Politics | La decisione

Meglio ai russi che ai migranti

La spunta l’assessore Bessone: il complesso Zarenbrunn non sarà destinato al sociale, ma andrà in concessione per trent’anni alle associazioni russe.
Zarenbrunn
Foto: Screenshot/Google Maps

Alla fine l’assessore leghista al patrimonio Massimo Bessone ha avuto la meglio. Il complesso Zarenbrunn a Merano, di cui fanno parte Villa Borodina e Villa Katharina, non sarà messo a disposizione - come aveva auspicato il Comune nonché l’assessora al sociale Waltraud Deeg - dei migranti e dei senzatetto (opzione peraltro già bocciata nel 2017 quando si trattò di ospitare profughi minorenni). I due immobili, così come proposto da Bessone in un promemoria discusso e poi approvato oggi (3 marzo) in giunta provinciale - verranno invece dati in concessione gratuita alla città di Mosca per una durata di 30 anni, in cambio i russi provvederanno a proprie spese alla ristrutturazione e manutenzione degli edifici per un importo di 3,5 milioni di euro.

Giusto occuparsi di persone più sfortunate, ma c’è un giusto contesto per ogni cosa, e il complesso Zarenbrunn, a mio parere, dev’essere destinato a chi saprà ristrutturarlo, a zero costi per la Provincia, valorizzarlo e mantenerlo - commenta l’esponente della Lega -. La città di Mosca ci ha presentato un progetto atto a valorizzare non solo il patrimonio provinciale che, nel caso in questione, è di pregio storico, ma anche a rafforzare l’economia. Il complesso infatti, sotto molteplici vesti, darà vita a numerose attività culturali (istruzione complementare della lingua russa, concerti, proiezioni cinematografiche, scuola di scacchi, biblioteca) e si presterà a divenire un’importante piattaforma per gli imprenditori locali ed un confronto tra i rappresentanti della Camera di commercio altoatesina e quelli della città russa. Dunque, sociale sì - conclude Bessone - ma nel suo giusto contesto ed economia, perché non si può fare del sociale se non esiste l’economia”. 

 

Le strutture costruite nel 1896-97 dall’architetto meranese Tobias Brenner su incarico di una nobile famiglia russa e passati nel 1985 in proprietà del Comune di Merano, erano state acquistate dalla Provincia nel 2015 per un importo di 6,8 milioni di euro. Nella villa Borodina oggi ha sede il “Centro russo Borodina”, istituto che promuove le relazioni fra l'Alto Adige e la Russia nei settori della cultura, della ricerca, del turismo, dell'economia e dello sport. Fra i soci fondatori del centro figurano la Provincia, la Libera Università di Bolzano, il Comune di Merano, la Camera di commercio e le associazioni russe “Borodina” e “Rus” nonché l’ambasciata russa a Roma. Resteranno invariati i rapporti in essere con le associazioni “Borodina”, “Rus’” e “Parrocchie Ortodosse”, già in possesso di regolare concessione.

 

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19 amet Tue, 03/03/2020 - 18:31

Brauchen wir wirklich ein russisches Kulturzentrum bei dem die russische Botschaft und die Stadt Moskau mitmischen ? Alle beide von Putin abhängig, der uns ja so wohlgesinnt ist.

Tue, 03/03/2020 - 18:31 Permalink