Ambiente | Dal blog di Argante Brancalion

Una patacca bollente

Il prode Stefano Fattor si lamenta per il suo inceneritore che camminerà zoppo.
Avvertenza: Questo contributo rispecchia l’opinione personale dell’autore e non necessariamente quella della redazione di SALTO.
Foto: Salto.bz

 Veduta edificio dall´A22

Stefano Fattor si diceva, è nelle peste, si lamenta, su un giornale locale che il suo gioiellino così tanto voluto e strenuamente difeso, non potrà funzionare come lui e gli altri di Ecocenter e Apa ci hanno per lungo tempo promesso.

Il miglior inceneritore del mondo, il più pulito, il più bello, la meraviglia da 125 milioni di euro, ormai quasi pronto, i cui primi collaudi sono già stati fatti, ma nulla si sa di come siano andati, pur essendo stato progettato per trasformare i rifiuti provinciali in energia elettrica e acqua calda per il teleriscaldamento, produrrà solo energia elettrica mentre quasi tutto il resto del calore se ne va in fumo. Si tratta di circa 7 milioni di euro all'anno persi. Perché? La colpa naturalmente è di altri, di Ecotherm (SEL) che non preparato le tubazioni per riscaldare mezza città, ospedale compreso. Anzi non ha fatto proprio nulla, non ha nemmeno un progetto definitivo, solo qualche studio di fattibilità e convenienza economica. Wolfram Sparber che oltre ad essere presidente di SEL è anche presidente i Ecotherm afferma che la colpa naturalmente non è sua ma di altri, della provincia che ha inserito il progetto nei piani di risparmio, in poche parole la provincia ha detto: “arrangiatevi”. Per portare avanti il teleriscaldamento occorrono 60 milioni da spendere nei prossimi 6 anni. Ma nessuno li ha. Per trovarne almeno 30 Ecotherm cerca di vendere il proprio 50% a SEAB alla quale però mancano 4,8 milioni di € per saldare il conto, poi dovrà trovarne altri 30 per portare avanti il progetto. Viste le casse del Comune e i tempi che corrono, penso che il teleriscaldamento sarà finito nel mes del mai dell'an del miga.

E l'inceneritore o termovalorizzatore come si ostinano a chiamarlo? Niente, non teleriscalderà nessuno o quasi, non incasserà i 7 milioni di euro ma dovrà comunque pagare il mutuo e relativi interessi. Come farà? Semplice, aumenterà la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti che già viene calcolata tra i 123 e i 163 euro a tonnellata, ovvero pagheremo noi. Ma è tutto qui? Certamente che no Fattor non lo dice ma sicuramente lo sa, i certificati verdi vinti sulla carta saranno calcolati sulla effettiva quantità di energia immessa in rete, teleriscaldamento compreso e in relazione alla effettiva resa energetica dell'impianto. L'efficienza energetica del vecchio impianto è pari al 0,40 e quella del nuovo non si discosterà di molto e se non supererà lo 0,65 non riceverà i certificati verdi. Senza il teleriscaldamento la vedo dura. Parma, l'altro inceneritore che aveva vinto sulla carta milioni in certificati verdi li ha già persi. Dunque niente certificati verdi, niente altri milioni e chi pagherà il mutuo? Pantalone naturalmente, i soliti cittadini con il solito sistema della tariffa. Ma se la tariffa per l'incenerimento dei rifiuti già alle stelle, continuerà a salire causa la genialità dei nostri tecnici e la fame compulsiva di energia a tutti i costi dell'ex assessore Laimer, continuerà a salire, i Comuni continueranno a conferirgli tonnellate e tonnellate di rifiuti? Non credo, Comuni e cittadini già alle prese con una crisi che li sta strozzando non potranno fare altro che diminuire la produzione di propri rifiuti in modo da ridurre i conferimenti all'inceneritore. È quanto stanno già facendo diversi Comuni come Bolzano, Bressanone, la val Pusteria e Val Venosta, Merano sta studiandoci sopra, tanto per nominarne alcuni. L'inceneritore è stato progettato per smaltire 130.000 tonnellate di rifiuti all'anno ma anche questi non ci sono, nel 2011 erano 105.000 e causa la crisi continuano a calare. Cosa ci bruceranno? A quali costi? A quali costi per la salute e l'ambiente?

Questo inceneritore sta diventando una patacca, pagata a peso d'oro ma sempre una patacca, anzi una patacca bollente.

 

 Dettagli interni

 

 

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Astrid Caleffi Mer, 07/03/2013 - 12:27

In riferimento a quanto pubblicato in questi giorni su numerosi organi di stampa in merito a mie affermazioni relative alla ormai prossima accensione del nuovo inceneritore, chiarisco alcuni concetti per evitare speculazioni gratuite da parte di chiunque e congetture prive di fondamento.

1) Questione tariffa: non è vero che aumenterà. L'ottenimento da parte della Provincia Autonoma di Bolzano degli incentivi statali secondo l'asta prevista dal decreto del 6 luglio 2012 e riservata al contingente dedicato agli impianti che valorizzano energeticamente le biomasse da rifiuto (in cui rientrano i termovalorizzatori) sarà in grado di supplire alla mancata immediata cessione in rete di calore alla rete di teleriscaldamento grazie alla super-remunerazione della produzione di energia elettrica (€ 122 a MWh). Non esiste quindi un problema di perdite economiche da parte della futura società di gestione dell’impianto. Né, al contrario, mire di utili da parte della proprietà (la provincia autonoma di Bolzano). Tengo inoltre a precisare che eco center per statuto non distribuisce dividendi ai propri soci (forse l’unica società di gestione di impianti ambientali italiana con questa caratteristica che consente di calmierare le tariffe e mantenere alta le performance ambientali degli impianti).
2) Come previsto dal piano provinciale rifiuti, da subito saranno trattati nel nuovo impianto i rifiuti del tradizionale bacino eco center più i rifiuti di Pusteria e Venosta, arrivando a circa il 90% del carico. Ogni affermazione in merito al presunto sovradimensionamento dell'impianto è quindi totalmente fuori luogo.
3) Per il motivo di cui sopra e per legge provinciale che vieta esplicitamente l'import di rifiuti è semplicemente neppure meritevole di commento ogni ipotesi di reperimento di rifiuto da altre regioni.
4) È vero che nel primo anno e mezzo la rete di teleriscaldamento non verrà potenziata causa numerose e in parte imprevedibili concause e ció non consentirà l'ottimale sfruttamento del calore prodotto dall’impianto. E questo è ovviamente un peccato; dal punto di vista microclimatico ció comporta immissione di calore in atmosfera e dal punto di vista ambientale un ritardo nell'auspicato, progressivo spegnimento delle inquinanti caldaie condominiali di Bolzano con successiva produzione di calore da parte dell'inceneritore e delle centrali termiche di supporto del teleriscaldamento dotate di trattamento fumi. A regime tale sostituzione potrà comportare una riduzione di circa il 20% della totalità delle emissioni da riscaldamento della conca di Bolzano.
5) Gli incentivi sulla produzione di energia elettrica vengono erogati indipendentemente dalla cessione di calore. Qualora si cedesse anche calore al teleriscaldamento arrivando ad un rendimento complessivo superiore ad un certo valore agli incentivi sopra citati si aggiungerebbero ulteriori incentivi (ca. 500.000 ÷ 600.000 € all’anno). Comunque sottolineo che tutti gli attori in gioco (Provincia, Comune di Bolzano, Ecotherm, Seab, eco center) si stanno muovendo per cercare di arrivare al più presto ad un migliore sfruttamento del calore prodotto dal nuovo impianto, per il quale non vi sono solo ipotesi di progetto, bensì progetti veri e propri e business plan pronti.

Stefano Fattor, Presidente di eco center

Mer, 07/03/2013 - 12:27 Collegamento permanente
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Argante Brancalion Mer, 07/03/2013 - 22:04

In risposta a di Astrid Caleffi

Lungi da me cercare polemiche gratuite ma piuttosto chiarezza dato che attorno all'inceneritore c'è più ombra che luce. Di inceneritore si è parlato molto in questi anni e sempre in termini tecnici, la politica, l'assessore Laimer in primis ha sempre tenuto un profilo piuttosto basso. In ogni caso siamo alle battute d'arrivo e non intendo perdermi in nanoparticelle, diossine, furani, ne nelle altre 250 sostanze che escono dal camino.
Cerco invece per amor della luce di rispondere punto per punto alle affermazioni dell'arch Fattor.
1. Immagino ben che Ecocenter faccia i salti mortali per non aumentare la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, anche perché i sindaci degli altri comuni hanno ancora i capelli dritti da quando hanno saputo che le loro tariffe aumenteranno di ben 54 € a ton. nella migliore delle ipotesi. Eppoi bisogna pur vendere il prodotto a prezzo politicamente accettabile, peccato che la crisi renda il la gente più sensibile per tutto ciò che riguarda il denaro. Mi domando però da dove verranno il 1.200.00 € all'anno persi per la mancata preparazione per tempo degli impianti di teleriscaldamento, perché quei soldi erano stati stati messi nei conti in tutte e quattro le ipotesi tariffarie prese in considerazione quando si è definita la tariffa, ammesso che sia stata definita. Quindi o cambia la tariffa o si trova un milione passa all'anno. Può essere che la provincia ci pensi lei ma anche quelli sono soldi di pantalone che verranno tolti da altri servizi. Anche gli incentivi statali erogati dal GSE o certificati verdi che dir si voglia erano stati messi negli stessi conteggi e quindi non suppliranno a nulla come lei afferma, il milione e passa all'anno manca e basta. E siccome sono tanti bisognerà trovarli. È ben vero che i certificati verdi sono erogati sull'energia elettrica immessa in rete proveniente dalla combustione di biomasse, ma L'inceneritore non brucia solo legno, carta ecc ma anche plastica in notevole quantità e il GSE calcola forfettariamente nel 51% la parte biogena. Un dubbio che ho sempre avuto è che i sei saggi nel calcolare i certificati verdi li abbiano considerati come se l'inceneritore bruciasse 130.000 tonnellate di biomassa, in tal caso i loro conti sarebbero clamorosamente sbagliati e con essi la tariffa. Ma penso che i sei sapessero come funziona il GSE e i certificati verdi. I certificati verdi inoltre vengono erogati alla provincia di Bolzano solo se entro il 30 giugno 2013 fosse stata immessa in rete energia elettrica almeno in una certa quantità minima. Nell'intervista lei accenna a prove fatte negli ultimi tempi. Le chiedo quindi: è stata immessa energia in rete in quantità che soddisfi i criteri GSE? Se così non fosse addio ad altri 2.200.000 € all'anno. E già che ci siamo le chiedo quando Ecocenter pubblicherà i risultati di quelle prove? E delle emissioni? È ben noto poi che Ecocenter non produce dividendi per i soci, però l'azienda fornisce un servizio e cede l'energia a Ecotherm che la vende e produce bei dividendi ai propri soci cioè la Provincia soprattutto. E quindi non corrisponde al vero che la provincia non miri a utili sennò il can can fatto da Michl Laimer a cosa serviva?
2. Che quell'impianto è sovradimensionato è chiaro come il sole, è pensato per bruciare fino a 130.000 ton di rifiuti all'anno e ce ne sono 105.000 e stanno calando. I calcoli prevedevano un aumento annuo costante di rifiuti ma così non è stato. La crisi sta facendo sparire rifiuti in tutta Italia, in Lombardia due inceneritori sono chiusi e un altro non verrà terminato per la mancanza di combustibile. Tutti i comuni d'Italia sono alle prese con sistemi di raccolta che limitino al massimo le quantità di rifiuti residui, puntando a massimizzare il riciclo. Anche in Alto Adige soprattutto in vista degli aumenti tariffari dovuti all'accensione dell'inceneritore i comuni e i comprensori si stanno attrezzando. L'Europa con la deirettiva del 24/05/2012 chiede agli stati membri di azzerare i rifiuti entro 2020,
Nella sua intervista ci dice che Venosta e Pusteria non si sono ancora attrezzati per il trasposto dei loro rifiuti a Bolzano. Si è chiesto perché? Non è che per caso li portano altrove? A minor prezzo?
3. Al momento le do' ragione la legge c'è e non si possono importare rifiuti da fuori provincia. Ma i cittadini e anch'io siamo convinti che all'occorrenza la provincia cambierà la legge. L'occorrenza sarà data nel momento e nel caso che le quantità necessarie di rifiuti vengano a mancare. Altrimenti che si fa? Si smantellano 130 milioni di €? Senza conseguenze politiche?
4. Mi aspettavo un accenno al Masterplan Bolzano CO2 neutrale, parte di Helmut Moroder altro verde che ha fatto carriera. Nulla da dire sul progetto a parte che l'inceneritore e il suo teleriscaldamento ne è uno degli assi portanti, ed vero parlando di CO2. Ma l'inceneritore non fa solo risparmiare CO2, emette in atmosfera 80.000 ton di fumi composti da ben 250 diversi prodotti chimici dai nomi impronunciabili e della gran parte dei quali nulla si sa circa gli effetti sulla salute umana. Ma di questo abbiamo discusso per anni con i tecnici e funzionari APA e Ecocenter, di filtri e super filtri che fermano parte delle sostanze più pericolose note, senza comunque arrivare a nulla. L'inceneritore più bello del mondo è li a ricordarci che al mondo comandano i sordi. In ogni caso i malanni alla salute degli abitanti di Bolzano e soprattutto degli abitanti di Firmian e Casanova non saranno documentabili e quindi non sono ne nei conti economici dell'inceneritore ne in quelli del Masterplan.
5. È ben vero qualche progetto c'è, ne ho visti anch'io, i progetti costano poco. Le intenzioni sono quelle di fare gli impianti ma mi chiedo da dove si prenderanno di questi tempi i 10 milioni all'anno per sei anni che fanno 60 milioni necessari alla costruzione del sistema di teleriscaldamento? Dalla sanità, dal sociale? Tanto ci siamo già abituati. Pantalone paga tutto fino a calarseli i pantaloni.
Il fatto di fondo è che con l'inceneritore giocate coi soldi di tutti che in fondo sembrano essere infiniti e di nessuno, invece sono nostri, anche suoi.
Arch. Fattor se lo lasci dire, lei ha in mano la più bella patacca bollente del mondo.

Mer, 07/03/2013 - 22:04 Collegamento permanente
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Astrid Caleffi Gio, 07/04/2013 - 12:36

Caro Sig. Brancalion, vorrei precisare quanto segue:
1.Tariffa:
per l’attuale bacino di utenza del termovalorizzatore le tariffe rimarranno invariate. Ovviamente quelle comunità che attualmente conferiscono i rifiuti direttamente in discarica senza alcun pretrattamento subiranno effettivamente un aumento. Spero che concordi con me, che il conferimento in discarica tal quale, pur economicamente vantaggioso per il conferitore, non sia sicuramente un sistema accettabile o confrontabile con un impianto tecnologico con ben altre performance ambientali.
Per quanto concerne gli incentivi sottolineo nuovamente che non si tratta di certificati verdi, per i quali la scadenza peri il primo parallelo in rete elettrica è effettivamente il 30 giugno 2013. Si tratta invece degli incentivi per impianti a biomasse da rifiuti, per i quali il termine è di 40 mesi dalla data di richiesta (2015). Confermo che i calcoli degli incentivi sono stati fatti tenendo conto delle formule per la determinazione della frazione di biomassa e degli autoconsumi, così come i calcoli dei costi di esercizio sono stati fatti tenendo conto del carico effettivo (ca. 90%).
In riferimento ai dati nel periodo di prova dell’impianto, che partirà con la messa in servizio dello stesso, eco center non gestendo in questa fase l’impianto stesso non può ovviamente disporne e quindi pubblicarli.
2. Rifiuti
Le quantità sono effettivamente quelle indicate nella mia precedente precisazione, in quanto la Provincia autonoma di Bolzano tramite i suoi uffici competenti ha già disposto che i rifiuti di Venosta e Pusteria vengano conferiti da subito al nuovo impianto. Non possono portarli altrove in quanto ciò contrasterebbe con le prescrizioni del piano provinciale dei rifiuti.
3. Confermo nuovamente che l’import di rifiuti da fuori Provincia non sarà possibile.
Sugli altri punti da Lei sollevati non posso che rimandarLa agli enti competenti.
Avrei comunque il piacere di incontrarLa per un confronto costruttivo anche al fine di evitare possibile confusione sui dati effettivi disponibili. Quindi l’aspetto in eco center. Un cordiale saluto

Stefano Fattor
presidente eco center

Gio, 07/04/2013 - 12:36 Collegamento permanente
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Argante Brancalion Gio, 07/11/2013 - 08:20

In risposta a di Astrid Caleffi

Gentile sig. Fattor

La ringrazio per la sua attenzione nel seguirmi su questo blog che essendo pubblico toglie un po' di quel buio di cui ho parlato nella mia precedente.
I sei saggi nel loro documento dove spiegano i 4 scenari ipotizzati per le tariffe parlano di certificati verdi e non di altri incentivi.
Quando parlo di ombra attorno alla vicenda inceneritore intendo proprio la mancanza di chiarezza di quanto vi avviene. Nessuno e non ne faccio colpa a lei si è degnato di dire alla cittadinanza cosa è successo durante la prova. Proverò naturalmente a chiedere all'ufficio rifiuti provinciale ma immagino che mi risponderanno la stessa cosa, i dati non sono nostri chieda al consorzio costruttore che essendo privato non è dovuto rispondere.
Sono otto anni che portiamo avanti la nostra battaglia per convincere tecnici e politici che costruire quell'inceneritore è inutile e dannoso, ci siamo sempre trovati davanti un muro di gomma fatto di reticenza, bugie e mezze verità. Solo per avere la Valutazione di Impatto Ambientale ci abbiamo messo ben tre anni e, naturalmente ben lontani dai termini per un ricorso.
Lei mi invita ad un confronto “costruttivo” ne la ringrazio, mi chiedo però a che pro, perché immagino che lei non sia disponibile a fermare l'inceneritore e rivedere l'intero piano dei rifiuti provinciale, un po' perché non è nel suo potere e soprattutto perché l'inceneritore le paga lo stipendio che immagino buono.
Sto raccogliendo nelle piazze le firme per la la proposta di legge popolare “Rifiuti Zero” e parlando con le persone mi viene spessissimo ricordato che in tutta questa faccenda dei rifiuti manca il buon senso. Questo mi porta a fare alcune riflessioni di tipo etico prima ancora che tecnico. La mancanza di buon senso si trova nelle decisioni che sono innanzitutto politiche. Si preferisce costruire un impianto costosissimo per tirare fuori dai rifiuti un po' di energia, nonostante la sterminata letteratura scientifica che descrive i danni alla salute di quanti vivono nelle vicinanze di un inceneritore; proprio lì dove cadono le polveri ci viene costruito un nuovo quartiere con una notevole densità abitativa e moltissimi bambini, a nessuno ne in provincia ne in comune viene in mente di cambiare posto o di porre dei dubbi sulla necessità di un impianto di tale impatto ambientale. Quando noi di Ambiente & Salute glielo abbiamo detto hanno mandato avanti i tecnici con i loro filtri magici, i loro dati in conflitto con i nostri tanto per provare una volta di più che la scienza non da nulla di preciso e definitivo. C'è un cinismo incredibile in tutta questa storia che spaventa, ma che riporta alla qualità della politica locale e non, pervasa più da interessi che dalla soddisfazione dei bisogni della gente. L'impressione è che dei rifiuti non frega niente a nessuno, interessa solo l'energia che vi si cela, prova ne è il biodigestore di Lana gestito dalla sua società, trasforma i rifiuti umidi in metano e basta, la fase successiva di compostaggio dal quale non è più possibile tirar fuori energia, viene lasciata ad altri, pagando pure. La società civile é lenta a reagire ma speriamo più profonda.
Ho accennato alle bugie ed è meglio che mi spieghi prima di trovarmi con una denuncia, accennerò solo ad alcune, le più vistose e quelle che ricordo meglio.
La VIA non accenna al fatto che nel punto di maggiore ricaduta delle polveri è previsto l'insediamento di un nuovo quartiere a notevole densità abitativa eppure già allora il progetto urbanistico dell'assessore Bassetti era conosciuto ma nessuno lo ha detto a chi doveva preparare la VIA.
Il potere calorico dei rifiuti della nostra provincia, 13 MJ/kg (dati sito provincia).Ecocenter ne calcola 11,7 sul quale è stato calcolata la resa energetica dell'impianto ha del miracoloso. In tutto il mondo i rifiuti hanno un potere calorico attorno ai 9 - 10 MJ/kg come ha dimostrato l'accurato studio fatto nel 2009 da TBU che indica il potere calorico dei nostri rifiuti in 9,1 MJ/kg.
Il modello di calcolo usato per stabilire il punto di massima ricaduta dei fumi è fatto per zone assolutamente pianeggianti, non prende in considerazione le correnti che salgono e scendono dalla montagna e nemmeno il fenomeno dell'inversione termica.
Le analisi dei fumi che escono dal camino dicono che l'aria in uscita è più pulita di quella in entrata, questa tesi assolutamente fantasiosa viene ancora oggi confermata dai tecnici Ecocenter.
I costi di costruzione nel 2° aggiornamento del piano provinciale gestione rifiuti 2000 erano ipotizzati in 75 milioni di €, al momento siamo arrivati a 130 mil. In quel piano si decide di costruire un impianto di incenerimento piuttosto che uno di TMB proprio perché era più conveniente economicamente. Nello stesso piano si calcolava che il costo di smaltimento di una ton. Di rifiuti fosse di 73 €/t. invece dai calcoli dei sei saggi sono 126. Non le viene da ridere?
Mi fermo qui.
I dati che uso sono tutti dati ufficiali rilasciati dall'Agenzia per l'Ambiente e dalle altre istituzioni nazionali e locali che hanno in qualche modo a che fare con i rifiuti. Se lei ha altri dati non pubblicati, li pubblichi che solo così hanno valore ufficiale su cui valutare e discutere.

La saluto
Argante Brancalion
Ambiente&Salute

Gio, 07/11/2013 - 08:20 Collegamento permanente
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Sandro Summa Lun, 07/15/2013 - 14:45

Caro Sig. Brancalion,

Il motivo per cui la invito ad un incontro, costruttivo o meno dipende dai punti di vista, è semplicemente l'occasione di fornirLe i dati che richiede tutti in una volta, senza essere costretto a fare questo ping pong via blog. Nessuna pretesa di convincerLa che l'inceneritore è una buona cosa. Lei è convinto che non lo sia in assoluto. Io sono convinto che non esista un modello di gestione dei rifiuti che sia valido urbi et orbi. A partire dalla raccolta per arrivare allo smaltimento i modelli si differenziano a seconda delle caratteristiche geo-morfologiche del territorio, della densità abitativa, delle condizioni giuridiche al contorno locali e internazionali. Tanto per intenderci città a rifiuto zero ne esistono (Canberra, San Francisco, ecc.) ma o hanno densità abitative bassissime e quindi la raccolta differenziata è facile e incide poco sulla tariffa, o sposta il problema altrove, ad esempio sui depuratori e sul relativo smaltimento di fanghi (generalmente in discarica, laddove gli spazi a disposizione sono molto grandi o in cementifici che li bruciano come combustibile). Laddove poi esistono norme che consentono di ridurre a monte il rifiuto (es. leggi sulla riduzione del packaging) tutto è possibile. Se queste leggi non agiscono su questa leva in maniera efficace (e in Europa così come nel resto del mondo non lo fanno) il rifiuto residuo esisterà sempre e le politiche locali, che possono fare molto, non possono però fare i miracoli. La gestione dei rifiuti è un ciclo complesso e il solo buon senso potrebbe portare a pensare ad esempio che il ciclo integrato della gestione dei rifiuti (riduzione, raccolta trasporto, recupero e smaltimento) sia composto da posizioni antagoniste come ad esempio raccolta differenziata contro smaltimento o viceversa. O col solo buon senso si può tendere a confondere raccolta differenziata con recupero materiale (vedi ad esempio link collegato) http://www.mariaioannilli.it/doc/MI_Ciclo_Gestione_rifiuti.pdf

Io sono semplicemente convinto che, viste le condizioni al contorno del nostro territorio, a valle del nostro (e sottolineo nostro) sistema di gestione del rifiuto la cosa che in fase di smaltimento (e sottolineo che metto a fuoco solo un aspetto di una parte del ciclo dei rifiuti) impatta meno sull'ambiente (o in maniera equivalente ad altri impianti) e al costo più basso (questo dice in verità il documento da Lei citato) sia avere un termovalorizzatore. Non uno qualsiasi, ma uno dimensionato sulla base di alte percentuali di raccolta differenziata (e se Bolzano adesso parte con un sistema che si avvicina alla personalizzazione forse è anche perché io a suo tempo come assessore all’ambiente mi sono speso per l’introduzione di un sistema personalizzato per la mia città), con un sistema di abbattimento fumi eccellente (assai aldilà di quelli che sono i limiti di legge), una società di gestione pubblica che per statuto non distribuisce dividendi, una legge provinciale che impedisce l'import di rifiuti, e infine una prospettiva di utilizzo del calore in una rete di teleriscaldamento. Prospettiva quest'ultima dal sottoscritto, ancora nella veste di ex assessore del comune di Bolzano (2000-2005), da sempre considerata conditio sine qua non alla presenza dell'inceneritore. Se non ci fossero state queste condizioni al contorno non avrei mai accettato di fare il presidente di Ecocenter. Soprattutto per lo stipendio che ho ricevuto nel mio mandato 2011-13 equivalente a quello di un operaio di quinto livello (poco più di 1500 euro mensili, senza però tredicesima e da cui inoltre bisogna ancora sottrarre i costi, personali, di assicurazione, equivalenti a €450). Solo da questo mese di luglio l'assemblea dei soci ha deciso, e non su mia richiesta, di aumentare l'indennità del 30%, considerata l'alta responsabilità che ha l'amministratore, nonché legale rappresentante, di una società che gestisce una trentina di impianti ambientali complessi.
Per quanto riguarda le altre questioni da Lei sollevate, Le rispondo per punti;
1) Il biodigestore di Lana produce biometano, ma anche una frazione solida che viene avviata al compostaggio e quindi agli usi agricoli. Il fatto che adesso esista un esborso di denaro per questa fase della filiera sta nel fatto che nel tempo la raccolta dell'umido è talmente cresciuta in provincia che l'impianto è diventato troppo piccolo. Con il suo ampliamento, i cui lavori inizieranno a breve per concludersi in un paio di anni, i costi di gestione si dimezzeranno rispetto agli attuali, attestandosi prevedibilmente attorno ai € 45 /ton. In questo modo si riesce a garantire il recupero materiale del rifiuto raccolto (visto che alla fine anche da questo materiale viene prodotto compost), senza perdere energia in processi esotermici come succede nel compostaggio.
2) I costi di gestione dell'inceneritore dichiarati dalla Provincia in €73/ton non erano poi tanto sbagliati. Anzi, considerando le fluttuazioni del mercato energetico, la crisi economica e quant'altro, direi che sono stati ben calcolati. Gli attuali costi di gestione sono infatti di € 81/ton. Il resto (€25/ton) sono cosiddetta tassa provinciale (ovvero il recupero da parte della provincia di parte degli investimenti fatti in passato nel settore rifiuti compresi centri di riciclaggio, etc.). Quindi un conto è quello che i comuni pagano (€106/ton) e un conto sono i costi di gestione (€81/ton). Il paragone contenuto nel piano è chiaramente frutto di un processo esemplificativo, le 124 euro/ton sono un prezzo di smaltimento del tutto paragonali a tutti gli impianti di Europa compresi gli impianti di trattamento meccanico biologico.
3) I "saggi" hanno fatto una previsione di aumento a €126/ton non tenendo conto degli incentivi sulle fonti rinnovabili non fotovoltaiche successivamente ottenuti ai sensi del decreto del 6 luglio 2012 e considerando una cessione di calore alla rete del teleriscaldamento equivalente a quella attuale. Ma gli incentivi sono arrivati e in futuro il calore sarà ceduto sicuramente in misura crescente. In una prospettiva di una decina d'anni, spegnendo progressivamente le caldaie dei condomini di Bolzano (che possa piacere o no, queste la principale fonte di inquinamento della città) questa evenienza sarà in grado di abbattere le emissioni complessive della conca del 20%.
4) In merito alla ricaduta delle polveri, lo studio di riferimento della Via si è basato sullo studio che il comune di Bolzano affidò alla facoltà di Ingegneria Ambientale dell'Università di Trento e realizzato tra gli altri dal prof. Marco Ragazzi, ma anche da medici e climatologi. Lei sostiene che "Il modello di calcolo usato per stabilire il punto di massima ricaduta dei fumi è fatto per zone assolutamente pianeggianti, non prende in considerazione le correnti che salgono e scendono dalla montagna e nemmeno il fenomeno dell'inversione termica". Ma chi glielo ha detto? La invito semplicemente a richiedere copia al comune di Bolzano dello studio, peraltro presentato in occasione di due eventi pubblici, per comprenderne la complessità della modellistica utilizzata.
5) In merito alla ricaduta sul quartiere Casanova, se è vero che il suddetto studio lo individuava come il punto di massima concentrazione, era molto chiaro nel sostenere che tale concentrazione era pressochè ininfluente dal punto di vista di qualsiasi impatto sanitario. A questo proposito mi chiedo, da tecnico quale sono di efficienza energetica in edilizia (e spero che almeno questo mi venga riconosciuto) perchè ci si concentri tanto su questo inceneritore, quando è chiaro a tutti che la prima fonte di inquinamento, di spreco energetico e produzione di CO2, siano le caldaie condominiali (35-40% del totale) sulle quali però, pare che nessuno dimostri sdegno.
6) La "sterminata letteratura" sugli inceneritori e sui danni che provocano, che Lei cita, sono riferiti a impianti di quali anni? '70, '80, probabilmente anche '90. E in che contesto? Impianti come quello di Bolzano, con le tecnologie che ha, con questo modello di gestione, con queste persone che l'avranno in carico, mi permetta, con quegli studi che ho letto anch'io come li ha letti Lei, non hanno proprio niente a che fare.
7) Sui costi; è vero che inizialmente si è ipotizzato un costo per un impianto standard, sicuramente troppo basso . Ma non è corretto neppure affermare che siano lievitati a €130 milioni. Nella cifra che Lei cita è contenuta l'IVA, la bonifica (rivelatasi una decina di milioni di euro più onerosa del previsto), il canale sopra l'Isarco per il trasporto del calore. L'inceneritore in sé è costato poco più di €100 milioni, cifra che si è elevata rispetto a quella ipotizzata all'inizio, soprattutto per introdurre sostanziali migliorie tecnologiche (es. impianto trattamento fumi), va da se quindi che se da un lato il costo di realizzazione dell’impianto è aumentato sarebbe altresì aumentato anche quello per il trattamento meccanico biologico.
8) Sul potere calorifico: il rifiuto attuale confermo che ha un potere calorifico di ca. 11,7 MJ/kg e questo solo in virtù della raccolta differenziata spinta che già stiamo attuando in Provincia di Bolzano (con raccolta differenziata molto bassa il valore è decisamente inferiore). Se togliamo altre frazioni non combustibili o a basso potere calorifico (penso all’organico) il potere calorifico può essere destinato a crescere ancora nel tempo. Dipenderà molto dallo sviluppo futuro degli imballaggi e dei materiali compositi difficilmente recuperabili.

Ribadisco il mio invito ad un incontro, come lei ben sa siamo sempre aperti a un confronto, cosi come in passato abbiamo ben accettato la vostra richiesta di accesso all’impianto del vostro tecnico (il Dr. Montanari) il quale però malgrado la nostra disponibilità non si è mai presentato.

Stefano Fattor.

Lun, 07/15/2013 - 14:45 Collegamento permanente