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Ela, come va col lavoro?

Dal 16 ottobre 2019 a Bratislava è attiva la nuova Agenzia europea del lavoro (Ela), che si occuperà soprattutto dei 17,5milioni di "expat" in Europa.
Ela
Foto: upi
Ci ha messo 2 anni a sorgere la nuova European Labour Agency, che era stata lanciata nel 2017 da Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea che il 1°novembre 2019 dovrebbe passare il testimone a Ursula Von Der Leyen (anche se il passaggio slitterà viste le difficoltà nel riempire le 3 caselle rimaste vuote dei tre commissari francese, ungherese e rumeno).
In fase di startup l’agenzia ha mosso i primi passi a Bruxelles e proseguirà nella fase di sviluppo fino al 2024, quando avrà un budget di 50milioni di euro e 140 dipendenti. I lavoratori maggiormente coinvolti all'attività di Ela saranno i 17,5milioni di europei che lavorano in un altro Paese rispetto a quello nel quale sono nati.
Il reclutamento è già cominciato da tempo sul sito delle opportunità lavorative europee di Epso.
L’agenzia avrà soprattutto 3 obiettivi principali:
 
- favorire l’accesso alle informazioni su diritti e doveri nell’ambito della mobilità dei lavoratori
- facilitare la collaborazione fra gli Stati membri nell’implementazione del diritto comunitario, realizzando controlli comuni e combattendo il lavoro nero
- intervenire quando vi sono problemi transfrontalieri e ricercare delle soluzioni.
 

“Stesso stipendio per lo stesso lavoro nello stesso posto”

 
L’Agenzia si porrà l’obiettivo di far sì che la circolazione dei lavoratori all’interno del mercato europeo avvenga nel miglior modo possibile, puntando anche maggiormente sulle attività dei singoli sportelli Eures. Per la Provincia di Bolzano si possono trovare maggiori informazioni qui.
 

25 anni di Eures

 
Eures, lo sportello europeo della mobilità, ha appena compiuto 25 anni e offre un servizio per trovare lavoro nell’Unione e nei Paesi limitrofi come Norvegia, Islanda, Svizzera, Liechtenstein. Sul portale sono state aggiunte 29milioni di offerte di lavoro nel corso del 2019, ci sono 15mila aziende registrate e nella rete Eures operano oltre 1200 persone.
Eures gestisce anche delle iniziative come Your First Eures Job, dedicato a chi vuole fare la propria prima esperienza lavorativa al di fuori del proprio Paese, oppure Reactivate , una chance di rimettersi in “pista” lavorativamente parlando per chi ha più di 35 anni.
Ogni settimana ad esempio il nodo trentino della rete Eures, Eures Trento all’interno dell’Agenzia del Lavoro, propone online una piccola selezione di posizioni lavorative in altri Paesi, anche attraverso la pagina Facebook Eures Trento.
 
Per esempio in data 15 ottobre c’è la possibilità di andare a Gozo, una delle isole di Malta, per 4 mesi a insegnare italiano in una scuola superiore, oppure fare il traduttore per Amazon a Bratislava.
Quindi fra le altre possibilità c’è quella di andare 3 mesi su un cantiere in Germania per conto di una ditta edile di Rovereto, oppure segretario/a bilingue in Francia. Chiudono il breve quadro un lavoro come disponente nell’ambito dei trasporti in Austria, customer service in Olanda, guida turistica in Norvegia, aiuto piastrellista in Svizzera.
 
 

Lavoro come pilastro sociale

 

Ad una prima analisi appare che la nuova agenzia europea che si occuperà di lavoro avrà per ora un’importanza marginale per la vita della maggior parte dei lavoratori europei, visto che le redini della politica nell’ambito del lavoro rimangono ancora nelle mani dei singoli Stati. Rileggendo il pilastro sociale europeo dedicato al lavoro infatti molti giovani soprattutto avranno coscienza di trovarsi in una situazione del tutto diversa… E chissà se Ela potrà fare qualcosa…
 
“Indipendentemente dal tipo e dalla durata del rapporto di lavoro, i lavoratori hanno diritto a un trattamento equo e paritario per quanto riguarda le condizioni di lavoro e l'accesso alla protezione sociale e alla formazione. È promossa la transizione a forme di lavoro a tempo indeterminato. Conformemente alle legislazioni e ai contratti collettivi, è garantita ai datori di lavoro la necessaria flessibilità per adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto economico.
Sono promosse forme innovative di lavoro che garantiscano condizioni di lavoro di qualità. L'imprenditorialità e il lavoro autonomo sono incoraggiati. È agevolata la mobilità professionale.
Vanno prevenuti i rapporti di lavoro che portano a condizioni di lavoro precarie, anche vietando l'abuso dei contratti atipici. I periodi di prova sono di durata ragionevole”.