Politics | Elezioni provinciali

"Mistilingui in lista? Nulla di fatto: hanno troppo da fare"

A margine della presentazione delle tre candidate che completano la lista dell'SVP il futuro Landeshauptmann Kompatscher risponde alle critiche di Elena Artioli. La parola d'ordine è "Erneuerung" e sono ben 24 le new entry per la Stella Alpina.
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Foto: Andrea Piacquadio / Pexels

A Bolzano nel giardino dell'Hotel Luna è andato in scena l'ultimo atto della telenovela che ha portato, non senza fatica, al completamento della lista dei 35 candidati dell'SVP per le elezioni provinciali d'ottobre.
L'operazione ha messo a dura prova i vertici del partito, impegnato nel riequilibrare i risultati scaturiti dalle primarie nei Bezirke, naturalmente sbilanciate a favore della corrente (prettamente maschile) dei contadini. Trovare i giusti candidati (o meglio le giuste candidate) per completare il quadro non è stato affatto semplice ed è stato dunque con un certo sollievo che Obmann Richard Theiner e Landeshauptmann in pectore Kompatscher hanno presentato ufficialmente le tre moschettiere che hanno completato il quadro. 
A dire la verità la candidatura di Heidi Felderer, Marie Måve e Magdalena Schwellensattl, sarà ratificata sono prossimamente in una riunione del partito - hanno precisato - Theiner e Kompatscher. Ma i giochi ormai sono fatti. 

Interrogato in merito alla polemica sollevata nei giorni scorsi da Elena Artioli sulla candidatura a sorpresa della svedese Måve, non ancora cittadina italiana, Arno Kompatscher ha ribadito il criterio base adottato dalla Stella Alpina per le candidature, e cioè una "scelta tematica" volta a coinvolgere persone competenti nei più diversi ambiti dalla cosiddetta società civile. Sul tema dei mistilingui, poi, il presidente del Consorzio dei Comuni ha confermato di «aver contattato numerose possibili candidate mistilingui, che però si sono tutte prima o poi defilate, per motivi personali oppure perché messe in difficoltà dal "carattere non multietnico" del partito». 
Argomentando ulteriormente in merito, Kompatscher ha rivendicato il desiderio dell'SVP di essere sempre più specchio della società altoatesina, evidenziando però in questo modo l'evidente contraddizione in cui si muove il partito di raccolta, pur coraggiosamente lanciato in una fase di cambiamento che probabilmente non ha precedenti nella sua lunga storia.

Il cambiamento in atto è stato chiaramente evidenziato anche dalle autopresentazioni delle tre candidate. 
Se la più a suo agio è sembrata, com'era ovvio che fosse, l'annunciatrice conduttrice della Rai Sender Bozen Magdalena Schwellensattl, che ha insistito molto sull'impegno finora da lei profuso in Rai nella promozione di un'informazione e di un dialogo all'insegna dell'obiettività, senz'altro molto interessanti sono state le presentazioni delle altre due candidate, meno avvezze al rapporto con i giornalisti. 
La trentatreenne di Appiano Heidi Felderer, titolare di un'impresa di costruzioni, si è presentata come una donna concreta e moderna, prestata dal mondo del lavoro, quello vero per cui si suda. Vestita sportivamente e mostrando senza vergogna i tatuaggi sulle spalle la Felderer ha dichiarato di aver scelto di candidarsi per rappresentare in politica il mondo reale delle piccole e medie imprese "che fanno le cose". 
La bionda svedese Marie Måve - che sembrava appena uscita da una fiction promossa dalla Bls piuttosto che dalla sezione marketing di un'azienza di tecnologie alpine - un po' intimidita ed utilizzando il suo ottimo Hochdeutsch, ha ricordato la sua lunga frequentazione con il Sudtirolo, la provenienza dalla Lapponia (terra di molteplici etnie) e l'intenzione di puntare su due direttrici fondamentali: l'ancoraggio dell'Alto Adige in Europa e la necessità di una politica che faccia della trasparenza il suo faro. 

Insomma: le ultime candidate ci sono ed il cerchio è chiuso. Saranno i prossimi mesi a dire se il grande cambiamento messo in atto dal partito di raccolta avrà avuto le caratteristiche giuste per convincere gli elettori. L'incognita risiede infatti oggi tutta nelle aspettative dell'elettorato. In definitiva: la Erneuerung sarà bastata?

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Sybille Tezzele Mon, 08/05/2013 - 13:25

"futuro Landeshauptmann"? Ma allora é giá deciso tutto, andiamo a votare solo per poter dire che abbiamo votato e siamo in democrazia, o cosa...?! Scusate ma scrivere "futuro Landeshauptmann" mi sembra davvero una cavolata, democraticamente parlando. :(

Mon, 08/05/2013 - 13:25 Permalink
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angela maerchen Mon, 08/05/2013 - 15:28

helene staffler non si accontentava del consiglio comunale perchè voleva di più.. tanto che in comune veniva pagata per fare la marketing manager. così è passata alla lega riuscendo a farsi eleggere. La gavetta in vicolo Gumer non era fatta per lei

Mon, 08/05/2013 - 15:28 Permalink