Environment | Eurovignetta

“Pedaggio ai tir, basta con i no”

Emissioni zero, Cipra Italia esorta Italia e Germania a fare una scelta “degna del 21/esimo secolo”. Riunione dei ministri Ue per rivedere la direttiva Eurobollo.
Camion, autostrada, trasporti
Foto: Pixabay

Cipra Italia, la rappresentanza italiana della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, chiede ai governi di Italia e Germania di abbandonare il no all’introduzione di un pedaggio europeo più incisivo per i mezzi di trasporto pesanti. Va in questa direzione l’appello rivolto ai ministri dei trasporti e dell’ambiente di Roma, Paola De Micheli e Sergio Costa, e di rimando ai colleghi tedeschi, in vista della videoconferenza di martedì 8 dicembre dei responsabili per i trasporti di tutti i governi Ue a Bruxelles. All’ordine del giorno la revisione della direttiva sull’Eurobollo, o Eurovignetta, l’insieme delle norme UE in materia di tariffazione stradale, per ottenere tariffe che rispecchino meglio l’impatto ambientale dei veicoli.

 

Tempo di porre fine al diktat

 

Secondo Cipra è tempo di avere coraggio e porre fine al diktat. “Sotto l’attuale presidenza tedesca dell’Ue potrebbe essere finalmente introdotta una modifica per un pedaggio europeo più incisivo per i mezzi pesanti, se questa decisione non venisse continuamente rinviata”, si legge nella lettera inviata da Cipra Italia di concerto con il vertice internazionale della commissione per le Alpi.

L’Unione europea, viene precisato nella premessa, ha proclamato il Green deal, piano “che comporta un ripensamento in tutti i settori della vita e dell’economia con l’obiettivo di raggiungere ‘emissioni zero’ entro il 2050”. Tuttavia, nota Cipra, due Paesi bloccano un accordo verso la concretizzazione nell’importante settore dei trasporti: la Germania e l’Italia. Essi si oppongono all’approvazione della revisione migliorativa della direttiva sui costi delle infrastrutture (Eurovignetta).

Il Green new deal impone di ripensare tutta l’economia. È tempo di introdurre un pedaggio incisivo per i tir, basta rinvii

Il documento “pronto per l’approvazione” è sul tavolo dei ministri dei trasporti dalla primavera del 2020, accusa la Commissione per le Alpi, ma per due volte è stato stralciato dall’ordine del giorno dai responsabili della mobilità dell’Unione: “Se la Germania propone sgravi inaccettabili, l’Italia dal canto suo si oppone invece alla possibile maggiorazione del 50% del pedaggio per i mezzi pesanti nelle regioni sensibili soggette ad elevati volumi di traffico, come le valli alpine e gli agglomerati urbani”.

 

 

Bonardo (Cipra): tutelare anche i bambini

 

“Queste maggiorazioni sono tuttavia essenziali per ottenere un incisivo effetto di trasferimento che liberi le strade dal traffico - ricorda Vanda Bonardo, presidente di Cipra Italia -. Non si tratta di dettagli di poco conto: studi condotti lungo le autostrade hanno dimostrato che i bambini esposti ad alte concentrazioni di particolato hanno un rischio maggiore del 15-30% di soffrire di malattie respiratorie. Anche l’ottavo rapporto sullo stato delle Alpi della Convenzione delle Alpi-qualità dell’aria nelle Alpi, recentemente concluso, documenta il problema dell’inquinamento atmosferico causato dalle emissioni del traffico”.

Una scelta al passo con il 21/esimo secolo migliora le condizioni delle popolazioni alpine e di tutti i cittadini Ue

Per la Commissione la direttiva, se adeguatamente migliorata, potrà consentire di assumere provvedimenti importanti in tema di trasporto merci, riducendo il traffico di transito e favorendo il trasferimento modale. Segue l’appello finale a De Micheli e Costa, “affinché non si perda altro tempo e si concluda un accordo migliorativo della direttiva”. “In particolare - aggiunge Bonardo - ribadiamo che da parte italiana venga abbandonata l’opposizione all’introduzione di pedaggi per veicoli pesanti nelle aree sensibili. Siamo certi che con il miglioramento della direttiva Eurovignetta si andrà nella direzione di una politica dei trasporti rispettosa dell’ambiente, adatta alle esigenze del 21/esimo secolo e che non solo saranno migliorate le condizioni di vita delle popolazioni alpine, ma di tutti i cittadini/e europei”.

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Christian I Mon, 12/07/2020 - 18:31

Vado spesso a Castelfeder, bellissimo biotopo nella Bassa Atesina. Ci vado giá da tantissimi anni, o meglio, ci andavo spesso... Ci andavo per la tranquillitá e il silenzio che c'era. In questi ultimi anni peró tranquillitá e silenzio sono solo piú un bel ricordo. Quando arrivi in cima alla collina dove ci sono le rovine di una costruzione medievale e ti siedi per ammirare il panorama, due cose adesso saltano all'occhio:
se é un giorno festivo l'interminabile colonna di mezzi pesanti sull'A22 (e utilizzo il termine "interminabile" perché é quello che meglio descrive la realtá);
se é un festivo la rumorosa corsa di motociclette sulla strada delle Dolomiti.
Credo che la politica debba intervenire ADESSO se vogliamo riappropriarci di un minimo di qualitá di vita tra le nostre montagne.

Mon, 12/07/2020 - 18:31 Permalink
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Sergio Fratucello Thu, 12/10/2020 - 15:37

Ho l'impressione che ancora una volta la politica corra dietro alla tecnologia. Ma secondo voi tra dieci anni il problema sarà l'inquinamento? Non certo quello causato dal trasporto su gomma che volgerà gradatamente,ma sicuramente sull'idrogeno. Si saranno spesi, e si spendono, miliardi per il BBT quando tra dieci anni non sapremo più dove mettere i camion verdi che gireranno per l'Europa.

Thu, 12/10/2020 - 15:37 Permalink
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Karl Trojer Fri, 12/11/2020 - 12:10

I costi di trsporto merci si scaricano sui prezzi di consumo e con ciò maggiori costi aiuterebbero a ridurre i consumi e gli sprechi eccessivi che da tempo consumiamo. Il costo di pedaggio dell´A22 , lato italiano, dovrebbe al più presto venir aumentato in corrispondenza a quello praticato per il lato austriaco; ciò anche in considerazione dell´indispensabile riduzione dell´inquinamento delle valli attraversate ed a vantaggio della salvaguardia del clima !

Fri, 12/11/2020 - 12:10 Permalink