Culture | L'azione

Norbert C. Kaser rivive in piazza

Performance poetica bilingue di una classe quinta del Liceo musicale Pascoli di Bolzano. Al centro le poesie di n.c. kaser. Gli studenti: “Poeta complesso e coraggioso”.
n.c. kaser liceo Pascoli
Foto: Salto.bz

“alto adige / alto fragile / reiseland / durchgangsland / niemandsland”. Una performance poetica nel cuore della città. Sotto la statua di Walther von der Vogelweide o in piazza del Municipio. Sono giovani, in silenzio, alzano solamente dei pannelli neri con citazioni scritte in bianco. Da un lato, riportano alcune poesie di Norbert Conrad Kaser (ma non solo), dall’altro delle domande “esistenziali” degli studenti e delle studentesse: “Vivi o semplicemente cerchi di non morire?”. È questo il bellissimo progetto di una classe quinta del Liceo delle Scienze umane con curvatura musicale “Pascoli” di Bolzano, curato dalla docente di tedesco Claudia Rizzieri e dall’esperto francese di poesia Axel Bry, della compagnia nazionale “Les Souffleurs - commandos poetiques”.

 

Tutto nasce da un progetto interdisciplinare italiano-tedesco su norbert c. kaser realizzato dalla classe con Rizzieri e il collega d’italiano Emanuele Zottino, grazie all’edizione bilingue dell’opera del poeta curata dalle Edizioni alpha beta: “Abbiamo analizzato il ruolo scomodo di Kaser in Sudtirolo, come elemento estraneo, Fremdkörper - racconta l’insegnante Claudia Rizzieri - ovvero il rapporto conflittuale, di amore-odio che esprimeva nelle sue poesie verso le sue radici, il paesaggio e i luoghi rimasti incontaminati, che amava molto. Poi, alla fine di ogni poesia, dava uno schiaffo in faccia alla sua patria venduta, al turismo di massa che ha cambiato il territorio e a una società chiusa: la definiva eingeklemmt, incastrata, immersa in questi paesaggi fatti di neve e di ghiaccio, tra convenzioni, provincialismi, monopolio dell’informazione e partito di raccolta”.

 

La classe del Pascoli si è confrontata con il poeta sudtirolese, integrando tale lavoro a un laboratorio con Alex Bry, artista parigino del gruppo Les Souffleurs, “commando poetico” che ha come scopo il rallentamento del mondo. Si tratta, spiega Rizzieri, di “dare l’occasione alle persone, attraverso il linguaggio poetico, di rallentare e fermarsi per una pausa di riflessione. Con questa performance si pongono delle questioni: da un lato le poesie di Kaser o di altri poeti come Nazim Hikmet, dall’altro lato degli interrogativi alle e ai passanti, invitati a confrontarsi con i ragazzi. Alcune domande sono molto provocatorie, ad esempio sul rapporto con la Chiesa”. Tutto “a partire da un posizionamento tenero, che non pretende di dare risposte, ma pone solo domande”, aggiunge Alex Bry: “Le persone possono interrogarsi per qualche secondo sulla propria vita. È un regalo. La poesia ha il grande potenziale di guardare il mondo in maniera obliqua”, sottolinea Bry.

 

Un’esperienza entusiasmante quanto complessa per le studentesse e degli studenti del Pascoli: “Una cosa che non abbiamo mai fatto prima, è interessante vedere le reazioni delle persone, che sono variegate”, dice una delle studentesse coinvolte. “Essere già musicisti ci abitua ad avere gli occhi addosso, ma qui non esibiamo un brano di Vivaldi, ma noi stessi, mostrando qualcosa di nostro - e fa più paura” racconta un compagno, “il gesto fisico di alzarlo, di metterlo al di sopra di te, è tanta responsabilità addosso. È strano, di solito lo fai con chi sei in confidenza, qui invece è fatto non solo in maniera concettuale ed esplicita, ma fisica, con il cartello sopra di te. Ed è molto diverso. Un conto è vederlo, un conto è farlo”. Kaser come lo definireste? “Complesso, lui, e dentro di lui”, rispondono in coro. “Complessato”, aggiungono, “un Pasolini in miniatura”, “un outsider”, “con degli elementi dal punto di vista psicologico riconducibili a molte persone. Messe su un cartello possono lasciare di più, soprattutto in un territorio come l’Alto Adige”. “Ha avuto coraggio di esporsi per un popolo diviso etnicamente. Molti lo pensavano, ma non lo dicevano. E questo accade ancora oggi”. Perché Kaser, ci insegna la classe del Pascoli, è più attuale che mai.