Culture | Musica

“Canzoni come immagini”

Waira ha 19 anni ed uno dei volti nuovi della canzone d’autore altoatesina.
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Foto: https://www.facebook.com/pg/wairamusic

Ciao Waira, ci dici come hai iniziato?
Ho 19 anni ed è solo da 1 anno e mezzo che ho iniziato a suonare. Mi sono messa lì ed ho cominciato a scrivere testi con l’intenzione di trasformarli in canzoni. Quindi ho imparato a suonare un po’ la chitarra, a suo tempo avevo già fatto un corso ma non so se mi è servito tanto. Ad un certo punto qualcuno mi ha detto: che belle le tue canzoni. E da lì la strada è stata in discesa. 

Non tutti quando iniziano a cantare si mettono anche a inventare musica propria. Per te questo meccanismo come si è messo in moto?
In realtà non so dirlo. Volevo esprimermi meglio. E forse con le cover questo non è possibile perché ti esprimi solo nel modo in cui canti qualcosa che è già stato scritto.

"Invece se io canto quello che sento e ho scritto io è davvero un’altra storia. Più profonda. Le canzoni per me sono come immagini di un periodo della mia vita."

I tuoi testi sono in inglese. Qual è il motivo di questa scelta?
Io ascolto solo musica inglese. Non ascolto né musica italiana né musica tedesca. In italiano in realtà ci ho ben provato ma non è proprio la mia strada, mentre in tedesco non mi verrebbe neanche in mente. 

Di occasioni per presentare la tua musica ne hai già avute? 
Sì, soprattutto nella scorsa primavera. Quasi in ogni weekend ho suonato in giro. Ho suonato anche ad Innsbruck dov’è stato molto bello e a Merano nella finale di Upload Sounds. E’ successo tutto molto in fretta. 

Tu sei di madrelingua tedesca? 
Non lo so (ride). Sono bilingue. 

Questo vuol dire che, faccendone parte, ti puoi muovere liberamente ed agilmente nei due ambienti altoatesini, in sostanza. 
Sì. 

Questa passione musicale la condividi anche con altri? Suoni insieme ad altri?
Ho conosciuto alcuni colleghi come Philpp Trojer e Peter Burchia. E a Salorno ho diversi amici che negli ultimi mesi mi hanno molto aiutato. 

Ci racconti come hai vissuto la tua prima registrazione in studio?
Ho conosciuto Mattia Mariotti, chitarrista e grandissima persona. Mi ha proposto di registrare un brano nel suo studio con Marco Facchin. Ho accettato subito, anche se all’inizio ero un po’ indecisa perché non sapevo se fidarmi o meno, in quanto non li conoscevo. Che ero capitata bene l’ho scoperto dopo. Ho mandato loro una registrazione del brano fatta da me con il cellulare e il giorno dopo sono andata in studio e ho sentito la base che loro avevano preparato con basso, pianoforte e chitarra. Mi tremavano le ginocchia e avevo gli occhi in lacrime. La base era così bella che quasi non voleva cantarci su. Perché non pensavo di poter cantare altrettanto bene. Wow, è stato proprio bello. Siamo stati 4 ore in studio e abbiamo anche dovuto cambiare il testo perché avevo problemi di pronuncia. Alla fine è andata benissimo. Il brano si intitola Don’t Cry. Ho scritto questo brano pensando ad un periodo difficile che ho passato quando ero una giovane adolescente. E’ come una lettera a me stessa ma anche a tutte le persone che si possono trovare anche loro in un periodo come quello. 

Waira - Don't cry - ( Original Version ), per lusti

 

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[Questa intervista è stata realizzata nell’ambito del programma radiofonico La Musica Che Gira Intorno, realizzato da Rai Alto Adige ed andato in onda il 7 luglio 2016. Il podcast della trasmissione è reperibile cliccando qui.]