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Finferli e nuvole

Attackate al ticket?

Il bolzanino stanziale è spesso solo un teorico del mezzo pubblico extraurbano. Dovrebbe cercare il dialogo col pendolare. Nessuno vuole una città asfissiata di auto.
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Ritratto di Fabio Marcotto
Fabio Marcotto04.02.2020
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Staccato il tram ci attacchiamo al ticket e al blocco auto? Non mi sembra ANCORA il momento.

La possibilità di contributi statali per il trasporto pubblico ha rilanciato il dibattito. Potenzialmente (come altri mille progetti) la prospettiva è ottima. Cinque nuove linee, come descritto qui.

Ma.

C'è il problema delle corsie preferenziali, quello dei mezzi che devono essere solo ecologici, dei parcheggi periferici da creare e, soprattutto, del tempo che ci vuole.

Ecco che allora torna forte il tormentone dei ticket e dei divieti per le automobili che entrano a Bolzano. Questo è uno degli argomenti sostenuto da molti bolzanini stanziali che non hanno evidentemente bisogno di spostarsi da e per il capoluogo.

Molti di loro pensano che il pendolare goda massimamente nell'uso dell'auto, nel brivido della guida in città, nella caccia al parcheggio, nella minaccia di multa, nel conflitto col ciclo e con la moto. Che sia in fin dei conti un viziatone su ruota, insomma, il quale mai e poi mai rinuncerebbe ai piaceri suddetti. E che quindi vada educato con le cattive. Con la costrizione, col divieto e col ticket.

Il pendolare invece – io lo conosco bene – è in fin dei conti una brava persona. Una donna e un uomo che rinuncerebbe volentieri a spostarsi verso il capoluogo. Un lavoratore che mai si sarebbe sognato di accentrare tutto quanto nella meravigliosa Bolzano. Una lavoratrice che preferirebbe guadagnarsi il pane a casa propria. E, soprattutto, un viaggiatore che preferirebbe i mezzi pubblici. Quelli che funzionano, ovviamente.

Il bolzanino stanziale non è avvezzo allo stritolamento mattutino del bus SAD, non conosce il pestone al piede, non inala il fiato all'aglio, non ha nell'orecchio l'urlo scolastico, non esce frullato dal mezzo

Con il tram si è persa una buona occasione. Non tanto perché avrebbe risolto il problema del traffico bolzanino. Lo avrebbe risolto solo in piccola parte. Quanto piuttosto perché esso avrebbe lanciato un circolo virtuoso, un'abitudine, un altro modo di pensare e un altro modo di viaggiare. Com'è bello lasciare l'auto a casa, com'è comodo viaggiare così! E dopo il primo passo ce ne sarebbe stato un altro (Ponte Adige – Caldaro) e un altro ancora. E allora sì che il cambiamento sarebbe stato grande. Ne sono convinto.

La situazione invece adesso è diversa. Parlo dell'Oltradige. Il bolzanino stanziale non sa. Egli è spesso solo un teorico del mezzo pubblico extraurbano: non è cioè avvezzo allo stritolamento mattutino del bus SAD, non conosce il pestone al piede, non inala il fiato all'aglio, non ha nell'orecchio l'urlo scolastico, non esce frullato dal mezzo.

Dovrebbe cercare invece, il bolzanino stanziale e il Vincitore del Referendum, il dialogo col pendolare e con chi lo amministra (anche ad Appiano e Caldaro), capirne il problema.

Nessuno, d'altra parte, vuole una Bolzano asfissiata d'auto.

Però.

Sarà difficile introdurre ticket e blocchi PRIMA di avere dato parcheggi periferici (il Pillhof è un campo sterrato sempre pieno), parcheggi sicuri (Ponte Adige è continua preda di ladri e sprovvisto di telecamere), mezzi adeguati, mezzi più frequenti nelle ore di punta, mezzi puntuali e... basta: di tutto questo si è scritto mille volte.

Ticket e blocchi?

L'insurrezione pendolare, la petizione...e, perché no?, il referendum contro: mi sembrano ipotesi tutt'altro che remote. 

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Ritratto di Massimo Mollica
Massimo Mollica 4 Febbraio, 2020 - 15:41

Abito in centro città (a pochi passi da piazza Walther) ma sottroscrivo in pieno il concetto espresso da questo articolo. Io sono dalla parte di chi lavora e porta ricchezza in questa città, da qualsiasi parte provenga. Ero per il tram anche se sogno la metropolitana leggera. E finchè non ci saranno corsie preferenziali con orari certi e cadenzati niente cambierà. Arriveranno più auto elettriche e questo è un fatto positivo ma lo spazio quello è.

Ritratto di Claudio Campedelli
Claudio Campedelli 4 Febbraio, 2020 - 18:40

1) il tram, come puntualmente descritto nello studio d'impatto ambientale al PUMS, non avrebbe risolto il problema del traffico. Vedi anche:
https://www.salto.bz/it/article/19112019/quanto-incide-il-tram-sullaria ;
2) non si tratta di fare un dispetto a coloro che usano mezzi motorizzati per muoversi nella città bensì di rispettare una norma di legge che viene sistematicamente trasgredita da almeno dieci anni (superamento dei limiti di qualità dell'aria);
3) cambiare abitudini è possibile, cambiare i polmoni o il sistema cardiocircolatorio no;
4) se le amministrazioni pubbliche non rispettano le leggi e/o non sono in grado di prendere decisioni per risolvere il problema è colpa nostra (come società) che li abbiamo votati (questo non vuol dire automaticamente che le persone all'opposizione avrebbero fatto meglio);
5) facciamo un referendum che riduce i diritti fondamentali delle persone (diritto alla salute) per permettere il libero transito motorizzato (che non è nemmeno un diritto!) ?
La democrazia diretta -esplicitamente- non prevede decisioni che riguardano i diritti fondamentali delle persone.

Ritratto di Martin Aufderklamm
Martin Aufderklamm 5 Febbraio, 2020 - 07:05

Più facile promettere nuove linee metrobus che decidere una volta per tutte: dal primo marzo 5€ da pagare per chi entra e esce(!) dalla città!
Chi vuole pagare paghi, turisti (con altro livello di reddito rispetto a quello italiano) compresi.
Per tutti gli altri agevolazioni tariffarie sull AAPpass e NON Mobilcard gratis (o corsa a 50 cent ) ai turisti!
Introiti del pedaggio zweckgebunden per rinverdimento della città; non solo in Zona Industriale sui tetti dei privati, ma sulle pensiline delle fermate (vedasi Wien) e sugli edifici pubblici: Tribunale, Palazzi Provinciali, Palazzi Comunali, Ospedale, ecc.

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