Perchè un altro referendum?

Le ragioni di una battaglia per la Democrazia in Sudtirolo
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
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Foto: Salto.bz

L'SVP si è votata alcuni mesi or sono la sua legge per la democrazia diretta. Si tratta di una legge che ordina da qui in poi tutte le regole che i cittadini dovranno usare per esercitare il potere di controllo e proposta sull'operato dei propri amministratori provinciali. La legge ha un paio di cose buone:

  • sarà possibile la firma on line il che semplifica le cose e permette anche a chi vive lontano dai centri abitati di partecipare alle varie iniziative. C'è da dire che si e no un quarto della popolazione possiede ed è in grado di usare un computer. Inoltre le firme su carta devono essere riversate on line lo stesso giorno della raccolta aumentando così notevolmente la mole di lavoro dei proponenti.

  • Viene tolto il quorum di partecipazione alla votazione, vinceranno i si o i no e che non va a votare non partecipa e ne deve accettare il risultato. Una cosa splendida che auspichiamo da decenne ma è uno specchietto per le allodole.

Il perché è molto semplice; la legge prevede una serie complessa di ostacoli di cui i più evidenti sono questi:

  • per richiedere un referendum occorre raccogliere in un primo turno 8000 firme in sei mesi o in due a seconda se il referendum riguarda una legge del consiglio o una delibera di giunta. Poi la Giunta o il consiglio provinciale possono accettare la proposta o modificarla o rigettarla. In quest'ultimo caso si va a referendum e allora bisognerà raccogliere ben 26.000 firme in 60 giorni. Avete letto bene ventiseimila firme in due mesi! Questo è impossibile per chiunque. In Sudtirolo non esiste una sola organizzazione così radicata ed estesa sul territorio in grado di svolgere un lavoro del genere, sono convinto che nemmeno l'SVP con la sua imponente ramificazione sia in grado di raggiungere un obiettivo così difficile. Per il referendum propositivo sulla Democrazia Diretta svoltosi nel 2009 sono state raccolte 22.000 firme e ci sono voluti ben 4 mesi. Per questo hanno potuto togliere il quorum, al referendum non ci si arriverà mai.

  • Nella legge manca il referendum confermativo che era presente nella precedente legge. Il referendum confermativo è quello che permette ai cittadini di confermare o meno una legge appena votata.

  • Non si potrà più proporre una legge per una migliore democrazia e nemmeno porre a referendum lo stipendio dei politici (mica scemi eh?). Giusto lo scorso anno è stato presentata una richiesta di referendum per il taglio degli stipendi dei politici regionali, questo li ha spaventati a dovere e sono corsi ai ripari. Gli attuali politici SVP saranno mica una casta?

  • Le commissioni e la giunta possono modificare una proposta popolare e decidere in modo arbitrario che i cambiamenti sono sufficienti ad evitare il referendum.

  • La legge evita accuratamente clausole che siano garanzia di equità e trasparenza e affida l'informazione ad un proprio ufficio.

Per fermare questo scempio delle fondamentali regole di partecipazione civile alla vita politica, Iniziativa per più Democrazia che da 18 anni si batte per migliorare le regole della Democrazia, si è lanciata nella prima proposta di referendum confermativo della provincia e sta raccogliendo in questi giorni le 8.000 firme necessarie a richiedere il referendum che si svolgerà probabilmente nella primavera prossima e per il quale non è previsto il quorum, si conteranno solo i si e i no. Chiederemo a tutti i cittadini di esprimersi sulle qualità della legge studiata e voluta dall'SVP. Inoltre Iniziativa per più Democrazia ha aperto una seconda raccolta di firme per rilanciare la proposta di legge di iniziativa popolare già presentata ai cittadini con il referendum del 2009 a cui sono state apportate alcune modifiche frutto della discussione di questi ultimi 4 anni. Tutte le leggi e le informazioni riguardanti la Democrazia Diretta sono rintracciabili all'indirizzo: http://www.dirdemdi.org/it/