Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno...

...ma in fondo lei è sempre a Montecitorio!
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Un piovoso sabato pomeriggio autunnale, navigavo pigramente tra le varie testate online quando trovai la notizia che avrebbe per sempre cambiato la mia esistenza:

MICHAELA BIANCOFIORE LASCIA IL GOVERNO. 

Riavutomi dallo shock grazie all'ausilio di una bottiglia di un "gran riserva" stappata per l'occasione, cominciai a riportare alla mente le eroiche gesta della fu governante. 
E subito pensai a quanto da lei fatto in qualità di sottosegretario alla pubblica amministrazione ed alla semplificazione.

(...)

Dopo un quarto d'ora di cerebrale vuoto pneumatico (cosa non può fare l'empatia...) decisi di concentrarmi sulle grandi battaglie condotte in parlamento nell'ultima legislatura.

(...)

Superato il rischio di autoipnosi, ebbi la folgorazione: "Ma certo! Michaela Biancofiore! Quella della foto col cane!" 

Molti infatti ricorderanno la cara paladina dell'amor patrio per la foto scattata in compagnia del buon Silvio e del cane Dudù. In quella foto Berlusconi aveva la faccia di chi spera non ci sia il rullino in quella macchina fotografica (nessuno gli parli di fotocamere digitali, ok?), la Biancofiore aveva l'espressione di chi, in riferimento (forse) al cagnolino, voglia dire "non gli manca la parola?" e Dudù aveva l'espressione di chi, in riferimento alla signora in questione voglia dire "magari le mancasse la parola!".

Ma limitare i ricordi al commento di una foto non sarebbe stato giusto. 
Mi tornò allora alla mente il primo giorno che la "incontrai":
Era il 17.03.2011. A Bolzano erano in corso i festeggiamenti per i 150 anni dell'unità d'Italia. In piazza tribunale era atteso l'intervento dello storico Guerri ed io, armato di bandierina tricolore scippata un'oliva da aperitivo, aspettavo in mezzo ad un gruppetto di curiosi. 
Dopo un'attesa biblica (allietata da un pianista "gentilmente offerto da Berlusconi" che si rivelò poi essere quel Danilo Mariani, a rischio di indagine per falsa testimonianza nel processo Ruby...) era arrivata insieme allo storico proprio la Biancofiore che, agghindata a guisa di improponibile bandiera, aveva esordito dicendo "oggi teniamo fuori la politica", proseguendo con un'invettiva contro Durnwalder...
Terminato il comizio aveva continuato con la distruzione dell'orgoglio italico rilanciando ogni due minuti una versione integrale dell'inno di Mameli di cui, candidamente, aveva ammesso di ignorare buona parte del testo. 
Il tutto era stato condito da una spolveratina di insulti una tantum alla cultura tedesca.
Quel giorno, dopo aver restituito la bandiera alla sapida oliva, ero tornato a casa con la convinzione che di aver assistito alla nascita di un mio personale "mito". 

In un piovoso sabato pomeriggio autunnale quel mito aveva subito un grande colpo, mai paragonabile, però, a quelli che gli italiani avrebbero continuato a vedersi assestati: in fondo Michaela Biancofiore (e tanti suoi degni colleghi) era ancora un parlamentare della Repubblica...

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Stefania Squassoni Dom, 10/06/2013 - 09:51

Era stata anche sottosegretario alle Pari opportunità, ma per fortuna non è riuscita a dare il meglio di se stessa in questa veste: il giorno dopo Letta l'ha rimossa dall'incarico, solo per qualche sua dichiarazione omofoba e cosi' pronunciò l'indimenticabile frase "I gay si ghettizzano da soli".....
Comunque, si', nonostante tutto, purtroppo è ancora un deputato parlamentare della nostra Repubblica.

Dom, 10/06/2013 - 09:51 Collegamento permanente