Politica | L'intervista

“Attacchi a Salvini? Lo rafforzeranno”

Per Carlo Vettori il sovranismo non ha perso colpi dopo le ultime vicende. Ma il leghista glissa sul caso Strache e lo sbarco non autorizzato di Lampedusa.
Carlo Vettori
Foto: Salto.bz

salto.bz: Vettori, doveva essere un weekend da leoni per Salvini ma tra i numeri al di sotto delle attese all’adunata sovranista di Milano e lo sbarco dei migranti a Lampedusa appreso in diretta tv, qualcosa è sfuggito di mano?

Carlo Vettori: La resa di Milano è stata ottima, tenendo conto anche delle condizioni meteorologiche avverse. La piazza era piena come quella prima manifestazione del 2015, “stop invasione”, nel capoluogo lombardo.

Questione di punti di vista, direbbero i maligni.

Bisogna considerare le tempistiche, è chiaro che se posto una foto all’inizio o alla fine del comizio la piazza risulta vuota. Io ero lì e quando hanno parlato Salvini e gli esponenti europei c’era il pienone.

Ha fatto quasi più notizia il sindacalista vestito da “Zorro”

Solo boutade. Anche gli striscioni sono ormai diventati una moda. Le proteste ci sono sempre, quando c’era Berlusconi al governo era lui il bersaglio, oggi lo siamo noi. Non bisogna prestare troppa attenzione a queste situazioni, quello che conta saranno i voti degli elettori e la bontà dei nostri programmi e del nostro pensiero sull’Europa rispetto a quattro striscioni contrari. Occorre parlare di cose concrete.

Parliamo allora di cose concrete, cosa risponde a chi sostiene che il programma della Lega per le europee non sia molto eloquente, slogan a parte?

Non è solo uno slogan chiedere una riforma vera dell’Europa, perché con le parole, i concetti, i numeri e le tabelle finora non siamo andati molto lontani. Un’Europa di banche e burocrati, come la definiamo noi, è lontana dai cittadini europei, e voler cambiare questo assetto significa avere visione.

 

 

Salvini che dal palco di Milano brandisce il rosario ha attirato non poche critiche da parte dei cattolici. Nei comizi non si dovrebbe forse parlare di politica, come aveva già ammonito tempo fa l’Arcivescovo di Milano?

Non capisco perché il mondo cattolico debba indignarsi perché Salvini mostra il rosario. Quando si votò il documento sulle radici cristiane dell’Europa non eravamo mica noi al governo. Da una parte si esorta a ricordare la matrice cristiana del Vecchio continente e poi quando è il segretario della Lega ad esplicitarla non si può fare, mi pare un controsenso.

Le alleanze si fanno con i partiti, non con le persone. Le persone passano, i partiti restano

Dopo il clamoroso scandalo, su Strache, principale alleato europeo di Salvini dopo Orbán e Le Pen, ancora nessuna parola da parte del Capitano. Non sarebbe opportuna una chiara presa di posizione?

Sono i Freiheitlichen a dover commentare, come del resto Ulli Mair ha già fatto. Non certo la Lega. Dico solo che le persone sono esseri umani e accade che possano inficiare la qualità del lavoro di un partito. Non è che Salvini è l’alleato di Strache…

Veramente Salvini considerava il leader dell’Fpö “amico e alleato per difendere i nostri popoli”.

Le alleanze si fanno con i partiti, non con le persone. Le persone passano, i partiti restano. I punti in comune fra i Freiheitlichen e la Lega sono molti e su questi si può continuare a lavorare.

 

 

E sulla politica dei porti chiusi che ieri si è scontrata sulla decisione della Procura di Agrigento di far sbarcare 47 migranti a Lampedusa, nonostante il niet di Salvini, che non l’ha presa proprio bene, qual è il suo commento?

Anche su questo non mi esprimo. Io posso rispondere su questioni provinciali e regionali.

Lei è pur sempre un esponente della Lega, non ha nulla da dire riguardo la vicenda?

Abbiamo due parlamentari leghisti a Roma, sono loro che devono essere interpellati su questo.

Questi “dispettucci” contro il vicepremier contribuiranno solo all’ottimo successo che il partito registrerà il 26 maggio

Quanto possono pesare gli avvenimenti degli ultimi giorni sul voto europeo?

Poco in negativo, assolutamente tanto in positivo. I sondaggi dicono che la Lega ha la fiducia degli elettori, questi “dispettucci” contro il vicepremier contribuiranno solo all’ottimo successo che il partito registrerà il 26 maggio.

Né la Lega né il movimento sovranista hanno dunque perso colpi?

No, la piazza di sabato e la politica nazionale di Salvini parlano da sole.