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Lo sciatore "a tallone libero"

Discesa in slalom gigante, salto con gli sci, sci cross e ski skating. I 4 incredibili talenti dell'unico professionista altoatesino di telemark, Raphael Mahlknecht.
Raphael Mahlknecht
Foto: Raphael Mahlknecht

Raphael Mahlknecht – classe 2001 – è l’unico altoatesino che pratica la disciplina del telemark a livello professionistico. Compagno di banco di Jannik Sinner, il giovane di Fié allo Sciliar è uno degli unici due sciatori di telemark della nazionale italiana e gareggia da tre anni in Coppa del Mondo. Come Jannik, una vera promessa. Negli scorsi anni Raphael ha gareggiato in Norvegia, Svizzera, Slovenia, Germania e Francia, aggiundicandosi spesso ottime posizioni in classifica. Il suo maggior successo? Il quinto posto in occasione dei mondiali juniores 2019 in Slovenia, un successo che quest'anno vuole migliorare aggiudicandosi un posto sul podio.  

 

salto.bz: Raphael, ci parli del telemark. Lo sciatore è agganciato allo sci solo con la punta dello scarpone e può muovere il tallone. Questa è l’unica differenza rispetto allo sci alpino o ce ne sono altre?

Raphael Mahlknecht: Esatto, il tallone è libero e in curva pieghiamo il ginocchio dello sci a monte, portando lo sci a valle in avanti per facilitare la curva. Le differenze rispetto allo sci alpino sono molte, specialmente dal punto di vista delle gare: una gara di telemark contiene più discipline sciistiche: c’è una parte di slalom gigante, un salto di circa 20-30 metri, sci cross su una parabolica e per finire una skating session di 100 m (simile alla disciplina dello sci di fondo) prima di arrivare al traguardo. Per questo la difficoltà sta nell'allenare quattro talenti diversi.
Ci sono poi diversi tipi di gare: il parallelo (della durata di circa 40-50”), lo sprint (due manches da circa circa 1 min) e il classic (la variante più dura, in quanto composta da due manches di 3-4 minuti).

 

Insomma, uno sport che unisce tante discipline. Perché ha deciso di darsi al telemark, piuttosto che allo sci alpino, come tanti altri altoatesini?

Prima di iniziare telemark facevo sci alpino, mi allenavo circa 2-3 volte a settimana, ma non facevo gare. Sull’Alpe di Siusi ogni anno veniva organizzata una gara di fine stagione a tre discipline: sci alpino, snowboard e telemark. In quest’occasione ho scoperto il telemark e mi è piaciuto subito. Avevo appena 11 anni. All’inizio il noleggio sci non aveva nemmeno le mie misure di scarponi, quindi ho dovuto aspettare un po’. Il mio primo insegnante è stato Markus Troger, anche lui di Fiè.
Ho cominciato poi a fare gare nazionali circa 5 anni fa, mentre da 3 anni corro in coppa del mondo.

Il futuro del telemark dipende molto dal fatto che riesca o meno a diventare presto uno sport olimpico, perché aumenterebbe l’interesse e l’attenzione verso la disciplina

 

 

In Italia gli atleti nel team nazionale di telemark sono due: lei e un solo altro. Come mai?

Esatto. Quando ho iniziato eravamo in sei, ma la federazione non ci supporta molto, quindi non è facile. Non ci si riesce a mantenere solo di telemark in Italia, contrariamente ad altri Paesi, dove il telemark è più conosciuto, per esempio in Svizzera e Norvegia. Tranne che in rari casi, quasi tutti gli atleti si dedicano al telemark in inverno e hanno un altro lavoro o studiano durante le altre stagioni. Nel mio caso, sono grato ai miei genitori per il supporto finanziario. In estate lavoro presso il nostro ristorante e il nostro campeggio, e poi sono supportato economicamente da alcuni altri sponsor come la Federazione turistica Alpe di Siusi, Luis Trenker, e sponsorizzazioni di materiale sciistico. Il futuro del telemark dipende molto dal fatto che riesca o meno a diventare presto uno sport olimpico, perché aumenterebbe l’interesse e l’attenzione verso la disciplina. Due anni fa non è riuscito a entrare e purtroppo non credo nemmeno che accadrà per le Olimpiadi di Milano/Cortina del 2026. Forse se le prossime Olimpiadi si fossero tenute in qualche Paese nordico, dove il telemark è più celebre, avremmo avuto qualche chance in più.  

 

 

Sulla sua pagina Facebook posta qualche video degli allenamenti, dove si destreggia attraverso percorsi di training con tantissime discipline diverse. Quanto si allena in media ogni settimana?

Mi alleno fino a 6 volte in settimana, a volte anche due volte al giorno. In estate soprattutto in montagna e in palestra, mentre in autunno ho la fortuna di potermi allenare con squadre nazionali di altri Paesi (come Svizzera, Germania, Norvegia). In inverno invece con lo Sci Club Val Gardena e lo Seiser Alm Schiteam. Vario molto: mi alleno su pista con le porte, facendo tecnica e velocità. Ma ho bisogno anche di allenamenti di resistenza e di potenza, per la parte di skating delle gare. E ogni settimana mi alleno anche per il salto con gli sci in Val Gardena. Dovendo saltare per circa 20-30 metri, devo lavorare molto sull’atterraggio. La parte più difficile sta nel riatterrare in pista con la posizione corretta di telemark e riuscire a riprendere subito il ritmo di gara.

La stagione 2021 è appena iniziata. Quest’anno sarà più corta del solito, giusto?

Esatto. È iniziata adesso e finirà verso fine marzo. Il 10 gennaio abbiamo avuto due gare FIS: durante la prima gara sono caduto atterrando dal salto, perché ho saltato troppo lungo e non sono riuscito ad atterrare. Alla seconda gara invece sono arrivato secondo di categoria e in totale nono.

 

 

In gara sono tutti giovanissimi come lei o ci sono anche atleti più maturi?

Non sono tutti giovani come me, ma per fortuna sempre più giovani si avvicinano a questo sport. In media direi che la maggioranza ha tra i 21 e i 30 anni.

Quest’anno è sicuramente stato un anno difficile per allenarsi a causa delle restrizioni sanitarie. Come e dove riesce a farlo con gli impianti chiusi?

Prima del secondo lockdown mi sono allenato in Austria a Stubai, quando ancora era tutto aperto, poi più di recente ero spesso in val Senales sul ghiacciaio. Poi hanno chiuso anche loro, e sono stato invitato dalla squadra nazionale svizzera ad allenarmi con loro. Ora invece sono quasi sempre sull’Alpe e in val Gardena.

Quali sono i prossimi appuntamenti sportivi?

Le prossime gare sono quelle di Coppa del Mondo, che si terranno in Germania dal 21 al 25 gennaio. Il mio obiettivo è quello di arrivare tra i Top 10. Nei mondiali juniores invece aspiro fortemente ad arrivare sul podio.

 

 

Cosa si augura per il futuro?

Ho finito la maturità a giugno 2020. Per il momento lavoro in estate nel ristorante e nel campeggio dei miei genitori. D’inverno invece non c’è molto da fare in campeggio, quindi posso dedicarmi alla mia grande passione per il telemark. Spero di poter continuare così anche negli anni futuri.