Società | Il commento

“La Chiesa ne stia fuori”

Il Sinodo di Roma non ha raggiunto una maggioranza qualificata sulla questione delle unioni omosessuali. Le reazioni di Andreas Unterkircher, presidente di Centaurus.

Se dovessimo pensare l’Europa come un’aula scolastica e le nazioni come gli alunni che la frequentano l’immagine di riferimento, adattabile a più circostanze, sarebbe a occhio e croce questa: in prima fila i più volenterosi, quelli ben pettinati, con gli occhialini sul naso, il grembiule immacolato e le matite ben allineate – l’Olanda, il Belgio, i paesi scandinavi perlopiù -; appena dietro Regno Unito, Germania, Francia, scolari attenti e disciplinati; e scorrendo ancora indietro, all’ultimo banco, scopriremmo un posto vuoto, il nostro. L’Italia è quella che entrerebbe ogni volta in classe trafelata, con le scarpe slacciate e il fiato corto, accampando scuse per giustificare il ritardo: c’era traffico, la sveglia non ha suonato, il cane mi ha mangiato i compiti.

Una di quelle scuse reiterate - fuor di metafora - è l’ingerenza del Vaticano nella vita della collettività, che influenza verticalmente o trasversalmente tanto i fedeli quanto gli anticlericali. In tema di diritti civili l’Italia è il più arretrato fra i paesi ricchi e, nonostante l’empatica mitezza e il fermento "sovversivo" del Papa argentino (apparentemente allergico alle spire del potere curiale), la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, seppur qualche riverbero di luce sembra penetrare timidamente quella secolare oscurità.

Durante il Sinodo straordinario sulla famiglia convocato a Roma dal pontefice il nuovo testo relativo alle persone dello stesso sesso ha ottenuto la maggioranza assoluta, ma non i due terzi necessari: «Alcune famiglie vivono l'esperienza di avere al loro interno persone con orientamento omosessuale. Al riguardo ci si è interrogati su quale attenzione pastorale sia opportuna di fronte a questa situazione riferendosi a quanto insegna la Chiesa: "Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Nondimeno, gli uomini e le donne con tendenze omosessuali devono essere accolti con rispetto e delicatezza. A loro riguardo di eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione" (Congregazione per la dottrina della fede)” ». Cauta apertura o magra consolazione?

Avevamo avuto l’impressione che fossero cambiati i toni – commenta Andreas Unterkircher, presidente di Centauruscerto, solo il fatto che si parli di questi temi è già qualcosa, ma da quanto si evince dal documento finale le aspettative sono state abbondantemente deluse: tutti quei buoni propositi che sembravano semi-rivoluzionari non sono stati esauditi, è tempo che alle parole concilianti seguano azioni concrete. La verità - prosegue Unterkircher - è che la Chiesa è strattonata da una parte dalla necessità di fare i conti con una realtà e un’opinione pubblica che sono innegabilmente cambiate, e dall’altra dalle resistenze interne ancora molto forti; immagino quindi che stiano vivendo un momento piuttosto drammatico”.

L’istituzione religiosa - intendiamoci -, per sua natura, rallenta e ribalta quel passaggio obbligato dalla tradizione alla modernità e, sebbene la sua credibilità e quella dei suoi ministri sia stata minata da vagonate di scandali sessuali mai del tutto chiariti (e puniti), mantiene intatta la facoltà di relegare a piacimento il pragmatismo laico – proprio sul diritto di famiglia, ad esempio, e cioè precisamente quando si tratta di dover cambiare le cose – a un ruolo di sudditanza cronica. “Invece a noi interessa che sia proprio lo Stato a riconoscere le unioni civili fra omosessuali – sottolinea in proposito Unterkircher –, la Chiesa dovrebbe restarne fuori e lo dico cosciente del fatto che molti gay e lesbiche credenti sono particolarmente sensibili al problema”.

Un certo sapore di rivincita lo hanno dato, tuttavia, le trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrate all’estero registrate al Comune di Roma (malgrado le successive minacce di cancellazione), mentre meno appagante è stata la trovata del sindaco di Bolzano di istituire allo stesso scopo un archivio ad hoc. “Da un parte Spagnolli ci è venuto incontro – riferisce il presidente di Centaurus -, cosa che abbiamo apprezzato ma che possiamo considerare solo come primo passo; dall’altra ha l’aria di essere effettivamente un’ulteriore ‘segregazione’, abbiamo quindi accolto questa proposta con sentimenti molto contrastanti, la questione non può ancora dirsi chiusa; intanto questo sabato con tutta probabilità andrò al Sinodo sulla famiglia che si terrà a Bressanone, perché credo sia importante che anche i gay siano rappresentati”.