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Verdi agricoli

Da bosco a vigneto, una mossa decisiva dei Verdi in Consiglio comunale consente il via libera alla trasformazione a Costa di Sotto. Zanin e Cologna: “Vergognoso”.
centrale idroelettrica Cardano
Foto: Alperia

Da bosco a verde agricolo, più precisamente vigneto. Una variante inizialmente da mezzo ettaro, poi diventati 3800 metri quadri in località Costa di Sotto (Unterleitach) a Bolzano, sopra la centrale idroelettrica di Cardano. La Commissione provinciale per la trasformazione della destinazione d’uso aveva dato parere negativo (definendola “non sostenibile” per il “valore ecologico, paesaggistico e di biodiversità”) così come la circoscrizione Centro-Piani-Rencio e soprattutto la Commissione urbanistica comunale. Con il voto decisivo di un membro della maggioranza, ovvero il consigliere comunale dei Verdi (e portavoce cittadino) Rudi Benedikter. Secondo lo stesso sindaco Renzo Caramaschi diventava difficile per il Consiglio comunale opporsi a tre pareri negativi: “Non sono un fanatico dei cespugli e degli arbusti, ma si è creato un habitat per il grillotalpa, vipere e topolini. Storicamente nel 1858 quello era vigneto, poi fu realizzata la centrale idroelettrica di Cardano e, con i lavori di risulta, gli scarti furono trasportati lì. I proprietari, a distanza di cento anni, chiedono il ripristino dell’originale”.

 

 

Ieri la delibera è approdata in Consiglio comunale. “Non potremo sostenerla” ha annunciato il verde Benedikter con una dichiarazione molto accorata. “Non ci possiamo più permettere queste continue trasformazioni, ne avremo già votate una cinquantina. Quanto non è stato antropizzato, va tutelato. La tutela del paesaggio viene prima di tutto”. I Verdi di Bolzano dichiarano dunque che voteranno contro la delibera. Col loro voto contrario, la maggioranza andrebbe “sotto”. Ma il voto finale degli ecologisti in aula racconta tutta un’altra storia.

 

Una questione di numeri

 

Per 40 minuti viene interrotta la seduta. La maggioranza si riunisce, poi si arriva alle dichiarazioni di voto. La SVP si batte strenuamente per la variazione, perlopiù sminuendo il pezzo di bosco nel pendio e preoccupandosi della redditività dell’azienda agricola proprietaria. Dopodiché si procede alla votazione. L’opposizione compatta vota contro, con i suoi 18 consiglieri di centrodestra e Team K tutti presenti. Sul fronte verde, Planer e Lantschner, pur presenti, non hanno espresso il proprio voto, mentre Rabini e Benedikter hanno abbandonato l’aula; Abrate invece ha votato contro. Risultato: 43 consiglieri presenti su 45, con 22 voti a favore (esattamente la maggioranza richiesta per far approvare le delibere con il 50% dei presenti), 19 contrari e 2 non votanti. La trasformazione è approvata.

 

 

Non è facile capire il senso della complicata “mossa” dei Verdi, se non con il tentativo di (non?) far passare la delibera della maggioranza senza metterci la faccia, con un escamotage. Se i cinque consiglieri Verdi avessero votato contro la delibera, non sarebbe passata: finiva 23 contrari contro 22 favorevoli. Ma pure nel caso l’assessora Rabini e Benedikter fossero rimasti in aula senza partecipare al voto, come hanno fatto i colleghi Planer e Lantschner, i 22 voti favorevoli non sarebbero stati sufficienti a raggiungere la necessaria metà dei presenti (tutti i 45 consiglieri comunali).

 

“Verdi decisivi”

 

Trovo inspiegabile e imbarazzante questo contrasto tra il detto e il votato. E in generale l’atteggiamento dei Verdi in questa consigliatura lo trovo imbarazzante” spiega senza mezzi termini a salto.bz il consigliere Roberto Zanin (Civica per Bolzano). “A me dispiace dire di no, se c’è un’impresa agricola dietro che vuole fare il proprio lavoro. Ma se c’è pure rischio idrogeologico… la frana di Eberle non è molto distante” sottolinea Zanin. “Delusione e rammarico” fa sapere Matthias Cologna del Team K. “I Verdi sono i responsabili dell’approvazione della delibera. È passata per un solo voto. Determinante è stato il comportamento del loro gruppo consiliare, che pur nettamente contrario a parole ha fatto passare la delibera”, spiega. E aggiunge infine: “Si continua a parlare della necessità di tutelare la biodiversità, il territorio inedificato e di preservare il paesaggio naturale, ma poi alla prova dei fatti vincono gli interessi particolari: in questo modo non affronteremo mai seriamente l’emergenza climatica in cui ci troviamo”.