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Piccole rivoluzioni crescono

Alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omofobia, con un nuovo gruppo di lavoro la diocesi di Bolzano apre ufficialmente le porte alle persone credenti queer.
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Foto: progetto gionata

Spesso l’influenza della religione all’interno delle sfere statali mette a repentaglio una serie di diritti faticosamente conquistati. Altre volte è la Chiesa stessa a dimostrarsi più progressista di quanti, agendo in suo nome, portano avanti crociate reazionare, violente e lesive della dignità e libertà altrui. Succede in Alto Adige, dove la diocesi di Bolzano-Bressanone decide di rinnovare il proprio impegno al fine di “assicurare che le persone possano sentirsi a casa nella Chiesa indipendentemente dal loro orientamento sessuale”. L'Ufficio diocesano matrimonio e famiglia ha infatti istituito lo scorso anno un nuovo gruppo di lavoro su fede e omosessualità, i cui risultati verranno presentati ufficialmente alle ore 10 del prossimo lunedì 16 maggio, alla vigilia della Giornata internazionale contro l'omofobia, all’interno di una conferenza stampa organizzata al Centro  pastorale a Bolzano. Per l’occasione verrà illustrata anche la mostra itinerante “Rendere visibile l’invisibile: persone dello stesso sesso che si amano nella Chiesa”, una raccolta di testimonianze di credenti in Alto Adige che vivono una relazione omosessuale.
L‘iniziativa ha avuto origine dai risultati del Sinodo diocesano, che ha previsto l'istituzione e lo sviluppo di un gruppo di lavoro specifico, impegnato a garantire sia che le persone credenti queer possano sentirsi a loro agio all’interno della chiesa, sia a sensibilizzare il resto della comunità su realtà e necessità a lungo negate e ostacolate.