Environment | Paesaggio

Fermate quelle gru

Turismo: troppi alberghi e posti letto in Alto Adige, i Verdi avvertono: “Pericolo bolla, crescita compulsiva che minaccia il paesaggio, serve cambio di passo”.
Verdi
Foto: Verdi

“Questi sono dati reali e non inventati dalle menti critiche dei Verdi”. Hans Heiss, consigliere provinciale ambientalista, insieme ai colleghi Riccardo Dello Sbarba e Brigitte Foppa, e per l’occasione anche ai due rappresentanti della lista Pro Eppan Greta Klotz e Felix von Wohlgemuth, lancia l’allarme: in Alto Adige la straripante crescita del turismo, che pure è stato il motore per arginare gli effetti della crisi economica, ha creato tuttavia conseguenze da non sottovalutare.

Si parte dai fatti: nel 2017 sono stati circa 7,4 milioni gli arrivi e 32,4 milioni i pernottamenti in provincia, “valori in crescita costante da 10 anni a questa parte, nel 2007 erano infatti 27,4 milioni” spiega Heiss che aggiunge: “Nel 2016 c’è stato poi un boom di strutture alberghiere e posti letto (20,4 letti per km quadrato contro i 15,9 del Trentino e i 16,0 del Tirolo, ndr), nella stagione 2016/17 si è costruito a dismisura, 260mila metri cubi di nuova volumetria e nel 2018 la crescita compulsiva continua”. I 3 consiglieri Verdi sottolineano inoltre che il tetto massimo dei posti letto, fissato dalla legge urbanistica a 229.088, sta per essere raggiunto. L’aumento, negli ultimi tempi, di circa 4mila letti ha portato infatti la cifra totale a quota 223.987. 

In guardia

L’impatto sulla qualità della vita e sul traffico e quindi sulla natura e l’ambiente è uno degli effetti di questa corsa alla cubatura turistica e a più letti, dicono i Verdi. Ma da evidenziare c'è anche la carenza di personale registrata negli ultimi mesi e lo sconvolgimento del paesaggio dovuto alle tante strutture alberghiere sempre più imponenti che somigliano a stabilimenti industriali solo che sorgono nei punti più pregevoli e in vista della provincia. Altro fattore da considerare, per la compagine ecologista, sono le imprese familiari che soffrono la concorrenza di quelle più grandi favorite dall’aumento dei letti, sebbene il rischio di svendita a società sovranazionali o la trasformazione in appartamenti e seconde case sia molto concreto. Servirebbe una legislazione urbanistica più severa, lascia intendere la triade: “Il problema è che queste costruzioni vengono autorizzate velocemente e senza troppi intoppi burocratici”. 

Klotz e Wohlgemuth portano l’esempio dell’Hotel Weinegg di Cornaiano. La struttura ricettiva, che dispone di 72 letti, ha ottenuto, grazie al piano attuativo, il via libera per ampliare il suo volume, quasi raddoppiandolo: da 17.200 a 35.000 metri cubi. Non solo. A fine 2017 è stato allargato ancora (10.500 metri cubi in più) perché “un albergo a 5 stelle ha bisogno di ampi spazi, non è un caso il futuro ritiro della nazionale tedesca in vista dei mondiali di calcio di Mosca nell’albergo, cosa che ha contribuito a velocizzare le procedure di autorizzazione”. 

 

Soluzioni praticabili

I Verdi propongono di impedire ulteriori “Programmi di sviluppo turistico” e revisione dei “Programmi” già stilati soprattutto nei comuni ad alta densità turistica; e di mantenere il tetto massimo totale dei letti oltre che di inserire questa clausola nel nuovo ddl Territorio e Paesaggio il quale dovrebbe prevedere, secondo Heiss, Foppa e Dello Sbarba, che le le nuove costruzioni ad uso turistico siano realizzate solo all’interno del perimetro insediativo. E ancora: non prevedere le cosiddette “zone a destinazione particolare”, fissare direttive e limiti chiari sugli ampliamenti previsti e non permettere alcuna deroga nei piani urbanistici. Infine chiedono di istituire un tavolo di lavoro in cui associazioni di categoria e ambientaliste, parti sociali e ricerca possano discutere del futuro del turismo in Alto Adige. “Il modo in cui questo turismo si esplica non è accettabile”, dice Foppa a cui fa eco Heiss: “Questo tipo di sviluppo ci sta ‘surriscaldando’ a scapito del paesaggio, del sociale e del settore turistico stesso”. L’ultima parola a Dello Sbarba: “Occorre invertire la tendenza, basta con questa politica forte con i deboli e debole con i forti”.