Chronicle | Campagna anti-Covid

Vaccini agli anziani, caos anzi no

Cna denuncia “l’incertezza totale”. Replica l’azienda sanitaria: “In Alto Adige avanti nonostante i tagli. Ora i richiami per 7.500 persone”. Totale oltre le 29.000 dosi.
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Foto: Pixabay

“Un ritardo di pochi giorni dell’appuntamento al vaccino, per un over 80, può significare vita o morte. Per questo chiediamo chiarezza sulla vaccinazione”. Arrigo Simoni, presidente della Cna pensionati in regione, chiede maggiori certezze riguardo alla campagna di immunizzazione anti-Covid. Nel resto d’Italia come in Alto Adige. Chiamata indirettamente in causa, l’azienda sanitaria della provincia di Bolzano risponde: la vaccinazione degli over 80, dice Sabes, sta procedendo nonostante le carenze negli approvvigionamenti che interessano tutta Europa. Grazie alle ultime forniture, da Pfizer/Biontec e in misura minore da ModrRna, entro la fine di questa settimana si prevede di partire con i richiami per i circa 7.500 ultraottantenni già chiamati per la prima dose. Sono invece oltre 29.000 finora le persone in totale in provincia a cui è stata somministrata una dose del vaccino anti-Covid. L’avanzamento del piano dipende dalle forniture da qui ai prossimi mesi.

 

I pensionati Cna: “Troppa confusione”

 

“Non si capisce davvero nulla”. Simoni cita l’ordine sparso con cui starebbero procedendo Regioni e Province autonome per l’immunizzazione delle persone con 80 anni e più. “Il Trentino - afferma - ha cominciato a vaccinare gli over 80, l’Alto Adige era partito prima e poi ha rallentato, il Veneto e il Friuli iniziano a metà mese, la Lombardia a fine marzo. La Campania è in tilt, dal Sud arrivano poche notizie certe. Andare in ordine sparso è una pessima idea”.

Non si capisce davvero nulla. Il Trentino ha cominciato a vaccinare gli over 80, l’Alto Adige era partito prima e poi ha rallentato. Serve chiarezza (Arrigo Simoni, Cna)

Dopo aver ricordato il numero delle persone vaccinate a oggi in Italia (732.763 martedì 2 febbraio dal portale nazionale sulla campagna anti-Covid), Simoni rimarca l’incertezza per una delle fasce di popolazione più esposte alla pandemia e che finora ha pagato il prezzo maggiore in termini di vite umane: “Ora, nel bel mezzo del maremoto delle dosi tagliate o non consegnate dalle case farmaceutiche produttrici di vaccini, i 4 milioni circa degli over 80 a cui spetta il vaccino non sanno più cosa fare e come”.

La richiesta finale è per “una campagna nazionale che spieghi agli anziani cosa fare”. “Penso a quelli particolarmente fragili, soli, non autosufficienti e isolati - conclude Simoni -. Ci siano indicazioni chiare. Non mi piace neanche il grande bailamme delle dosi sì, no, forse dei tre grandi vaccini in campo: Pfizer, ModeRna e AstraZeneca. Il brevetto di un vaccino non può essere gestito come quello di un paio di occhiali o di una borsa”.

 

 

Alto Adige, a che punto siamo

 

L’azienda sanitaria dell’Alto Adige fa il punto sull’avanzamento della campagna che risente della carenza di nuove dosi in tutta l’Unione europea (ieri la buona notizia dell’efficacia del vaccino russo Sputnik V, che si affianca a Pfizer/Biontech, Moderna, AstraZeneca, ed è in corso di valutazione dall’agenzia comunitaria Ema). La somministrazione per gli over 80 è iniziata il 14 gennaio e ha coinvolto finora circa 7.500 anziani, su un totale di 33.000 ultraottantenni in Alto Adige. I tempi si sono allungati appunto per il problema degli approvvigionamenti. Pertanto, si è deciso di dare priorità ai richiami di coloro che hanno già ricevuto la prima dose, per non andare oltre i 21-23 giorni ritenuti il tempo massimo tra prima e seconda iniezione.

“Oggi (martedì 2 febbraio, ndr) sono arrivate 8.190 dosi di Pfizer/Biontech, ieri 600 dosi di Moderna” precisa Lukas Raffl, portavoce e responsabile comunicazione di Sabes. “I vaccini di Moderna ci permetteranno di effettuare le somministrazioni a Terlano, Malles e Andriano che sono state posticipate dallo scorso fine settimana proprio per la mancanza di nuove dosi. Partiremo invece entro questa settimana con i richiami ai circa 7.500 over 80”.

Cominciamo a breve con i richiami per 7.500 ultraottantenni. La vaccinazione non ha ritardi, speriamo però di avere presto tutte le dosi necessarie (Azienda sanitaria)

Quanto al totale delle somministrazioni, le persone che hanno ricevuto la prima dose sono oltre le 29.000 unità. Immunizzati i circa 7.500 sanitari tra medici, infermieri e tutti gli altri operatori della salute.

“Al momento stiamo andando abbastanza bene, non dobbiamo posticipare. Quanto al proseguimento della campagna, speriamo di ricevere tante dosi, tante quante sono necessarie” termina Raffl. Risolti i problemi di approvvigionamento si continuerà con l’avanzamento del piano vaccinale deciso dal ministero, includendo gli altri gruppi a rischio e poi ampliando al resto della popolazione. Un calendario vero e proprio entro cui avere la quasi totalità degli altoatesini vaccinati ancora non c’è, considerando le incertezze nella produzione dei sieri che sono in cima all’agenza di Ue e governi nazionali.

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kuno prey Sat, 02/06/2021 - 17:50

san candido: ho tre ultra ottantenni in famiglia: tutti e tre sono stati vaccinati secondo la norma. senza inutili attese. il tutto con la massima efficenza, gentilezza e professionalità del personale medico. posso solo dire GRAZIE!

Sat, 02/06/2021 - 17:50 Permalink