Società | Aborto

Il diritto all'aborto nel mondo

Sui nostri corpi, sulla nostra salute, sul nostro piacere DECIDIAMO NOI.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
Barbara Kruger Your body is a battleground
Foto: Barbara Kruger

Il 28 settembre è la giornata internazionale per l’aborto sicuro e sarà un’altra occasione per chiedere con forza informazioni complete sull’aborto, l'assunzione di personale sanitario non obiettore, formazione e aggiornamento obbligatori per il personale sanitario, progetti continuativi obbligatori su sessualità e affettività nelle scuole. L’aborto deve essere libero, sicuro, gratuito e garantito affinchè tutte le donne abbiano totale libertà di scelta sul proprio corpo. Una libertà che non è bastato acquisire 43 anni fa, ma che è da difendere strenuamente ancora oggi. Chiedeteci ancora a cosa serve il femminismo.

Ogni giorno da oggi, e fino al 28 settembre, pubblicheremo un testo sull’argomento aborto.

1/8 Diritto all’aborto nel mondo

Your body is a battleground

In decine di paesi del mondo per le donne è illegale abortire: El Salvador (dove le donne rischiano fino a 25 anni di carcere se abortiscono anche in modo spontaneo), Nicaragua, Repubblica Dominicana, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Iraq e Filippine, sono solo alcuni. In Europa: l’aborto è illegale a San Marino (il prossimo 26 settembre si terrà finalmente un referendum), Malta, Andorra, Lichtenstein (che ha già bocciato con referendum la legalizzazione). In Texas la corte suprema di recente non ha sospeso la legge che vieta l’aborto dopo le 6 settimane, anche in caso di stupro o incesto. In Polonia a inizio 2021 è entrata in vigore una delle leggi più restrittive d’Europa in tema di aborto, vietato anche in caso di stupro o incesto. L’Irlanda ha legalizzato l’aborto solo nel 2018, l’Argentina solo nel 2020. Sono qualche giorno fa il Messico lo ha depenalizzato. In Italia il 67% del personale sanitario è obiettore di coscienza e si rifiuta, per motivi religiosi o etici, di praticare aborti nelle strutture pubbliche. Questi sono solo alcuni dati che ci dicono che è in atto una vera e propria guerra globale, una guerra che ha come campo di battaglia il corpo delle donne, i loro diritti riproduttivi e la laicità dello Stato.

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Zio Fungo Lun, 09/20/2021 - 20:50

"You body, your choice" il problema però è proprio che sono due(!) i corpi e non solo uno, sennò vi darei ragione. 2. Se il partner non ha niente da dire a riguardo e deve solo pagare (non può tirarsi indietro in alcun modo) allora credo vada a finire come già successo nell' unione sovietica... alla donna verrà chiesto di fare figli per lo stato e di mantenerli da sola. Però fate bene a combattere per i vostri diritti perché con una media di 1.2 figli per donna(tendete allo 0) in Italia verso fine secolo saranno gli arabi a maggioranza relativa. Pace :)

Lun, 09/20/2021 - 20:50 Collegamento permanente