Chronicle | Telefonia mobile

“5G, come si proteggono i cittadini?”

Richiesta di Svp e minoranze per la nuova rete: “Crescerà l’inquinamento elettromagnetico, la popolazione va tutelata. Subito un convegno, la giunta prenda posizione”.
5G
Foto: South China morning post

Un convegno con esperti da organizzare “al più presto” in cui illustrare gli effetti della nuova tecnologia e “le eventuali possibilità di tutela” per la popolazione. Per poi passare la parola alla giunta provinciale “affinché prenda posizione in merito ai progetti nel settore”. Il 5G, la rete di quinta generazione per la telefonia mobile e l’internet delle cose, non fa solo litigare la Cina e Trump che teme diventi veicolo per lo spionaggio del Dragone in Occidente. A preoccupare sono anche, a livello locale, le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, per la tecnologia che sta sperimentando l’A22 (nel progetto Carmen con l’università di Bolzano) e che arriverà nel capoluogo altoatesino con le antenne di Fastweb. In questo senso si legge l’appello condiviso da Svp e opposizioni in consiglio provinciale per una maggiore informazione ai cittadini.

 

Mozione congiunta

 

La richiesta arriva tramite la mozione depositata in Aula - in attesa di venire discussa, probabilmente a settembre - e firmata da Brigitte Foppa (Verdi), Andreas Leiter Reber (Freiheitlichen), Sandro Repetto (Pd), Diego Nicolini (M5s), Paul Köllensperger (Team K), Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), Gerhard Lanz (Svp).

I promotori ripercorrono lo stato dell’arte della tecnologia che interessa anche l’Alto Adige. Il 5g, precisano, permette “la trasmissione di un volume di dati fino a mille volte superiore a quello attuale” ed è strettamente collegato all’internet of things, che consente l’automazione di molti settori della vita e della produzione grazie alla rete mobile.

La nuova tecnologia ha un raggio di copertura molto più limitato rispetto al 4G e in compenso aumenterà a dismisura il numero di celle necessarie. Crescerà notevolmente l’inquinamento elettromagnetico

Il passaggio a una banda di frequenza maggiore, in virtù della quale ottenere la trasmissione di una quantità più ampia di dati, “aumenterà notevolmente l’inquinamento elettromagnetico”, affermano. Si cita infatti il cambio dall’attuale rete Lte (4g), che utilizza bande da 20 a 50 megahertz, alla nuova che richiede frequenze molto più alte.

 

 

Ci sarebbe poi un problema di copertura. Per via dell’ampiezza della banda, “il raggio di copertura è molto più limitato rispetto alle stazioni base attualmente in uso e in compenso aumenterà a dismisura il numero di celle necessarie”. “Per questo motivo - si legge - la Telekom tedesca, che sta testando la tecnologia 5G a Berlino-Schöneberg, sta costruendo 71 nuove stazioni base montate su tralicci in una fascia della lunghezza di soli circa 5 chilometri, che è quella scelta per la sperimentazione. Un’eventuale espansione su larga scala richiederà decine di migliaia di nuove stazioni base”.

In un appello mondiale si dice che il 5G minaccia di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani. I rischi non sono ancora stati esclusi, quindi serve prudenza

Seguono i rischi sanitari. “L’attuazione del 5G ‘minaccia di provocare effetti gravi e irreversibili sugli esseri umani’. Così si legge in un appello sottoscritto - alla data di questa mozione, 25 luglio 2019 - da 100.091 firmatari di 187 nazioni, nel quale medici e scienziati, fra cui Ernst-Ulrich von Weizsäcker, biologo tedesco noto per il suo lungo impegno in politica a favore della causa ambientalista, mettono in guardia dall’espansione della tecnologia 5G. I rischi al momento non si possono escludere e vi sono state segnalazioni di persone che avrebbero subito danni alla salute in seguito all’installazione di antenne 5g vicino alle loro case, ad esempio a Basilea o a Berlino”.

 

I timori per l’Alto Adige

 

Seguono le sperimentazioni. Belgio e Svizzera, ricordano i firmatari, hanno bloccato i progetti in attesa di ottenere garanzie di sicurezza da fonti indipendenti. Per l’Italia sono in lizza 120 Comuni, fra cui i quattro del Trentino, Valfloriana, Sover, Castel Condino e Terragnolo. A Bolzano invece Fastweb prevede di installare 2.000 stazioni base in città, anche se alla Provincia non sono finora pervenute richieste di permesso.

La Provincia ha competenza in materia di nuovi siti ricetrasmittenti, con il via libera dell’Appa. Pertanto la giunta si impegni a promuovere un convegno con esperti e a prendere posizione

I sottoscrittori fanno leva infine sulla competenza in materia di nuovi siti ricetrasmittenti che è in capo alla Provincia, con l’ok dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. Per tutti questi motivi si chiede dunque alla giunta di farsi carico delle richieste coinvolgendo anche il Centro tutela consumatori.

 

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Cristiano Cumer Mon, 08/05/2019 - 20:40

"Si cita infatti il cambio dall’attuale rete Lte (4g), che utilizza bande da 20 a 50 megahertz, alla nuova che richiede frequenze molto più alte."
Viene il sospetto che chi scrive non sia particolarmente preparato.

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Karl Trojer Tue, 08/06/2019 - 11:17

Der Wahnsinn des "immer mehr und immer schneller" muss gestoppt werden, wenn wir als Menschheit gesund überleben wollen. Man stelle sich bei 5G eine Strahlungsdichte hochfrequenter Magnetwellen vor, die alle 5 km einen Verstärkungsmasten benötigen... Südtirol und das Trentino sollten den Mut aufbringen, diesen Wahnsinn auszuschließen, um Gesundheit, nicht nur durch biologische Ernährung, sondern auch frei von schädlicher Strahlung sicherzustellen.

Tue, 08/06/2019 - 11:17 Permalink