Society | La protesta

“Natale a Bolzano, fiera delle oscenità”

Centro città, la giornalista Renate Mumelter all’amministrazione comunale: “Sospendete musica e hallelujah, in tempi di Covid è anche una questione di salute”.
Bolzano, Natale
Foto: Bolzano/Facebook

Less is more. Filosofia sconosciuta nel Natale versione centro storico di Bolzano. Così la pensa la giornalista, membro sia della Consulta culturale dell’assessorato alla cultura provinciale tedesca, sia delle sottocommissioni letteratura e mista (italiano, tedesco e ladino), ed ex addetta stampa del Comune, Renate Mumelter.

Niente tradizionale Mercatino quest’anno, come impongono le restrizioni anti-Covid, e dunque anche per compensare questa assenza l’Azienda di soggiorno locale ha deciso di fare le cose in grande. Forse un po’ troppo, sostengono alcuni cittadini. Una dovizia di addobbi, luci, proiezioni e installazioni - alcune extra-large - come la casetta stile Hansel e Gretel allestita per i bambini in piazza Municipio o la stella cometa in piazza Walther. Un Natale “kitsch” lo definisce Mumelter che chiama in causa il sindaco Renzo Caramaschi, il vice Luis Walcher e la politica decisionale bolzanina tutta.

 

Porta la data di ieri, 3 dicembre, la terza lettera aperta, di protesta, indirizzata all’amministrazione comunale e pubblicata via Facebook. “Dopo la stella gigante e la casa delle streghe di polistirolo ora siamo alla seconda fase delle oscenità, con hallelujah e musiche a tema che risuonano per le vie dello shopping, dai Portici a via Streiter, e non è finita qui, dato che ora dovremmo sorbirci anche un’altra trovata, quella degli aromi che a quanto pare verranno propagati nei luoghi pubblici” afferma su salto.bz la giornalista, residente in centro città, sottolineando che le sue preoccupazioni “sono condivise da molti bolzanini, di lingua tedesca e italiana”.

Le critiche di Mumelter sono state accolte però anche da qualche polemica per l’eccesso di “gravitas” utilizzato riguardo il tema. “Non è una questione di gusto in questo caso ma di salute”, puntualizza la diretta interessata. “Un medico mi ha fatto notare che con la musica alta si è portati ad alzare anche la voce quando si parla e questo aumenta il rischio di trasmissione del SARS-CoV-2 virus attraverso le goccioline del respiro delle persone inconsapevolmente infette, e io non credo che nelle prossime settimane, fra acquisti natalizi e quant’altro, sarà semplice mantenere un adeguato distanziamento fisico per le strade del centro”.

E il Comune come risponde? L’assessora al turismo Johanna Ramoser si è detta aperta al dialogo e Mumelter - che chiede all’amministrazione comunale di sospendere suoni e musiche incriminati - ha quindi raccolto attraverso i social diverse proposte per una “migliore gestione dell’impianto pre-natalizio, perché qui non si tratta certo di voler abolire tutto quanto né di voler cancellare tout court l’atmosfera natalizia”. Egna, Termeno e Brunico diventano allora gli esempi positivi da citare per sobrietà ma non solo. “Per gli allestimenti si sono coinvolti i cittadini, cosa che mi piacerebbe succedesse anche nei diversi quartieri bolzanini, per riscoprire soprattutto in un momento come questo anche un senso di comunità, invece di concentrare sempre tutto in centro per ovvi motivi turistici - osserva la giornalista -. Perché non interpellare poi anche artiste e artisti dato che quest’anno sono stati particolarmente colpiti sul piano economico dagli effetti della pandemia?”. Insomma un Natale alternativo è possibile, all’insegna della sostenibilità e dell’ecosostenibilità, dice l’ex dipendente del Comune, “mi auguro che questo diventi perlomeno l’obiettivo per il 2021”.

 

 

 

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Hans Unterholzner Fri, 12/04/2020 - 08:34

Wie sagte jemand: „wenn die stille Zeit vorbei ist wird es wieder ruhiger werden“. Gestern wurde in einem Geschäft bereits „Stille Nacht“ gespielt, was mich dazu bewegt hat den Ausgang zu suchen. Das Einfache und Besinnliche ist wohl nicht mehr gefragt, zumindest in Bozen. Über Geschmack lässt sich streiten und vielleicht gefällt der Weihnachtszauber ja den meisten Menschen in Bozen.

Fri, 12/04/2020 - 08:34 Permalink
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Martin Aufderklamm Fri, 12/04/2020 - 09:28

prossimo step: chi ha deciso questo, andrà travestito da San Niccolò, Babbo Natale e Befana a farsi le vasche in centro....magari con una slitta con le renne.
Peccato che non ci sarà nessuno a guardare....centro di Bz sempre più invivibile.

Fri, 12/04/2020 - 09:28 Permalink
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Massimo Mollica Fri, 12/04/2020 - 11:14

I latini dicevano che sui gusti non si discute. Rispetto l'opinione di chiunque, magari se fosse espressa possibilmente con più rispetto verso gli altri

Fri, 12/04/2020 - 11:14 Permalink