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Dario Franceschini, il Commisario del Governo Elisabetta Margiacchi, Arno Kompatscher e Luigi Spagnolli

Monumento

Bolzano volta pagina

Inaugurato il percorso museale che “storicizza” il Monumento fascista alla Vittoria. Per il ministro Franceschini si apre una “nuova pagina dell'autonomia”.
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Il giorno più atteso è un giorno di pioggia. Piove su Bolzano, mentre le porte del percorso museale si aprono ai giornalisti, ammessi fin dalle 10.00 del mattino nella cripta e nei vani acclusi posti sotto al Monumento della Vittoria restaurato. E continua a piovere anche dopo, quando arrivano le prime autorità, il sindaco Luigi Spagnolli, i politici, e dopo le 11.00 il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, giunto appositamente da Roma per rendere omaggio a un'operazione da tutti – con trascurabili eccezioni – definita di svolta.

L'Italia è un paese fortunato, e Bolzano è fortunata a far parte dell'Italia”, esordisce il sindaco. La sua frase non ha alcun retrogusto nazionalistico, non è stata pronunciata per ribadire il concetto vetusto e infausto dei “sacri confini”. La fortuna dell'Italia e di Bolzano, precisa il primo cittadino, consiste nell'essere capace di custodire diverse identità finalmente in dialogo fra loro e oggi felicemente mescolate per prendere congedo da un passato di contrapposizioni che proprio il Monumento ha contribuito a manifestare: “Bolzano è un laboratorio di convivenza e a 100 anni esatti dallo scoppio della prima guerra mondiale dobbiamo riconoscere che, seppur tra molte difficoltà, la strada poi imboccata era quella giusta”.

Il discorso del Landeshauptmann, Arno Kompatscher - prima in italiano, poi a braccio, in tedesco – ricalca quello del sindaco, ma assume una nota particolarmente significativa indicando che al tempo della costruzione del Monumento forse qui i tedeschi e gli italiani si sarebbero augurati la scomparsa dell'altro gruppo linguistico. “Adesso non è più così. Adesso – sottolinea Kompatscher – nessuno rinuncerebbe più alla presenza degli altri, e questo è un fatto di cui possiamo andare obiettivamente fieri”.

Il ministro Franceschini, infine, pone in relazione l'apertura di questo percorso museale con le aspettative della popolazione. Bolzano, “frontiera e ponte fra diverse culture”, deve adesso guardare al futuro, all'Europa, al plurilinguismo come valore fondante di un'appartenenza molteplice, non più solidificata da matrici insuperabili. “Oggi non inauguriamo soltanto una nuova pagina nel rapporto tra Bolzano e la sua storia – conclude il ministro – ma anche una nuova pagina dell'autonomia”. Applaudono tutti, fuori intanto continua a piovere, ma l'acqua non bagna la soddisfazione generale per questa giornata che pare di festa.

Qui una galleria fotografica delle autorità presenti alla cerimonia di inaugurazione.

 

 

 

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Kommentare

Bild des Benutzers Manfred Gasser
Alle haben sie recht, der Bürgermeister mit seinem "bolzano é fortunato", der Landeshauptmann mit seinem "adesso non é piú cosí", und natürlich der Herr Minister mit seinem " Bolzano, “frontiera e ponte fra diverse culture” deve adesso guardare al futuro". Sie haben alle recht, aber wozu braucht es dabei Italien??
Bild des Benutzers andrew_catalano@alice.it
<<<<"“Bolzano è un laboratorio di convivenza e a 100 anni esatti dallo scoppio della prima guerra mondiale dobbiamo riconoscere che, seppur tra molte difficoltà, la strada poi imboccata era quella giusta”.">>>> No caro sindaco la frase giusta é: Bolzano é ancora incapace di percepire i relitti fascisti come vergognosi, e i cittadini si oppongono tenacemente alla loro eliminazione in quanto vi é una ancora sempre una diffusissima connivenza con quel passato a vari livelli (tutto questo vale anche per i falsi nomi tolemaici). Inoltre, dopo 100 anni dalla aggressione dell'Italia contro l'Austria e dopo 69 anni dalla caduta del criminale regime fascista, lo Stato italiano non ha ancora mai chiesto scusa ai sudtirolesi per i gravi torti inflitti. Con questi presupposti parlare di "convivenza" é solo pura e semplice ipocrisia. Quindi Bolzano non solo NON volta assolutamente pagina, ma persiste nella sua tenace opposizione a disfarsi di questi abominevoli monumenti fascisti.
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