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Il mattone fa riprendere l'Alto Adige dalla crisi?

Imprese più grandi e con maggiori fatturati, minore disoccupazione, più prestiti, maggiore export. Segnali positivi dal 2014, settimo anno della crisi.

Il rapporto sull'economia regionale presentato nei giorni scorsi dalla Banca d'Italia mostra come il 2014 sia stato un anno di stagnazione tra Borghetto e il Brennero. Un Pil sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente, ma a Bolzano si vedono dati più positivi che a Trento. Tanto che su Questotrentino si analizzano sul piano economico i 15 anni di Lorenzo Dellai come un “quindicennio perduto”. Due territori simili, due economie ugualmente influenzate da grandi investimenti pubblici, ma Bolzano riesce a fare meglio perché esporta di più, ha meno disoccupati, l'edilizia è in ripresa e le casse rurali altoatesine danno più crediti alle imprese.

Attività produttive

Il 2014 è stato anno d'oro per le mele: aumento della produzione del 3,1% in Trentino e dell'8,6% in Alto Adige. Mentre per l'uva non è andata così bene con un -25% in Trentino ed un -18% in Alto Adige. E probabilmente dalle mele viene un modello pionieristico di collaborazione, di sinergia regionale sull'export, quello di From. Le imprese del manifatturiero, secondo le rilevazioni della Camera di commercio di Bolzano, hanno avuto una redditività positiva nel 76% dei casi nel 2014, mentre per il 2015 è previsto un 84%, valore vicino ai dati precedenti la crisi. In difficoltà il settore carta e stampa e le imprese che producono beni intermedi per il comparto edile, vanno meglio invece le imprese che producono prodotti in metallo, articoli per il tempo libero, alimenti e tabacchi.

Exportregionalmeister

Gli altoatesini sono bravi a vendere oltreconfine: tra il 2007 ed il 2014 le esportazioni sono cresciute cumulativamente del 25,7%, mentre in Trentino si è registrato un +9,3%. L'Alto Adige deve quasi tutto il suo vantaggio nell'export agli scambi con Austria e Germania e manda più merci nel resto del mondo. Trentino avanti nell'esportare negli altri paesi Ue e negli Stati Uniti. Sostanziale pareggio per quanto riguarda Bric e Medio Oriente, dove vanno le “mele delle Alpi”.

Edilizia: due mondi diversi

Le compravendite nel 2014 sono calate dell'1,6% in Trentino, mentre sono cresciute del 3,8% in Alto Adige. In calo il valore dei bandi delle opere pubbliche: -23% in Trentino, -18% in Alto Adige. Il grafico più significativo però, dal quale probabilmente derivano le differenze macroeconomiche generali, è quello sul fatturato del comparto edile. Considerando la situazione del 2007 come numero indice 100, Trento viaggia attorno a 70, Bolzano sui 95. Con l'indotto in Alto Adige che si avvicina ai livelli del 2007 e la domanda di opere pubbliche che ha fatto da traino negli ultimi anni al settore. Come aspetto ambivalente (positivo per l'economia, negativo per l'ambiente) ci sono i permessi per costruire fabbricati residenziali nuovi e la superficie di fabbricati non residenziali. Il numero di permessi in Alto Adige è quasi doppio rispetto al Trentino, mentre la superficie di fabbricati non residenziali è più che doppia in Alto Adige rispetto al Trentino.

Turismo in flessione

Il meteo pazzerello del 2014 ha fatto calare le presenze (numero di giorni complessivo di vacanza) sia in Trentino (-0,7%) che in Alto Adige (-2%). Sulle presenze turistiche di italiani le due province si equivalgono. La differenza abissale la fanno le presenze degli stranieri: in Alto Adige sono triple rispetto a quelle del Trentino. In questo campo si aprono praterie sulle possibili sinergie. Magari in futuro qualche turista straniero potrebbe fare una libera sulla Saslong e uno slalom sulla Tre3, trovare una bella atmosfera asburgica a Merano ma anche ad Arco e a Levico, passare una giornata al lago a Caldaro e a Caldonazzo, fare un giro delle cantine da Lavis ad Appiano, andare a vedere Ötzi a Bolzano, il Muse a Trento ed il Mart a Rovereto. Per ora il Trentino insegue, anche sui marchi. Magari partendo dal marchio comune Dolomiti patrimonio Unesco.

Non è una regione per giovani

Sul tasso di occupazione della popolazione residente fra i 15 ed i 64 anni l'Alto Adige è in linea con l'obiettivo 70% della strategia di Lisbona, con una lieve contrazione dal 71,4% del 2013 al 70,8% del 2014. Continua a crescere il tasso di occupazione in Trentino, dal 65,5% al 65,9% del 2014. Fa preoccupare invece il calo del tasso di occupazione tra i giovani (15-34 anni): 48% in Trentino (-2,3%) e 58,3% in Alto Adige (-1%). Da una parte in provincia di Trento è più alta la scolarità e la formazione universitaria, ma dall'altra questi dati mostrano la validità del sistema duale altoatesino, che sta cominciando a essere ripreso anche in Trentino e nel resto d'Italia.

Le imprese altoatesine stanno meglio

La migliore salute delle imprese in provincia di Bolzano è mostrata anche dal dato sulle ore di cassa integrazione. In sei anni di crisi in Trentino si è rimasti costantemente fra i 5 ed i 6 milioni di ore, mentre in Alto Adige vi sono stati tre anni di picco (2009, 2010, 2013), ma anche tre anni di “normalizzazione” (2011,2012, 2014).

Disoccupazione più bassa d'Italia

Da invidiare è il tasso di disoccupazione, stabile 4,4% in Alto Adige, mentre in Trentino è salito dal 6,5% al 6,9%. In regione comunque dati meno preoccupanti rispetto al 7,7% medio del Nordest ed il 12,1% a livello italiano.

Imprese più grandi e con maggior fatturato

Le imprese sudtirolesi sono mediamente più grandi di quelle trentine e sui dati di fatturato, considerando come numero indice il valore di 100 nel 2007, c'è un gap provinciale di 10 punti, che si allarga a oltre 20 se si guarda il solo settore delle costruzioni.

Botte vecchia fa buon vino

Sono i lavoratori più in là con gli anni ad avere retribuzioni più alte se si considera il periodo tra 2009 e 2013. In provincia di Bolzano è un secco +5% di redditi per gli over 55. Rispetto al 2009 va male agli under 24 trentini e a quelli che hanno fra 25 e 34 anni in Trentino, con redditi pro capite inferiori del 5%.

Cresce la disuguaglianza

Per quanto riguarda invece la disuguaglianza, i dati sono in crescita fra il 2007 ed il 2012. Nel 2007 il 20% più ricco della popolazione regionale guadagnava 4,1 volte il reddito del 20% più povero, nel 2012 il rapporto è cresciuto a 4,4. Le persone a rischio di povertà in Trentino sono l'11,3%, l'8,9% in Alto Adige. Considerando le variazioni del reddito disponibile l'unica a vedere inalterata la propria situazione è la “middle class”, il 20% mediano della distribuzione. Perdono il 14% del reddito i più poveri, il 7% i più ricchi, il 6% il secondo quintile ed il 2% il quarto quintile.

Meno sofferenze nel sistema bancario altoatesino

Lo scenario bancario trentino sta cambiando velocemente: da presidente della Cassa Rurale di Trento e della Cassa centrale Giorgio Fracalossi è diventato presidente della Federazione della Cooperazione Trentina. E nel suo programma c'è una riduzione netta del numero delle Casse, per arrivare a 10 complessive. Un modo anche perché il sistema riesca a coprire alcune “miserie” locali che sono venute alla luce nel 2014. Tra il 2014 le nuove sofferenze in Alto Adige sono riuscite a rimanere stabili, mentre sono cresciute molto in Trentino e soprattutto fra le imprese. In provincia di Bolzano rimangono stazionari anche i crediti non performanti meno gravi (incagli e ristrutturazioni), che invece in Trentino si sono impennati nell'ultimo anno.

La mia banca è differente?

Slogan del credito cooperativo, che in Trentino ha il 55% del mercato bancario, in Alto Adige il 43%. Nel 2014 in termini di prestiti a imprese e famiglie le Raiffeisen in Alto Adige sono rimaste ad un livello superiore rispetto agli altri istituti di credito. Mentre in Trentino i prestiti cooperativi sono calati sensibilmente e a finanziare di più imprese e famiglie sono stati altri istituti di credito.

Trento più virtuosa in sanità ed in Europa

La riorganizzazione sanitaria in Trentino sta procedendo portando con sé critiche e scelte dolorose, ma sul piano dei conti si cominciano a vedere dei numeri positivi. La spesa sanitaria pro capite è cresciuta del 2,1% in Alto Adige e dell'1,4% in Trentino. La spesa regionale pro capite in sanità è maggiore ai valori nazionali e si attesta su 2mila 225 euro in Trentino e 2mila 273 euro in Alto Adige. Sui fondi strutturali europei vi è un notevole divario tra le province di Trento e Bolzano. La dotazione finanziaria complessiva a fine 2014 era di 280milioni di euro per il Trentino, 224milioni per l'Alto Adige. La spesa certificata in Trentino era pari al 91,5%, mentre a Bolzano si fermava al 65,5%, inferiore all'obiettivo competitività del 78,3%.

L'interessantissimo report di Banca d'Italia, 110 pagine con molti grafici e tabelle sui quali riflettere, è disponibile integralmente qui