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Foto: www.scuolawaldorf.org/le-lanterne-di-san-martino
Society | Maltrattamenti

Eine falsch verstandene Identität

Nessuno sta mettendo in pericolo le nostre tradizioni, nessuno sta cercando di reprimere la nostra identità: sono solo voci messe in giro da politici in malafede.

Ich geh' mit meiner Laterne und meine Laterne mit mir. Dort oben leuchten die Sterne, und unten, da leuchten wir”. Sono padre, e quando avevo i figli piccoli li ho sentiti cantare questa canzoncina il giorno di San Martino, in tedesco, anche se frequentavano l'asilo in lingua italiana. Per iscriverli all'asilo italiano non abbiamo dovuto compilare nessun modulo che attestasse la loro madrelingua. Li abbiamo iscritti e basta, e la cosa alla quale eravamo interessati era la vicinanza dell'istituto, gli orari e la piacevolezza degli ambienti nei quali avrebbero passato il tempo. Se ci avessero proposto di compilare un questionario sulle loro abitudini linguistiche saremmo stati un po' in imbarazzo, ma non avremmo pensato a una “schedatura etnica”. Per quanto mi riguarda avrei voluto conoscere la finalità di quella richiesta. La madrelingua è la lingua che parla solo la madre? E se la madre, a casa, parlasse più di una lingua? E se la lingua del padre fosse diversa da quella parlata prevalentemente dalla madre? E se i miei figli avessero parlato e parlassero entrambe le lingue benissimo? E se ne parlassero pure una terza? E se, infine, i figli di qualcun altro parlassero a casa una lingua diversa dal tedesco, dall'italiano e dal ladino, che sono le uniche tre lingue ufficialmente riconosciute in una provincia in cui, di lingue, se ne parlano ormai più di cento? Nelle classi della scuola materna frequentate dai miei figli c'erano anche bambini di “madrelingua” albanese e altri “stranieri” (anche con genitori musulmani). Li ho visti tranquillamente sfilare con la loro lanternina in mano, cantando in tedesco. Personalmente non sono religioso, anche se sono stato battezzato, ho fatto la comunione e la cresima. Non amo troppo le tradizioni, diciamo che le sopporto senza dar loro molto peso. Se qualcuno intendesse abolirle mi opporrei. Abolire una tradizione è stupido, anche se si trattasse di una tradizione non condivisa. L'abolizione la rafforzerebbe, la renderebbe protagonista, mentre se non è ostacolata essa tende a sbiadire. Le tradizioni si indeboliscono da sole, oppure cambiano, oppure se ne aggiungono altre, come è accaduto con Halloween. In Sudtirolo non c'è nessuno che voglia abolire le tradizioni locali, il pericolo semplicemente non esiste, così come non c'è nessuno che voglia “schedare” i bambini che vengono iscritti alle scuole materne per poi rinchiuderli nelle “gabbie etniche”. Chi mette in giro queste idiozie? In genere politici in malafede, tutta gente che perlopiù si oppone al buon senso, e allora s'inventa problemi che non esistono, cerca di sobillare l'opinione pubblica esagerando, estremizzando, richiamando il “popolo” a salire sulle barricate, al fine di proteggere una falsch verstandene Identität. San Martino, prima di convertirsi, era un soldato romano non battezzato, un pagano, che tagliò il suo mantello per ricoprire un mendicante infreddolito. Sui social network l'avrebbero definito “un buonista del cazzo”. Quando vi trovate davanti un politico che vi invita a non trascurare le nostre tradizioni e a combattere per rendere salda la nostra identità, fate finta di nulla, passate oltre, non dategli troppa importanza. Sta solo cercando voti speculando su paure create ad arte.