Chronicle | Stretta del governo

Che Natale sarà

Coprifuoco alle 22 in tutta Italia, divieto di uscire dal comune il 25-26 dicembre e a capodanno, no seconde case. Ok al decreto che “regge” il dpcm, palla alle Regioni.
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Foto: Pixabay

Un Natale sobrio, domestico, con pochi intimi (ancora non si sa esattamente quante e quali persone saranno consentite a tavola). Festività segnate dalle rigide misure decise per contenere il più possibile la pandemia da coronavirus, in tutto il territorio nazionale, e ridurre i rischi di una terza ondata da gennaio in poi. È lo scenario che si delinea con il nuovo pacchetto di norme del governo italiano: il decreto legge approvato dal consiglio dei ministri e il nuovo dpcm del presidente Conte, la cui bozza è stata inviata ai presidenti di Regioni e Province autonome per un giudizio prima della firma finale. L’entrata in vigore del regolamento è prevista a partire da venerdì 4 dicembre, lo stesso giorno in cui in Alto Adige scatta la seconda tranche di riaperture, di bar, ristoranti e non solo. Poco cambierà l’atteso passaggio della provincia di Bolzano da zona rossa a arancione, nella previsione che poi diventi gialla: le misure indicate hanno valore in tutta Italia, “a prescindere dal colore” dei territori, precisa l’Ansa.

 

Il decreto legge: divieto di spostamento

 

La sostanza delle indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi sul dpcm di Natale sono confermate. Il decreto approvato dal governo serve per dare “copertura” alla stretta natalizia.

In due soli articoli il decreto legge, firmato dal Presidente della Repubblica Mattarella, serra le maglie per tutto il periodo festivo. “Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 - dice il testo riportato dal Corriere della sera - è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del primo gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”.

Ci si può dunque spostare prima del 21 dicembre e comunque le festività del 25, 26 dicembre e l’ultimo dell’anno non si potranno trascorrere fuori dal comune.

I rientri sono garantiti, ma c’è il divieto di recarsi nelle seconde case fuori dalla propria regione. L’ennesima bocciatura per la proposta delle Regioni alpine di favorire il turismo invernale consentendo l’accesso alle piste dello sci da discesa per coloro che alloggiano negli alberghi o nelle seconde case della località dove sono situati gli impianti. “È comunque consentito - riporta ancora il Corriere - il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del primo gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti”.

In sintesi, non ci si potrà spostare tra Regioni e province autonome se non per lavoro, salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione.

 

Dpcm: coprifuoco, ristoranti chiusi alle 18, scuola

 

Il decreto serve come base legale per il dpcm che avrà una durata maggiore, 50 giorni invece che gli attuali 30, andando oltre l’Epifania (l’ipotesi è il 15 gennaio). Preliminari al regolamento del presidente Conte sono le nuove ordinanze del ministro della salute Roberto Speranza, che sempre venerdì prendendo atto dell’abbassamento della curva del contagio dovrebbe prevedere il passaggio in giallo o in arancione (il caso dell’Alto Adige) per diversi territori.

La stretta tuttavia ha valenza nazionale. Il coprifuoco avrà comunque valore in tutta Italia alle 22 (fino alle 5 del giorno dopo e fino alle 7 per il primo gennaio 2021) e i ristoranti in zona gialla saranno chiusi alle 18, come già prevede l’ordinanza per la provincia di Bolzano di Kompatscher. Si pensa anche di chiudere i ristoranti degli alberghi la notte del 31, per evitare “furbizie” sui cenoni.

Quanto alla scuola, il consiglio dei ministri dopo una discussione sarebbe orientato per lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio, ma solo al 50%.

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Schorsch Peter Fri, 12/04/2020 - 15:44

Si, che Natale sara'... Questo mi chiedo anch'io...
Und zwar für diejenigen, die ihre Liebste/ihren Liebsten im europäischen Nachbarland haben. Denn vom 21.12 bis 6.1 gilt bei Einreise/Rückkehr nach Italien Quarantäne, und schon ab dem 10.12 gilt, dass bei Einreise nach Italien aus EU-Ländern ein maximal 48h alter Test vorzuweisen ist.
Dass einige EU-Länder eine geringere Inzidenz haben als Italien, interessiert dabei nicht.
Wieso ist die Wahrscheinlichkeit, Virusträger zu sein, nach einem Aufenthalt in einem Land mit geringerer Inzidenz höher als wenn man in Italien bleibt?
Was gerechtfertigt diese Testpflicht?
Nicht jeder, der in ein anderes Land reist, will Urlaub, Skifahren und Party, es gibt auch andere Gründe ...

Fri, 12/04/2020 - 15:44 Permalink