Society | La protesta

“Distesi in piazza per i diritti umani”

Flash mob ieri, 2 aprile, a Bolzano per manifestare solidarietà ai migranti dopo la chiusura dei centri di Emergenza freddo. Entro aprile chiuderà anche l’Hotel Alpi.
Flash mob
Foto: Riccardo Dello Sbarba

Su iniziativa degli instancabili volontari “Bozen accoglie” si è data appuntamento ieri sera (2 aprile) la società civile - e anche qualche politico - in piazza Municipio a Bolzano, e poi in piazza Magnago, con sacchi a pelo e coperte come simbolico gesto di protesta dopo la chiusura dei centri di Emergenza freddo, il 31 marzo scorso. Hanno partecipato al flash mob Verdi, Movimento 5 stelle, volontari e militanti dei centri sociali trentini. “Distesi in piazza per i diritti umani, per chi è stato gettato in strada nella provincia più ricca d'Italia, che riesce a ospitare ogni anno oltre 6 milioni di turisti per 27 milioni di pernottamenti, ma non sa offrire un letto a 200 persone senza dimora, povere e richiedenti asilo”, scrive su Facebook il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba.

In un comunicato diffuso ieri da Antenne Migranti si denuncia il fatto che diversi richiedenti asilo sono, al contrario di quanto affermato dall’assessora Martha Stocker, in strada. Alcuni esempi: venerdì 31 marzo, ore 20.00: un giovane ragazzo afgano chiede informazioni su dove poter mangiare a mezzogiorno. È arrivato mercoledì, dopo un lungo viaggio nascosto su un camion. Mostra il foglio notizie compilato con cui ha manifestato la sua volontà di richiedere protezione internazionale. Timbro della Questura di Bolzano e appuntamento il 10 maggio per il fotosegnalamento. Oggi andrà negli uffici Caritas per ottenere la tessera mensa, la tessera docce e avere informazioni. Coperta sottobraccio, dormirà in strada anche stanotte. Venerdì 31 marzo, ore 13.00: al parco, ragazzi pakistani e marocchini, facce note, alcune da oltre un mese, altre da due settimane. Tutti richiedenti protezione internazionale a Bolzano, tutti in strada. Uno di loro, afgano, 56 anni, con problemi ad un occhio ed una gamba: lui non ha accoglienza da 10 giorni.

 

Mercoledì 29 marzo, ore 14.00 - si legge ancora nella nota -: un ragazzo marocchino mostra il foglio notizie compilato, con cui ha manifestato la sua volontà di richiedere protezione internazionale a Bolzano. Manca il timbro della Questura, con cui la richiesta diventa ufficiale. Dice di essere stato in Questura, da lì di essere stato mandato in Caritas, che ovviamente gli ha detto di tornare in Questura, unico organo competente per apporre il timbro. Dorme in strada. Due minori non accompagnati, un pakistano e un gambiano, richiedenti asilo: uno dorme in chiesa, uno in strada, da giorni. La settimana passata 10 persone sono entrate in struttura d'accoglienza per richiedenti protezione internazionale (su 97 che erano allora in lista).

Ma nuove persone hanno nel frattempo fatto richiesta a Bolzano. Iscritti nella lista di attesa per l'accesso a strutture di accoglienza per richiedenti protezione internazionale ci sono adesso circa 90 persone. Sembra che il Commissariato del Governo stia effettuando accertamenti, in seguito ai quali alcuni di questi 90 potrebbero essere esclusi dall'accesso alle misure di accoglienza e quindi dalla lista di attesa. C'è da aspettarsi che altre persone, in attesa da mesi di un posto in un centro d'accoglienza per richiedenti protezione internazionale (che non sia l'Emergenza Freddo), abbiano forse trovato altre soluzioni temporanee per ovviare alla mancata accoglienza. Nel frattempo, entro il mese, chiuderà anche l’Hotel Alpi di via Alto Adige (sarà installato il cantiere di Benko per il progetto Kaufhaus) e i profughi verranno con ogni probabilità sistemati, per "alleggerire" in tal modo il capoluogo, nei nuovi centri di San Candido e Laives.

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Robert Tam... Mon, 04/03/2017 - 11:58

Un grandissimo problema per i veri profughi sono le persone che richiedono asilo, senza averne minimamente bisogno/diritto. Il ragazzo marocchino, di cui parla l'articolo, alla fin della fiera va a impegnare risorse, che poi mancano per i veri profughi.

Comunque anche il flashmob è stato proprio una scena triste: c'erano solo tre gatti - che poi erano le solite facce note.

Mon, 04/03/2017 - 11:58 Permalink