Politics | Lo scontro

Quartieri, la prima sforbiciata

Le circoscrizioni si salvano ma avranno meno consiglieri e niente compensi. L’Svp media di fronte alla protesta contro la cancellazione. Kompatscher: “Giusta soluzione”.
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Foto: Copperconcept.org

Dieci consiglieri in meno, dai 55 attuali a massimo 45, niente più indennità per i presidenti e neanche gettoni di presenza per gli stessi componenti delle assemblee. È la cura dimagrante imposta ai consigli delle cinque circoscrizioni di Bolzano che si salvano dalla cancellazione prevista inizialmente dal disegno di legge di bilancio regionale. Ma che - mal digeriti da più parti politiche, dall’Svp a Gennaccaro, che ne vorrebbero un superamento - vanno incontro ad una razionalizzazione

 

Una cura dimagrante

 

Questo il risultato della “pacificazione” proposta dalla Volkspartei durante la riunione della seconda commissione legislativa dell’assemblea regionale, chiamata ieri a Trento a dare un parere al ddl sui conti della Regione proposto dalla giunta a guida Arno Kompatscher. La protesta che ha salvato i quartieri, solo rimandando probabilmente il dibattito sul loro futuro, ha visto sullo stesso fronte le opposizioni di ogni fede politica, da Urzì di Fratelli d’Italia a Pd, Verdi e Team Köllensperger

Nel mirino è finito l’articolo 3-bis inserito “a sorpresa”, a detta delle minoranze: una norma che avrebbe prima decretato la soppressione degli organismi di rione dalla fine dell’attuale consiliatura del Comune di Bolzano, nella primavera 2020, e poi demandato al prossimo consiglio cittadino la decisione se ripristinarle o meno. Il “blitz” attuato con il ddl della giunta a guida Svp-Lega non è piaciuto a molti consiglieri provinciali e regionali altoatesini, che l’hanno visto come il tentativo di scavalcare l’assemblea comunale e la maggioranza che sostiene il sindaco Caramaschi. Occhi puntati dunque anche sull’assessore al decentramento Angelo Gennaccaro, esplicito sostenitore di un ripensamento dei quartieri, che era stato informato dell’articolo dall’assessore regionale agli enti locali Claudio Cia.

Abolizione delle circoscrizioni, terremo l’Aula impegnata sino a Natale: è una richiesta irricevibile, partita da pezzi della giunta Caramaschi (Angelo Gennaccaro) e sostenuta dalla giunta regionale (Alessandro Urzì)

Dibattito rinviato a dicembre

 

Il dibattito è rinviato al 9-10 dicembre, quando arriverà in consiglio regionale il ddl emendato. “Abolizione delle Circoscrizioni, terremo l’Aula impegnata sino a Natale: è una richiesta irricevibile, nemmeno hanno chiesto un parere prima di affondare il colpo” attacca Urzì. “Stiamo parlando di una richiesta avanzata da pezzi della attuale giunta Caramaschi di Bolzano (l’idea era partita da Angelo Gennaccaro) che però ora rischia di approdare in consiglio regionale attraverso questa giunta regionale: che vuole abolire con un colpo di mano le circoscrizioni, e solo a Bolzano”.

Tentare di abolire i consigli di quartiere a sei mesi dalle elezioni significa non essere riusciti a proporre ed implementare una loro riforma, che invece era stata annunciata (Team K)

Commentano poi il “brusco dietrofront della Svp” i rappresentanti del Team K Peter Faistnauer (segretario della seconda commissione) e Matthias Cologna. “Tentare di abolire i consigli di quartiere a sei mesi dalle elezioni significa non essere riusciti a proporre ed implementare una loro riforma, che invece era stata annunciata”.

Giusto un ripensamento, eliminando i pareri ridondanti. Ma la soppressione è sbagliata e non fa parte del programma di Caramaschi. Scandaloso che la maggioranza comunale non sia stata informata (Sandro Repetto)

Sia il Team K che i Verdi e il Pd aprono ad una rivisitazione degli organismi. “Le circoscrizioni si possono rivedere, eliminando ad esempio i pareri ridondanti che sono richiesti, ma non con queste modalità” afferma il consigliere pd Sandro Repetto, che pone anche una questione di maggioranza a Bolzano: “La loro cancellazione non fa parte del programma della coalizione che sostiene la giunta. Ed è scandaloso che l’alleanza e lo stesso esecutivo non siano stati informati dell’articolo”. Un messaggio a Gennaccaro, che nei mesi scorsi non ha fatto mistero di essere critico verso la gestione Caramaschi (in cerca del bis).

L’emendamento parla per sè: le circoscrizioni sono un bello strumento per dare voce ai cittadini, i massimi esperti dei loro quartieri, ma non sono una replica del consiglio comunale (Arno Kompatscher)

 

La “pacificazione” di Kompatscher

 

Prova rasserenare gli animi Kompatscher, considerato l’ispiratore dell’emendamento. “Credo che la norma parli per se. Le circoscrizioni sono un bello strumento per dare la voce ai cittadini, che sono i massimi esperti per le questioni che riguardano la loro vita quotidiana nel loro quartiere, ma non dovrebbero essere visti come mera replica del consiglio comunale”. Appare più una tregua: il confronto infatti è solo rimandato.