Chronicle | L’ultima allerta

Ancora pioggia e neve

La protezione civile mantiene il pre-allarme. Attese precipitazioni nella notte (ma meno forti), da mercoledì migliora. Resta il pericolo per valanghe e caduta alberi.
Frana val Martello
Foto: Landesfeuerwehrverband Südtirol

“La situazione rimane di attenzione massima” sottolinea l’assessore provinciale alla protezione civile, Arnold Schuler. “Per questo lancio un appello affinché la popolazione si mantenga il più possibile in zone aperte”. Dopo un fine settimana di paura caratterizzato da disagi un po’ ovunque in Alto Adige, valanghe come quella impressionante in val Martello, nonché dalla chiusura di strade e ferrovie per gli smottamenti (vedi in val Pusteria), quella di oggi pomeriggio potrebbe essere l’ultima allerta per la provincia prima di un atteso miglioramento del meteo. 

 

Meteo, ultimo sfogo

 

Durante la riunione in seno al centro operativo provinciale dell’Agenzia per la protezione civile, alla quale ha preso parte Schuler, gli esperti hanno stabilito nel corso della seduta di mantenere lo stato di allerta al grado Bravo (pre-allarme). Dai terreni saturi d’acqua, ulteriori nevicate fino a bassa quota e precipitazioni, spiega il coordinatore Willigis Gallmetzer, deriva infatti ancora un importante potenziale pericolo idrogeologico. 

Da sud arriveranno le nuove precipitazioni che si diffonderanno in serata in tutta la provincia. Il limite delle nevicate si attesta fra i 500 e i 1.000 metri e le temperature saliranno da 2 a 8 gradi (Protezione civile)

 

 

Gli occhi sono puntati a sud, da dove arriveranno le nuove precipitazioni che si diffonderanno in serata in tutta la provincia, come riferisce il meteorologo Philipp Tartarotti del Servizio meteo provinciale. Il limite delle nevicate si attesta fra i 500 e i 1.000 metri. Le temperature saliranno da 2 a 8 gradi. In tutta la provincia nelle prossime 24 sono da attendersi fino a ulteriori 10 millimetri di precipitazioni, nella zona della val d’Ultimo e sulle Dolomiti fino a 20 millimetri ma valori superiori potrebbero registrarsi nella zona orientale della provincia, in val Venosta. Da mercoledì (20 novembre) le precipitazioni dovrebbero cessare fino al fine settimana. Raffiche di vento forte non sono più da attendersi a partire da oggi sotto i 1.400 metri di quota.

 

Valanghe e forte vento

 

In quota il vento rimane forte e la valutazione del pericolo valanghe, chiarisce Fabio Gheser dell’omonimo servizio, è confermata ad un livello 4 per la zona alpina più elevata. L’attività idrografica è invece sotto controllo, il livello delle acque dei principali corsi d’acqua non presenta al momento alcuna problematicità, riferisce a sua volta Roberto Dinale del settore Idrografia nell’Ufficio idrografico provinciale. 

 

 

 

Alberi caduti

 

I terreni sono saturi d’acqua, ribadisce Angelika Aichner della Ripartizione provinciale foreste, perciò la situazione rimane di attenzione massima specialmente nelle zone orientali della provincia. I danni da masse nevose a causa della nebbia non sono ancora del tutto visibili, ma si teme che si siano verificati grossi danni. I geologi provinciale hanno riferito di frane in val Pusteria, val Badia, valle Isarco e Bassa Atesina. Il pericolo derivante da pendii saturi d’acqua. In val Venosta ancora pericolo di frane di sassi.

 

Viabilità, le chiusure

 

La strada della val Badia rimane chiusa. La val Senales rimane percorribile fino a Madonna di Senales, oltre la strada è bloccata. La ferrovia della Venosta è nuovamente aperta dalle 12 di oggi, lunedì 18 novembre. La statale della Pusteria è a una corsia fra Chienes e San Lorenzo di Sebato.

 

 

 

Sopralluogo in val Martello

 

Dopo la slavina staccatasi in val Martello i Bacini montani sono già all’opera per sistemare i danni. L’assessore Arnold Schuler e il direttore dell’Agenzia Rudolf Pollinger questa mattina sono stati sul posto insieme al sindaco Georg Altstätter per avere un quadro della situazione.