Politica | Dietro le quinte

PD: caccia al falco che ha avvicinato Artioli

I retroscena del "caso Artioli" che ha portato scompiglio all'interno dell'assemblea del Partito Democratico altoatesino.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.

Tutto parte dal presunto misterioso avvicinamento di Elena Artioli al Partito Democratico altoatesino; forse, ma non è certo, grazie all'interessamento di Uwe Staffler.

Elena Artioli, investita della carica di nuova coordinatrice di LiberalPD locale, ha portato scompiglio all'interno di una formazione politica già piena di divisioni. E' una galassia, il PD bolzanino, ieri in Assemblea provinciale, in movimento tellurico costante, che si arricchisce di ulteriori elementi di discussione.

C'è questo misterioso gruppo nazionale “Liberal PD”, guidato dal sindaco di Catania Enzo Bianco, giudicato addirittura di “destra” da alcuni stessi esponenti PD locali. Si sarebbe costituito nel febbraio di quest'anno e, a livello locale, ne farebbero parte Carlo Bassetti, Peter Calò e Staffler. Insomma, quei renziani non in sintonia con il Consigliere provinciale Roberto Bizzo, che poi si sono spesi a sostegno di Gnecchi.

Ci sono Bizzo e Gnecchi, i quali scalpitano all'interno del partito, al punto di avere recentemente presentato un ricorso a Roma per mettere in discussione la legittimità del percorso congressuale che il PD locale sta vivendo. Un tentativo di fare saltare il banco, secondo alcuni. Per quale motivo?

Forse è necessario un passo indietro e definire quali siano le principali correnti concorrenti nella galassia PD. Anche nel PD locale, come a livello nazionale, si possono identificare tre piattaforme politiche: Areadem, LiberalPd e Rifare l'Italia. Spostandoci sul piano del sostegno politico, c'è il raggruppamento che ha sostenuto Liliana Di Fede (il quale fa riferimento all'AreaDem, ai Cuperliani e Civatiani), poi ci sono i renziani di Mauro Randi, infine, una corrente che fa capo a Luisa Gnecchi (liberalPD e un paio di cuperliani).

Un frastagliamento che crea continui malumori, difficili da identificare, ma capaci di generare invidie personali, acuite in occasione del voto alle elezioni provinciali dello scorso ottobre, quando per effetto di una contrazione del consenso elettorale al gruppo linguistico italiano, il PD provinciale si è ritrovato con un solo assessorato, a lungo conteso da Christian Tommasini e Roberto Bizzo. Forse è proprio la riconferma solo del primo ad avere dato il via a una serie di schermaglie incrociate. Quindi, un'accusa rivolta da più parti a Bizzo, ma ancora tutta da provare, è quella di volere spaccare il PD locale ed escludere da questo quello che resta della sinistra. Il caso Artioli sarebbe quindi stato architettato da Bizzo e Staffler a tale scopo. Sono supposizioni, che però circolano insistenti negli ambienti PD.

Insomma, l'avvicinamento di Elena Artioli sarebbe parte di un piano per cambiare gli equilibri all’interno del PD ed indebolire sia Carlo Costa sia Christian Tommasini e più in generale quello che resta della sinistra.

L'assemblea PD che ieri sera in Piazza Domenicani doveva cercare di fare luce sul caso Artioli si è trasformata in una caccia al falco interno. Di cosa si è parlato?

La prima decisione presa dall'Assemblea è stata di estromettere la stampa. Honrad Maier ha esordito con una relazione sul tema “sanità”. Era stato invitato prima dello caso “Artioli”, suo malgrado.

Terminato l'intervento di Maier, si è passati alla discussione sul caso “Artioli”. Tutti si sono trovati d'accordo nel ribadire che Artioli non abbia mai chiesto di aderire al PD e non c'è stato percorso di avvicinamento al PD locale o nazionale. Questo nonostante una intervista alla rete televisiva RTTR, dove Artioli lascia presagire che prima o poi, dopo un percorso parallelo, se dovesse esserle chiesto, lei accetterebbe anche di prendere la tessera PD. Quindi, l'attenzione si è spostata su come sia stato possibile per Artioli ottenere la carica di coordinatore dell'area LiberalPD a livello locale? Tutti se lo chiedono e l'Assemblea ben presto si trasforma in una animata caccia al colpevole. La segreteria si è affrettate a dichiarare che farà un comunicato in tal senso, dissociandosi dalla decisione di nominare Artioli. Anche se per molti presenti questo semplice comunicato pare una posizione debole ed insufficiente nei confronti dell'elettorato, schioccato da quelle che l'Assemblea definisce una astuzia di Artioli, volta a confondere l'elettore stesso, che non è certo tenuto a sapere cosa rappresenti LiberalPD all'interno del partito provinciale. Per questo, da più parti si avanza la proposta di impedire in modo netto che Artioli possa avere a che fare con il PD in qualsiasi forma e modo.

A questo punto, l'attenzione si è concentrata sulla ricerca del tramite grazie al quale Artioli sia arrivata a LiberalPD. La domanda da parte di un consigliere è secca «come è possibile che Enzo Bianco, sindaco di Catania, ed ex ministro, possa nominare Artioli in questa cosa? Chi conosce Bianco tra di noi esca allo scoperto e lo dica».

Di LiberalPD da Roma a Bolzano si sono visti solo il sottosegretario Sandro Gozi e Gianfranco Passalacqua, per iniziative relative alle primarie PD. Quindi, l'accusa che circola in Assemblea è che qualcuno li deve avere avvicinati con molto anticipo per poi dopo mesi passare loro il nome di Artioli. Emerge anche che il primo contatto Artioli-LiberalPD, lo sostiene Staffler stesso, sarebbe di aprile 2014, quando, appunto Gozi e Passalaqua arrivarono a Bolzano. Una ricostruzione che in un certo senso scagionerebbe Staffler, ma che viene giudicata inverosimile da diversi esponenti PD i quali sostengono che se il primo incontro fosse così remoto, in qualche modo loro lo avrebbero sicuramente saputo e il “caso Artioli” sarebbe uscito molto prima. «Ci sono falchi, dice un consigliere, che remano contro al partito: escano allo scoperto».

E' Sandro Reperto in persona a chiedere a Uwe Staffler quale sia il valore aggiunto di sua cognata nel PD. Staffler non risponde. Per questo motivo, Repetto impone che nel comunicato stampa il PD neghi il tesseramento di Artioli, mentre Di Fede chiede le immediate dimissioni di Staffler dalla Segreteria e chiede a Gnecchi di indicare un sostituto. Una consigliera ribadisce che a Roma non danno cariche di questo genere senza che qualcuno a livello locale abbia fatto da sponda, quindi, chiede che questa sponda esca, così da sapere chi vuole la fine del PD provinciale. Un altro consigliere rileva che per questa gaffe con Artioli, il PD è stato preso in giro sia dalla destra sia dalla SVP.

Ma il problema non sembra esaurirsi con Artioli, se è vero che, come dice un consigliere, è il metodo di lavoro nel PD a non funzionare, visto che «non si riesce nemmeno a scrivere il regolamento per il tesseramento».

Infine, dopo una breve diffusione, viene approvato il comunicato stampa nella forma più soft: solo 4 gli astenuti, sembra, senza la partecipazione al voto di Staffler.

Invece, nella breve discussione sul regolamento per il tesseramento, a sorpresa interviene Bizzo, il quale si dice contrario a qualsiasi restrizione rispetto al regolamento nazionale. Secondo alcuni, questa presa di posizione confermerebbe che Bizzo sia la c.d. sponda di Staffler, perché con l'approvazione di un regolamento restrittivo, Artioli resterebbe fuori, così come i civici di Merano, sponsorizzati dallo stesso Bizzo come interessati a confluire nel PD alle prossime elezioni. Alla fine, il regolamento viene approvato nella forma restrittiva che tiene lontano Artioli dal PD, ma non i dissapori che il suo avvicinamento ha portato.

Un avvicinamento culminato con un presunta approvazione da parte del premier Renzi in ripartenza da Bolzano dopo la visita del weekend scorso, in occasione del Convegno di Castel Presule. Un accenno col capo e un «buon lavoro!» che Renzi concede a tutti, secondo il PD utilizzato da Artioli come grimaldello per legittimare una presunta vicinanza al partito. La ricostruzione della valenza di quel saluto, fornita da Artioli alla stampa, viene seccamente smentita dai presenti che, invece, sostengono come quella ennesima fotografia accanto al Premier (dopo quella all'aeroporto di Bolzano) non sia altro che uno degli innumerevoli selfie che Renzi concede, anche con persone a lui ignote, come nel caso di Artioli; almeno fino a domenica scorsa.

 
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guido margheri Mar, 07/08/2014 - 14:43

Solo un dubbio: "misterioso gruppo nazionale “Liberal PD” ? L'area Liberal PD esiste dal 2008 (data di fondazione del PD) ed è un'associazione autonoma, ma formalmente riconosciuta dallo Statuto del PD. Di tale associazione oltre al Sindaco di Catania (ed ex-ministro) Enzo Bianco e al già citato Gianfranco Passalacqua, che è Vicesegretario dell'Associazione, fanno parte fior fior di parlamentari (Gozi e Marcucci), amministratori locali personalità e intellettuali di area PD (Franco Bassanini, Ludina Barzini, Stefano Passigli, Adolfo Battaglia, Stefano Folli, Andrea Carioti, Giuseppe Galasso, Ugo Magri, Andrea Manzella, Tullio Gregory e il Presidente del CNR Luigi Nicolais, ecc.)...non mi sembra un'associazione minoritaria di carbonari o di passanti, ma di un gruppo che nella visione renziana del "partito della nazione" ha un ruolo rilevante in alcune zone del Paese e in alcuni strategici settori sociali e intellettuali. Qui il sito nazionale http://www.liberalpd.it/ Forse, la discussione che interessa tutti al di là dei retroscena interni è la futura natura del "partito della nazione" nella nostra autonomia (anche in vista delle prossime comunali) e, collegata, la domanda: la nuova collocazione dell'Artioli allargherà o meno e a che condizioni la maggioranza in Consiglio Provinciale ?

Mar, 07/08/2014 - 14:43 Collegamento permanente
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Oscar Ferrari Mar, 07/08/2014 - 21:57

chiamiamola doverosa incazzatura di circostanza. Tempo due mesi ed Elena Artioli sarà sempre stata del pd, in stile 1984 di Orwell. Il suo voto in consiglio provinciale fa comodo a tutti

Mar, 07/08/2014 - 21:57 Collegamento permanente