senso non vede alcun razzismo, ma soltanto un crescente egoismo sociale. Ma allora cosa sta succedendo? Sembra che il Paese non voglia confrontarsi con i suoi 'veri fantasmi'". I veri fantasmi sarebbero la mafiosità, i favori e le caste, ed è contro questo che si dovrebbe scendere in piazza.
 
Purtroppo per Grillo, il razzismo è quel "complesso di manifestazioni o atteggiamenti di intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizi sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo ed emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, spesso ritenute inferiori" (così almeno lo definisce la Treccani).
In Italia, quindi, abbiamo un problema di razzismo. Basta leggere i dossier di Lunaria dedicati al tema, da "Un veleno nazionalista, xenofobo e razzista""Un'estate di ordinario razzismo", solo per guardare al 2018. Un dato, basti: sono stati 68, tra aprile e settembre 2018, gli episodi di aggressione e violenza fisica documentati dai media; ne erano state rilevate (appena) 19 nello stesso periodo del 2017. 
Sono stati 68, tra aprile e settembre 2018, gli episodi di aggressione e violenza fisica documentati dai media; ne erano state rilevate (appena) 19 nello stesso periodo del 2017. 
Per questo, l'appello che ha portato i 250mila in piazza a Milano non poteva che riportare sulle azioni e sulle comunicazioni del governo Lega-M5S: "La politica della paura e la cultura della discriminazione viene sistematicamente perseguita per alimentare l’odio e creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B". I promotori hanno ribadito, invece, che "per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà", lavorando per "inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni, senza muri, senza barriere". 
Questo "perché crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili. Perché pensiamo che le differenze - legate al genere, all’etnia, alla condizione sociale, alla religione, all’orientamento sessuale, alla nazione di provenienza e persino alla salute - non debbano mai diventare un’occasione per creare nuove persone da segregare, nemici da perseguire e ghettizzare o individui da emarginare". Non siamo in un tempo di buona politica, però.
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Karl Trojer Gio, 03/07/2019 - 17:56

Mag sein, dass ein Komiker Vieles lächerlich machen kann. Wenn er aber "der Kopf" einer politischen Beegung ist, dann trägt er für seine Darlegungen politische Verantwortung und diese tritt dieser Komiker mit Füßen ! Wie kommen die vielen durchaus intelligenten Menschen des M5S damit zurecht ?

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