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Bolzano non è la più cara d’Italia

Il capoluogo altoatesino scivola al secondo posto, scalzata da Modena. Trento in controtendenza: è al terzo posto fra le città più convenienti.
Bolzano
Foto: Salto.bz

Bolzano cede uno scomodo primato, quello di città (fra quelle con oltre 150mila abitanti) più cara d’Italia che stavolta va a Modena. Per i consumatori da festeggiare c’è poco dato che il capoluogo altoatesino scende di appena una posizione, al secondo posto, ma un granitico record è stato comunque abbattuto. La fotografia è quella dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati dell'inflazione diramati oggi (16 settembre) dall’Istat.
Modena, pur non avendo l’inflazione più alta con il suo +1,1% (il record appartiene ancora una volta a Bari: +1,3%), ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia tipo, a 307 euro su base annua. Alle spalle della città emiliana si piazza dunque Bolzano, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa, per una famiglia media, pari a 301 euro; in terza posizione Bari, dove l’inflazione a +1,3%, il primato di agosto, comporta una spesa supplementare pari a 270 euro. Seguono poi Genova (+219 euro), Brescia (+202 euro), Verona (+182 euro), Napoli (+173 euro), Trieste (+168 euro), Catania (+167 euro) e Catanzaro (+135 euro) in decima posizione.

Le città più convenienti sono, invece, addirittura in deflazione. La più economica è Bologna, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,3% genera un risparmio annuo di 85 euro seguita a ruota dalla vicina Ravenna (-0,3%, pari a -84 euro) e al terzo posto da Trento, -0,2%, con un ribasso del costo della vita pari a 49 euro. Bene anche Ancona, con inflazione al -0,1 per cento e 22 euro di risparmio. Livorno, Perugia e Cagliari non hanno invece fatto registrare nessun aumento dell'inflazione e di conseguenza neppure dei prezzi. 

In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, la Liguria, che, con l’inflazione a +0,9, registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 207 euro su base annua. Segue l’Abruzzo, dove l’incremento dei prezzi pari all’1%, implica un’impennata del costo della vita pari a 205 euro, terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,9%, si ha un salasso annuo di 175 euro. Al quinto posto si piazza il Trentino Alto Adige con un rincaro annuo di 132 euro. La regione con meno rincari, la Sardegna, dove il rialzo dello 0,1% si traduce in una maggior spesa annua di 20 euro. Marche e Umbria in seconda posizione, con una variazione dei prezzi pari a 22 euro per entrambe.

 
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Martin Daniel Mon, 09/16/2019 - 16:28

Nun ja, wenn man seit Jahren Monat für Monat den höchsten Preisanstieg aufweist und damit jeweils von ungleich höheren Ausgangs-Lebenshaltungskosten startet, dann kann die Erhöhung auch einmal nur die zweithöchste sein, um weiterhin konkurrenzlos die teuerste Stadt Italiens zu sein.
Apropòs: Seit wann ist Bozen eine Stadt mit mehr als 150.000 Einwohnern?

Mon, 09/16/2019 - 16:28 Permalink