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Tutto regolare

Il caso dei finanziamenti al Centro pace, Rispoli: “Non c’è stata alcuna violazione”. Centrodestra e Lega annunciano battaglia: “Impediremo questi continui sperperi”.
Rispoli, Guido
Foto: Radio NBC

La polemica era deflagrata lo scorso maggio in seguito alla visita (poi annullata) dello scrittore, esperto di studi islamici, Tariq Ramadan. Nel mirino dei consiglieri comunali di Uniti per Bolzano e Lega Nord, Gabriele Giovannetti e Carlo Vettori, i contributi erogati dal Comune di Bolzano al Centro per la pace (113.930 euro per il 2017). Ma anche l'amicizia che lega il sindaco Renzo Caramaschi al coordinatore dell’associazione gestita da Pax Christi Francesco Comina. “Il codice etico del Comune afferma che quando c’è una votazione che elargisce contributi ad amici, l’amministratore deve avere il buongusto di astenersi, ma così non è stato”, aveva sottolineato allora Giovannetti che, insieme a Vettori, ha quindi chiesto una valutazione del caso da parte dell’ex procuratore di Bolzano Guido Rispoli in qualità di Garante del codice etico.

E la risposta è arrivata, ma non è quella sperata dal duo. Secondo Rispoli infatti, riferiscono i consiglieri, non c’è alcuna violazione perché nonostante il sindaco partecipi e promuova il finanziamento dell’attività del Centro per la Pace e degli emolumenti del suo presidente, suo amico ed ex assessore provinciale, e di un altro addetto (per oltre 81.000€) il rapporto di amicizia e frequentazione abituale contestato dal Codice Etico va inteso come quella frequentazione “che sia scollegata da ragioni di ufficio ovvero servizio, perché solo quella è rilevatrice di rapporti di natura personale che esulano dal rapporto di pubblico ufficio o pubblico servizio e che li possono contaminare”. 

 

Non finisce qui

Vettori e Giovannetti non demordono. “Se sul piano giudiziario la questione è per il momento chiusa - commenta l’esponente di Uniti per Bolzano - sul piano politico andremo avanti con ancora maggiore determinazione. Dopo che ci è pervenuta la comunicazione di Rispoli ne abbiamo preso atto e abbiamo deciso di agire in consiglio comunale con tutti gli strumenti istituzionali per impedire che questo sperpero continui”.
 

 

Giovannetti ricorda che è stato chiesto più volte che il Centro Pace si presentasse in commissione consiliare per chiedere di discutere sul programma per il 2018 e i relativi finanziamenti, “all’ennesimo rifiuto qualche giorno fa abbiamo presentato un art. 35 - bis del Regolamento del consiglio comunale. Tale articolo prevede che un terzo dei consiglieri possa richiedere che un ente strumentale del Comune venga audito in seduta plenaria. Raggiunte le 15 firme necessarie abbiamo provveduto al deposito e adesso attendiamo la calendarizzazione dell’audizione dove i rappresentanti del Centro saranno tenuti a presentarsi e ad accettare il confronto anche con chi non la pensa come loro. Speriamo che il sindaco e il presidente del consiglio comunale non vogliano ritardare il confronto. Per una questione di trasparenza e correttezza sarà necessario provvedere al dibattito in tempi rapidi prima del rinnovo della convenzione e dell’approvazione del bilancio. Siamo convinti di essere nel giusto e per questo la nostra battaglia prosegue con assoluta convinzione”.

 

Duro il leghista Vettori: “Comina e il Centro Pace nonostante le rassicurazioni a loro favore del Garante del Codice Etico Rispoli, continuano nella pratica della poca trasparenza non portando i bilanci in commissione e tergiversando su un doveroso incontro con il Comune di Bolzano tutto (e non solo nei luculliani pranzi tête-à-tête col sindaco), al fine di relazionare su un'attività alquanto nebulosa e poco chiara, sponsorizzata dai soldi dei cittadini di Bolzano”. E infine: “Se Comina non avrà il coraggio e il rispetto dei ruoli, presentandosi nell'aula consiliare bolzanina con l'assenso del sindaco, si chiederà alla cittadinanza di supportare con le firme la convocazione di un’Assemblea pubblica per relazionare non più ai consiglieri ma a tutti i cittadini”.

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Max Benedikter Fri, 10/20/2017 - 11:15

Che pagina vergognosa.
Il centro pace e Comina hanno dato lustro alla città di Bolzano. La collaborazione con la Lub ha reso disponibile contenuto complessi ad un ampio pubblico.
È chiaro che il centro della pace è indigesto a dei guerrafondai come Vettor e compagni.

Fri, 10/20/2017 - 11:15 Permalink