Ambiente | La reazione

“Merano, pensiamo alle infrastrutture”

Il sindaco Rösch dopo il nubifragio che ha devastato (anche) la città del Passirio: “Davanti a fenomeni di questo tipo, sempre più frequenti, dobbiamo essere preparati”.
Paul Rösch
Foto: Stadtgemeinde Meran

Grandine, tronchi caduti, meleti distrutti, autovetture danneggiate, cantine allagate, strade trasformate in torrenti. Si fa la conta dei danni del nubifragio che sabato pomeriggio (22 agosto) si è abbattuto sul territorio provinciale e che ha richiesto in tutto 350 interventi dei vigili del fuoco. Particolarmente colpita dalla furia del maltempo è stata Merano, non c’è quartiere in cui i vigili del fuoco non siano dovuti intervenire per svuotare cantine e garage sommersi dall’acqua, afferma il sindaco Paul Rösch che sottolinea l’impegno profuso: “L’emergenza ha evidenziato in che misura noi tutti dipendiamo da una rete efficiente di corpi di vigili del fuoco volontari e dall’impegno di ogni singolo pompiere”.

 


 

Ai ripari

 

L’inevitabile presa di coscienza arriva puntuale: “In futuro dovremo prepararci a un numero crescente di eventi di questo tipo, causati dal cambiamento climatico. Di concerto con i vigili del fuoco, l’amministrazione comunale ha elaborato una strategia volta ad adattare le infrastrutture cittadine alle conseguenze del cambiamento climatico. Tale strategia, peraltro già approvata dal consiglio comunale - ricorda il primo cittadino - , prevede, ad esempio, migliorie alla rete di scolo storica, in modo che i canali possano far defluire più velocemente le masse d’acqua durante un nubifragio”.

L’emergenza ha evidenziato in che misura noi tutti dipendiamo da una rete efficiente di corpi di vigili del fuoco volontari e dall’impegno di ogni singolo pompiere

Rösch, che per legge è anche la massima autorità comunale di protezione civile, spiega che poiché in molte zone di Merano l’acqua piovana defluisce lungo i vecchi canali di irrigazione, “dovremo intervenire anche qui creando percorsi di drenaggio alternativi. A tale scopo - prosegue - nel territorio comunale saranno individuate delle superfici di ritenzione verso le quali convogliare le acque meteoriche per diminuire il rischio di allagamento in caso di precipitazioni molto intense”. Un ulteriore intervento riguarderà la ripermeabilizzazione del suolo - per il quale è già stato avviato un progetto pilota per la Passeggiata di Sinigo -, allo scopo di favorire l’infiltrazione delle acque meteoriche e arginarne il deflusso in superficie. 

 

Cosa può fare l’amministrazione

 

Oltre le misure di adattamento al clima anche la macchina amministrativa deve fare la sua parte ed essere riattrezzata per permettere alla città di affrontare con maggiore efficienza i fenomeni meteorologici estremi, chiosa Rösch aggiungendo che l’ufficio Ambiente sarà dotato di personale tecnico, come ad esempio i geologi, e trasformato in un’unità capace di gestire ambiente e pericoli naturali, e il Piano delle zone di pericolo sarà costantemente perfezionato. “Lavoreremo anche sulla formazione e sulla dotazione tecnica dei vigili del fuoco, considerato il ruolo sempre più cruciale che rivestiranno nella gestione delle situazioni di disagio e pericolo legate all’elemento acqua”, assicura infine il sindaco contando sulla sua rielezione alla guida della città del Passirio.

 

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Martin Daniel Sab, 08/29/2020 - 19:27

Eine Herausforderung der Zukunft wird sein, die Resilienz von Dörfern und Städten gegen die Klimakatastrophe, von der wir derzeit die Vorboten sehen, zu erhöhen. Oder anders gesagt, Siedlungsgebiete wetterfest zu machen für extreme klimatische Bedingungen. Das verlangt weitsichtige, lange voraus planende Investitionen, die dazu beitragen, dass:
- bei Starkregen künftig viel größere Wassermengen abgeleitet werden als bisher;
- bei Hitzewellen durch Schaffung grüner Oasen (Bäume und Sträucher am Boden, Begrünung der Dächer) in jedem Viertel ein Mikroklima geschaffen wird, das die häufigeren und extremen Hitzephasen für alle sozialen Schichten erträglicher macht; für diese Perioden vorab Einrichtungen bereitgestellt werden, die Menschen ohne eigenen Möglichkeiten eine Zuflucht bieten;
- die von den immer häufigeren orkanartigen Stürmen ausgehenden Gefahren von Gebäuden und Baumbeständen durch Vorsichtsmaßnahmen (Kontrolle, Reparatur, Befestigung, Ersatz des Baumbestandes und Wahl klimafester Arten) eingedämmt werden.
All dies muss langfristig geplant und nicht erst als Notfallmaßnahme ergriffen werden. Die Gefahrenzonenpläne werden dahingehend ständig zu aktualisieren sein. Neben dieser Anpassung an den Klimawandel gilt es, diesen durch ein gezieltes Maßnahmenpaket vor Ort abzumildern. Die Gemeinden haben dabei durchaus Handlungsspielräume, angefangen bei:
- der energetischen Sanierung von öffentlichen Gebäuden
- der Förderung der Energieeinsparung durch intelligente Steuerungsysteme und Beratung bei der energetischen Sanierung durch Private
- der Erhöhung der Eigenproduktion von erneuerbarer Energie auf Dächern und Flächen in Gemeindeeigentum
- der Förderung des nicht motorisierten Verkehrs durch Setzen neuer Prioritäten zwischen den verschiedenen Verkehrsmitteln. Das beinhaltet die Verwirklichung von Infrastrukturen wie Ladestationen, Radwege, Info-Apps und den weiteren Ausbau der Öfis. Aber auch eine intelligente Parkraumbewirtschaftung und eine neue Auffassung davon, wem der öffentliche Raum, inklusve der Straßen, zur Verfügung stehen soll.
Rösch hat das erfasst.

Sab, 08/29/2020 - 19:27 Collegamento permanente