Gesellschaft | Il capoluogo

A chi interessa “La Bolzano che vorrei”?

Iniziati gli incontri con la cittadinanza per discutere il nuovo Piano Sociale elaborato dal Comune. Poche presenze, significativa l’assenza dei giovani.
Municipio di Bolzano
Foto: Comune di Bolzano
  • “La Bolzano che vorrei” coinvolge abbastanza? Dopo due anni di elaborazione del Piano sociale Bolzano 2024 – 2034 , iniziato nella primavera del 2022, si è svolta ieri (15 aprile) la prima presentazione aperta alla cittadinanza. La Sala Europa in via del Ronco è stata l’occasione per aprire un dibattito con i cittadini, cercando di coinvolgerli in prima linea nella gestione della città, sul futuro del capoluogo altoatesino. 

    L’aula ha accolto un iniziale saluto dell’assessore comunale alle politiche sociali Juri Andriollo, promotore dell’iniziativa presentata settimana scorsa in Municipio. È seguita poi l’esposizione del piano sociale del comune di Bolzano, partita dal processo partecipato che ne ha portato all’elaborazione. L’operatrice incaricata Silvia Recla ha spiegato come, dopo una prima fase di ricerca a tavolino con  interviste, questionari online, laboratori e altri momenti di confronto con la società civile, sono state individuate numerose azioni per migliorare il vivere nel capoluogo, descritte in un documento sviluppato in 5 macro punti di intervento: Servizi orientati alla persona; Casa per tutti; Benessere economico e psicosociale; Partecipazione e sviluppo di comunità; Organizzazione partecipata.

  • Juri Andriollo e Renzo Caramaschi Foto: Comune di Bolzano

    Dopo aver analizzato le direttive del futuro sviluppo del settore sociale nel capoluogo, la parola è passata ai cittadini presenti. Una ventina di persone, per lo più over 60, che hanno portato il loro punto di vista sulle politiche sociali del comune di  Bolzano. Il tema ricorrente durante gli interventi è stato la difficoltà di un dialogo vero tra cittadini ed istituzioni comunali; alcuni infatti si sono lamentati di scarse risposte alle email, mancanza di comunicazione tra i vari uffici ed audizioni mancate con i vertici dell’amministrazione comunale. Carlo Alberto Librera, direttore della Ripartizione Servizi alla comunità locale, ha moderato l’incontro sottolineando come queste discussioni abbiano proprio la funzione di fare avvicinare la comunità all’istituzione, anche se il compito non è sempre semplice. 

    Sono poi emerse diverse difficoltà a livello di quartiere come la necessità di una migliore manutenzione delle aree sportive comunali, le problematiche legate al traffico, la difficoltà di alcune famiglie di assistere gli anziani, un utilizzo migliore delle farmacie comunali. L’impressione generale era che la cittadinanza si sentisse molto distante dal piano di 180 pagine elaborato dal comune, sottolineando invece necessità concrete. 

    Grande assente al primo incontro di "La Bolzano che vorrei", è stata la voce dei giovani. Nessun cittadino under 47 ha partecipato al dibattito, un dato preoccupante per un comune con un'età media di 43,3 anni. Esistono spazi alternativi di ascolto dei giovani, come gli sportelli del neoassessore alle politiche giovanili Battisti. Tuttavia, la loro assenza a questo incontro chiave evidenzia un problema più ampio: la disconnessione tra la prossima classe dirigente e la politica comunale. Nonostante l'inizio non proprio entusiasmante, ci sono ancora quattro incontri di “La Bolzano che vorrei” nei quali sperare in una maggiore affluenza, soprattutto dei più giovani.

  • Gli incontri in calendario dalle 17:00 alle 18:30

    • 17.04 Sala Rappresentanza, vicolo Gumer 7 
    • 09.05 Spazio Famiglia piazza M. Montessori 10 
    • 15.05 Sala Anna Frank via della Mendola 124 
    • 29.05 Parrocchia Santo Rosario via Claudia Augusta 111 
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Profil für Benutzer Christian I
Christian I Di., 16.04.2024 - 13:47

Trovo preoccupante l'assenza dei più giovani, la loro indifferenza (rassegnazione?) verso il futuro, l'accettare senza battere ciglio di mote imposizioni dall'alto... una volta gli universitari si battevano per il futuro, adesso...??

Di., 16.04.2024 - 13:47 Permalink
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lino topo Di., 16.04.2024 - 21:23

Ma un campione di 20 persone può rappresentare "la cittadinanza"? Il problema della disconnessione dalle politiche o meglio dalla politica investe tutti. Le 180 pagine poi, quando diffuse, andrebbero lette, visto che sono il frutto di lavoro sul campo con ben più dei 20 over 60 di ieri.

Di., 16.04.2024 - 21:23 Permalink
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Carlo Alberto … Do., 18.04.2024 - 12:48

Buongiorno, per amor di verità è necessario precisare che il documento, che è ancora in fase di elaborazione, di cui fa riferimento l'articolo è stato redatto in due anni di lavoro coinvolgendo/ascoltando circa 600 cittadini e cittadine di tutte le età. Nel documento è presente un capitolo dedicato esclusivamente al punto di vista dei giovani delle scuole superiori e dell' università che abbiamo incontrato. Quanto sopra riportato è stato detto nell'incontro del 15 aprile.
Saremo lieti di rispondere ad ogni richiesta di maggiori e più specifiche informazioni al seguente recapito
[email protected]
Carlo Alberto Librera

Do., 18.04.2024 - 12:48 Permalink
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aletama Di., 23.04.2024 - 08:07

Il problema non sono i ragazzi che non partecipano. Il problema sono gli organizzatori che non sanno parlare la lingua dei ragazzi. Bolzano è vecchia ed ha paura dei giovani come ha paura del nuovo. Serve un grande lavoro di autoanalisi prima di tutto.

Di., 23.04.2024 - 08:07 Permalink
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aletama Di., 23.04.2024 - 08:07

Il problema non sono i ragazzi che non partecipano. Il problema sono gli organizzatori che non sanno parlare la lingua dei ragazzi. Bolzano è vecchia ed ha paura dei giovani come ha paura del nuovo. Serve un grande lavoro di autoanalisi prima di tutto.

Di., 23.04.2024 - 08:07 Permalink