Matteo Renzi
Foto: Facebook/Matteo Renzi
Politics | Crisi di governo?

La resa dei conti

Matteo Renzi lancia un duro attacco al premier Giuseppe Conte. Che non pensa a dimettersi.
L'Italia con lo 0,3 per cento nell'Unione europea è ultima per crescita. Ma si permette un teatrino politico imbarazzante e impensabile in altri paesi. Un partito - quello di Matteo Renzi - minaccia di sfiduciare il governo del quale fa parte. Non per caso l'indimenticabile politologo Giovanni Sartori aveva caratterizzato il figlio di un democristiano toscano come "fanciullo senza spessore, malato di velocismo, uno che ha l'ambizione di far ballare il governo". L'ego di Renzi era da sempre smisurato - da quando 16 anni fa aveva iniziato la sua carriera come presidente della provincia di Firenze.
Quando il New York Times scrisse che "molti italiani lo trovano insopportabile", Renzi aveva la risposta pronta: "Agli italiani non piacciono le persone ambiziose ed io lo sono. Per questo sono diventato premier a 39 anni." Sartori: "Ha un ego sconfinato, un atteggiamento sprezzante e la tendenza a personalizzare la politica e ad annunciare grandi cambiamenti difficilmente percepiti da molti italiani". Non è cambiato nulla. Anzi - la situazione è peggiorata. 
Per arrivare in parlamento Renzi alle ultime elezioni ha usato tranquillamente l'ascensore del partito democratico. Si è candidato con i propri seguaci sulle liste del PD e dopo poche settimane ha fondato un suo nuovo partito, che per pochi voti garantisce la  maggioranza al governo Conte.
La correttezza nella politica italiana non è mai stato un fattore che conta. Anzi, è una storia di colpi bassi, intrighi, sgambetti e cambi di casacca.
Sfiduciando Conte Renzi rischia un autogol e un favore all'altro Matteo suo rivale, perché nei sondaggi la Lega arriva al 28 per cento mentre Italia Viva con il 3 per cento assomiglia molto di più a un'Italia morta. Ma gli strappi a Matteo Renzi sono sempre piaciuti come ci ha dimostrato il referendum suicida sulla riforma della costituzione e la sua sfida a Enrico Letta ("Stai sereno, Enrico") - seguito dal gelido scambio del campanello a Palazzo Chigi. 
Giuseppe Conte, stufo del teatrino e di quella che definisce "opposizione maleducata", si appella alle regole: "Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale è un fatto ingiustificabile." E Nicola Zingaretti, segretario del PD, non manca di chiarezza: "Se finisce questa esperienza, terminerà la legislatura".
Ma l'irrazionalità ha sempre caratterizzato un personaggio come Matteo Renzi - da quando una vignetta dell' Economist lo aveva raffigurato con un gelato in mano nella barca europea che affonda. Il premier definisce il comportamento di Renzi come "surreale e paradossale." Altri sottolineano i molti punti comuni tra Renzi e Salvini: sicurezza, evasione, plastic tax, carcere agli evasori.
Sembra una situazione senza via d'uscita. Da un lato Renzi 'e isolato. Ma il governo al Senato è senza maggioranza. E Conte sembra condannato ad assistere al braccio di ferro senza carte da giocare. Ma vuole evitare il logorio: "Non ho permesso alla Lega di logorarmi, non lo permetterò a Renzi".
 
Il governo intanto va avanti: ieri sera ha approvato la riforma del processo penale con il lodo Conte che risolve il problema della prescrizione. E in caso di crisi molti guardano al Quirinale sperando che - come spesso - il presidente Mattarella riesca a risolvere la situazione. Ma questa volta sarà difficile. Perché Renzi punta ad un cambio a Palazzo Chigi, sostituendo l'attuale premier con il ministro Gualtieri. Che sicuramente rifiuterebbe. Siamo quindi a un classico della politica italiana: una crisi al buio.
Ma calcolando la forza reale di Italia viva al senato, dove alcuni sembrano giá pronti al (secondo) cambio di casacca, si puó presumere che tutto finisca in quello che a Renzi riesce meglio: un fuoco di paglia.
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Karl Gudauner Sat, 02/15/2020 - 01:26

Giovedì sera a 8 e mezzo gli appelli lanciati alla compagine di Italia Viva di usare il buon senso e di fermare il provocatore seriale Renzi infine hanno assunto la forma di suppliche. Probabilmente è anche vero che pure da parte del M5S si cerca di imporre delle decisioni con annunci aut aut. E la vistosa differenza del numero di parlamentari tra Italia Viva e M5S non può essere usata come leva per raccomandare a Renzi maggiore compostezza e lealtà. Conta soltanto, se la coalizione raggiunge una maggioranza quando in Camera ed in Senato bisogna decidere. Se vogliono portare avanti le riforme di cui il paese ha più bisogno in questo momento, tutti e due devono darsi una calmata. Invece di rischiare una frattura definitiva sulla prescrizione a questo punto è meglio rimandare la decisione. In parlamento c'è senz'altro un numero sufficiente di tecnici del rinvio che con sapienza ed astuzia riescono a confezionare un meccanismo che lo permetta senza far perdere la faccia a nessuno. Se invece, come sembra, Renzi ritiene che il premier Conte sia l'anello debole della catena e che sia arrivato il momento di affondare il colpo letale per rimpiazzarlo e poter cambiare una pedina centrale del sistema e con ciò dare maggiore spazio ad Italia Viva, potrà essere fermato soltanto dalla sua stessa fazione. Se é vero che il Presidente Mattarella ha già escluso l'ipotesi di un rimpasto, questa ipotesi prende quota. Staremo a vedere, se prevarrà la vocazione alla rottamazione o in lui è rimasta traccia dell'insegnamento nei boy scout, secondo cui bisogna orientarsi al bene comune che, in questo contesto, consiste nell'evitare il male comune.

Sat, 02/15/2020 - 01:26 Permalink
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alfred frei Mon, 02/17/2020 - 12:12

Maria Elena Boschi è stata eletta in Italia e nella nostra Provincia autonoma; domanda: il Presidente Costa del PD locale, in caso di elezioni anticipate, le ha già assicurato il seggio sicuro ? Come si dice ? a domanda risponde .....

Mon, 02/17/2020 - 12:12 Permalink