Berlusconi, Conte
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Politics |  Sorpresa politica

La convergenza tra Conte e Berlusconi

Il Giornale di Berlusconi dedica due pagine al nemico quotidiano Conte. È un segnale di svolta?
Domenica ai lettori de Il Giornale non è mancata l'occasione di meravigliarsi. Le pagine 2 e 3 del quotidiano milanese erano dedicate interamente ad un'intervista al capo di governo Giuseppe Conte - con un richiamo in copertina. E una breve sintesi del direttore Alessandro Sallusti: "Apre a Forza Italia. E a tutti quelli che ipotizzano la nascita di un governo diverso." Il quotidiano ultraconservatore romano Il Tempo illustra i fatti in altri termini - senza nascondere la propria stizza: "Tra Conte e Berlusconi c'è aria di bunga bunga." Nell'intervista a Il Giornale Conte chiarisce: "Ho apprezzato l'atteggiamento costruttivo e responsabile di Forza Italia, tanto nell'emergenza coronavirus quanto nei rapporti con l'Europa. Quel che davvero serve al paese è avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l'opera di ricostruzione sarà tanto più efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione con forte coesione e lungimiranza nella stessa direzione."
Gli scambi di messaggi hanno messo in allarme i rispettivi alleati, uniti dall'allergia verso l'Unione Europea e il MES proposto da Bruxelles. Giorgia Meloni non nasconde la propria rabbia, ma esprime fiducia in Berlusconi:
"Silvio non cadrà nella trappola. Conte vuole solo i suoi voti. Con l'intervista al Giornale Conte sta cercando di lisciare il pelo al Cavaliere." Eppure Berlusconi in più occasioni si è espresso chiaramente a favore dello stesso Mes, che fa inorridire Meloni e Salvini - come tutto quello che proviene da Bruxelles. 
 
Gli scambi di messaggi hanno messo in allarme i rispettivi alleati, uniti dall'allergia verso l'Unione Europea e il MES proposto da Bruxelles
 
All'interno del Movimento 5 stelle la situazione si presenta più complessa. 16 deputati sono usciti dal movimento, il resto è diviso in rivoli e frazioni, il cui unico nesso è un deciso No al Mes e ad un governissimo. Uno dei ribelli è il movimentista autoreferenziale Alessandro Di Battista che cerca di allargare lo spazio del suo consenso. E inoltre nella galassia ci sono i "neopragmatici" di Stefano Buffagni, i moderati di Luigi Di Maio e del del suo successore ad interim Vito Crimi. Lacerato da continue beghe interne, il M5S è calato dal 32 al 14 per cento e le previsioni per la  serie di elezioni regionali imminenti sono tutt'altro che incoraggianti.
Intanto Conte in una lunga intervista alla Süddeutsche Zeitung ha cercato di correggere alcuni pregiudizi sull'Italia - come quello di essere uno stato spendaccione: "Negli ultimi 22 anni, ad esclusione del 2009, i governi italiani hanno speso sempre meno di quanto hanno incassato. Il deficit è dovuto alle somme pagati per gli interessi sul debito che abbiamo ereditato dai tempi della lira. Lo stato italiano non solo è non spendaccione, ma rispetta i criteri europei sul deficit. Invece del 2,2 del Pil che era stato concordato, abbiamo realizzato l'1,6%." 
Ha spiegato anche lo scetticismo verso il MES: "È vero che il Mes ha una cattiva reputazione in Italia. Non abbiamo dimenticato che ai greci nell'ultima crisi finanziaria sono stati imposti scrivici ben oltre l'accettabile per ottenere crediti. Di qui la mia posizione."
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Massimo Mollica Tue, 04/21/2020 - 11:04

Pure io ho notato questo fatto particolare su Il Giornale. Comunque anche nella vicenda del virus mi ha fatto male leggere certi titoli spazzatura di pseudo giornalisti e giornali. Senza un giornalismo libero e apartitico è difficile creare una coscienza libera nel paese. Neppure davanti alle morti di persone anziane si fermano.

Tue, 04/21/2020 - 11:04 Permalink