Society | I dati

La sfida delle disuguaglianze

Ventisei super-ricchi possiedono la stessa ricchezza di 3,8 miliardi di persone. Il rapporto di Oxfam alla vigilia del World Economic Forum di Davos.
Povertà e ricchezza
Foto: upi

Il miraggio della crescita economica terrà banco fino al 25 gennaio a Davos, sulle Alpi svizzere, che da oggi (martedì 22, ndr) ospita il World Economic Forum. Ieri, il Fondo Monetario Internazionale ha anticipato in una conferenza stampa le proprie stime, che parlano di un'espansione economica del 3,5% nel 2019 e del 3,6% del 2020.
Stime che raccontano un rallentamento, e di fronte alle quali Christine Lagarde - direttrice del Fondo - ha spiegato che si debba assumere un atteggiamento "resiliente, inclusivo, collaborativo".

Potrebbe sfogliare l'ultimo rapporto di Oxfam, diffuso il 21 gennaio, alla vigilia dell'appuntamento di Davos, per appuntarsi tre temi che, collegati l'uno all'altro, dovrebbero essere posti al centro dell'agenda politica: lotta alla povertà; lotta alle disuguaglianze; giustizia fiscale.


Se i governi facessero pagare all’1% più ricco soltanto lo 0,5% in più di imposte sul proprio patrimonio, otterrebbero un gettito superiore alla somma necessaria per mandare a scuola tutti i 262 milioni di bambini che ancora non vi hanno accesso e fornire assistenza sanitaria in grado di salvare la vita a 3,3 milioni di persone

Alcuni numeri: nell’ultimo anno la ricchezza dei miliardari del mondo è aumentata di 900 miliardi di dollari (pari a 2,5 miliardi di dollari al giorno) mentre quella della metà più povera dell’umanità, composta da 3,8 miliardi di persone, si è ridotta dell’11%; la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani: l’anno scorso soltanto 26 individui (contro i 43 dell’anno precedente) ne possedevano tanta quanto la metà più povera dell’umanità, ossia 3,8 miliardi di persone; il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo, che è Jeff Bezos, il proprietario di Amazon, è salito a 112 miliardi di dollari: appena l’1% di questa cifra equivale quasi all’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti.

O, ancora: se i governi facessero pagare all’1% più ricco soltanto lo 0,5% in più di imposte sul proprio patrimonio, otterrebbero un gettito superiore alla somma necessaria per mandare a scuola tutti i 262 milioni di bambini che ancora non vi hanno accesso e fornire assistenza sanitaria in grado di salvare la vita a 3,3 milioni di persone; i super-ricchi - infine - occultano al fisco 7.600 miliardi di dollari e anche le grandi corporation trasferiscono enormi profitti verso paradisi fiscali societari.
 

 

La disuguaglianza resta marcata anche tra i generi: a livello globale, le donne guadagnano il 23% in meno degli uomini; quest'ultimi possiedono il 50% in più della ricchezza delle donne e controllano oltre l'86% delle aziende. Se il lavoro di cura non retribuito svolto dalle donne a livello globale venisse appaltato ad una singola azienda - spiega Oxfam - il suo fatturato annuo sarebbe di 10.000 miliardi di dollari, pari a 43 volte quello di Apple.

Ecco perché misurare le aspettative usando come parametro solo quello della crescita economica è un miraggio, un velo che nasconde la realtà. Anche in Italia, a metà 2018, il 20% più ricco dei nostri connazionali possedeva circa il 72% dell'intera ricchezza nazionale, mentre il 5% più ricco deteneva la stessa quota di ricchezza del 90% più povero.

Misurare le aspettative usando come parametro solo quello della crescita economica è un miraggio, un velo che nasconde la realtà

Secondo i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Lavoro alla Camera, tuttavia, il rapporto di Oxfam confermerebbe "quello che noi diciamo da sempre: serve un intervento radicale per combattere la povertà e redistribuire la ricchezza". La soluzione individuata? "Quello strumento è il reddito di cittadinanza".

Non la pensa così Domenico Proietti, Segretario Confederale Uil: ''Il fisco è la vera questione che bisogna affrontare per contrastare efficacemente la recessione alle porte. Sotto questo punto di vista l'ultima Legge di Bilancio ha fatto un regalo al lavoro autonomo, infatti, con la Flat tax non sono state ridotte di un centesimo le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati. Occorre ripartire proprio da questi soggetti, attraverso un vero shock fiscale che tagli le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, con l'obiettivo di rilanciare i consumi e la domanda interna. Questa sarà una delle richieste al centro della manifestazione unitaria del prossimo 9 febbraio a Roma''. 

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Karl Trojer Tue, 01/22/2019 - 11:30

La speculazione finanziaria di spicco non solo impoverisce i più poveri, ma sta pure distruggendo l´economia reale delle medie e piccole aziende i cui protagonisti ogni giorno lavorano ben oltre 8 ore, rischiano il loro futuro e sono ancora la spina dorsale della maggior parte delle economie nazionali. La UE é un mondo quasi autosufficiente (più del l´80% dei PIL nazionali gira al suo interno) ed avrebbe la possibilità di intervenire seriamente contro la speculazione finanziaria. Come primi passi basterebbe che tassasse seriamente tutte le transazioni finanziarie con almeno il 2%, e ponesse fine al fatto che queste transazioni possono cambiare proprietario in millesimi di secondi, prolungando questi tempi a 2 giorni. La situazione finanziaria odierna è un grande casino ed assai lontano da un concetto di un mercato serio. La politica è responsabile di agire, e quindi a porre fine al "sempre più veloce", e "sempre di più".... che sta scagliando il nostro tanto amabile globo contro un muro di non ritorno.

Tue, 01/22/2019 - 11:30 Permalink
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Florian Pfeifer Tue, 01/22/2019 - 12:36

Sicher trägt die Politik Verantwortung in Bezug auf diese Entwicklung. Sind wir aber nicht alle mitverantwortlich, gerade z.B. bei Amazon? Wir kaufen im Netz ein, weil es günstiger und bequemer ist, ärgern uns, wenn das Geschäft vor Ort schliesst und fordern bessere Arbeitsbedingungen.

Tue, 01/22/2019 - 12:36 Permalink