Culture | Scuola Italiana

2020: l’anno dei concorsi

I tanti bandi per le assunzioni a livello nazionale, tra incognite e sviste. Si intravede una svolta nel cammino per l’abilitazione dei docenti precari in Alto Adige.
aula scolastica
Foto: Pixabay

Oltre alla fase 2 e all’apertura dei confini regionali tiene banco in questi giorni anche un acceso dibattito in seno al governo riguardo al concorso straordinario per la scuola, i cui termini di presentazione per le domande di partecipazione sono stati bloccati dal Ministero dell’Istruzione (con conseguente sospensione della pubblicazione anche da parte della provincia di Bolzano) e che si trova al momento in fase di rivalutazione e deliberazione. La principale causa di questo blocco è un cambiamento della tipologia di prova iniziale prevista.

Il 2020, del resto, doveva aprire le porte a una considerevole immissione in ruolo di nuove risorse nella scuola italiana, con diversi bandi – tra straordinario e ordinario, scuola primaria e secondaria, tra livello nazionale e provinciale – le cui peripezie sono state seguite col fiato sospeso per mesi da parte di neolaureati e docenti precari. È stato anche l’anno che ha visto, da giovani universitari fino ad insegnanti con anni di esperienza alle spalle, la corsa al conseguimento dei famosi 24 cfu in materie socio-psico-pedagogiche, necessari per partecipare al concorso ordinario.

I dettagli

Una breve panoramica per districarsi un poco in questo groviglio di bandi e provvedimenti. La situazione attuale vede la concomitanza di tre concorsi: straordinario e ordinario ai fini dell’immissione in ruolo e straordinario ai fini dell’abilitazione. A livello nazionale sono note le date di presentazione delle domande solo per gli ultimi due: i termini sono aperti dal 28 maggio al 3 luglio per lo straordinario abilitante, e lo saranno dal 15 giugno al 31 luglio (con prove ad ottobre e immissione in ruolo dall’anno scolastico 2021/2022) per l’ordinario. I termini precedentemente resi noti per il concorso straordinario 2020 sono stati invece rimandati a data da destinarsi: sulle modalità si sta appunto discutendo, con votazione finale prevista nella giornata odierna.

La situazione nelle province di Trento e Bolzano (per la scuola italiana) vede le giunte provinciali in attesa del nuovo decreto del Ministero circa il concorso straordinario ai fini dell’immissione in ruolo ed entrambe in procinto di indire il bando per il concorso ordinario, ricalcato su quello nazionale, solo per le classi di concorso necessarie a ciascuna provincia. Vi sono delle differenze invece circa il concorso abilitante. “Per quello che riguarda la provincia di Trento, la giunta provinciale dovrebbe approvare entro venerdì prossimo i due bandi per il concorso abilitante, al momento limitato a tre classi di concorso, e l’ordinario, bandito per determinate classi a seconda del fabbisogno sulla base dei pensionamenti in provincia per il prossimo triennio”, ha confermato a salto.bz il responsabile del Servizio reclutamento e gestione del personale della scuola.

È importante che gli interessati sappiano di questa possibilità fin da subito, fintanto che il bando è aperto e possono presentare domanda di partecipazione: nulla è ufficiale, ma la prospettiva c'è e, sperando non vi siano altre sorprese, una via si troverà (Stefano Fidenti)

Quanto alla situazione in provincia di Bolzano, la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione TAA del bando di concorso ordinario è prevista nella seconda metà di giugno (le classi di concorso sono per ora consultabili sul sito della FLC-GBW). Un riscontro più dettagliato al riguardo non è stato tuttavia ancora fornito da parte dell’Intendenza scolastica italiana, interpellata da salto.bz. Oggetto di scambio tra l’Intendenza e i sindacati è stato inoltre il concorso abilitante, cui la provincia di Bolzano non ha aderito. Rimaneva fino a poco fa aperta infatti la questione circa la possibilità, perorata dai sindacati, che chi insegna in provincia di Bolzano possa svolgere la prima parte del concorso abilitante (che prevede lo svolgimento di una prova scritta) in un’altra regione, continuando poi in Alto Adige con la seconda parte per acquisire l’abilitazione. Questa seconda parte consisterebbe in un periodo di contratto a tempo determinato in una scuola del sistema nazionale di istruzione, con esame finale: ciò dovrebbe applicarsi dunque anche per le scuole altoatesine, paritarie incluse. Dal canto suo l’Intendenza italiana non sembrava propensa a sciogliere tutte le riserve e assicurare che i docenti che passino la prova scritta in un’altra regione possano concludere il percorso abilitante nella provincia di Bolzano. Non trattandosi di un bando proprio, essere chiamati a sostenerne gli oneri organizzativi potrebbe essere problematico. Stefano Fidenti (FLC-GBW e CGIL-AGB) ribadisce che si tratterebbe di un diritto del personale docente: “Mentre infatti per la scuola ladina e quella tedesca è chiaro come ci si potrà abilitare nei prossimi anni, per la scuola italiana la situazione è più complicata e manca una chiara strategia per risolvere il problema: sono molti i docenti precari che insegnano da anni in provincia di Bolzano e che rischiano di non ricevere alcuna possibilità di stabilizzare la propria posizione”.

Il lato positivo

Ci sono però delle buone notizie. Sono in corso trattative per aggiustare la questione e sembra si sia raggiunto un punto di svolta: non si escludono interventi normativi sul regolamento provinciale per rendere possibile la partecipazione dei docenti altoatesini alle prove nazionali per l'abilitazione. Sembra che l’Intendenza sia giunta alla definizione di una linea di condotta in questo senso ed è stata manifestata una chiara volontà di venire incontro alle esigenze dei precari, come comunicato proprio ieri a Stefano Fidenti da parte del direttore Tonino Tuttolomondo. “A livello legislativo non è stato ancora anticipato nulla di chiaro, è molto probabile che l’emendamento provinciale arrivi dopo la chiusura del bando e prima delle prove di selezione. Dunque è importante che gli interessati sappiano di questa possibilità fin da subito, fintanto che il bando è aperto e possono presentare domanda di partecipazione: nulla è ufficiale, ma la prospettiva c’è e, sperando non vi siano altre sorprese, una via si troverà” afferma Fidenti.

Il refuso

Un’ultima ciliegina sulla torta viene dal programma di filosofia pubblicato dal Ministero, per quanto ciò non riguardi direttamente la realtà del Trentino-Alto Adige (dove sembra che non saranno banditi posti nelle relative classi di concorso A-18 e A-19). Una “svista” ha fatto sì che dalla bozza all’allegato A ufficiale del decreto ministeriale per il concorso ordinario sia andato smarrito circa un mezzo secolo: è infatti sparita dal programma la menzione “Filosofia posthegeliana (Schopenhauer, Kierkegaard, Positivismo, Marx, J.S. Mills, Nieztsche)”. Il programma ufficiale fa quindi un “salto” che cancella una fetta significativa di storia della filosofia, passando direttamente da Hegel alla Filosofia del Novecento. L’errore è stato segnalato dal 14 maggio in diversi forum di docenti, primo tra tutti da Giovanni Carosotti su roars.it. A quanto pare, quanti hanno contatto il MIUR per una delucidazione si sono sentiti rispondere che si è trattato, sì, di un refuso, ma che non si intende correggerlo ora in quanto ciò implicherebbe un altro decreto ministeriale… Quando la burocrazia ha la meglio anche sull’istruzione.