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Politics | Maltrattamenti

Come una Boschi qualunque

Breve ritratto di Filippo Maturi, il leghista per convenienza che potrebbe essere paracadutato in Parlamento passando per Guidonia.

Il soggetto che sto per maltrattare presenta un problema specifico: è possibile infatti che, maltrattandolo, gli stia facendo persino un favore. Un favore non tanto perché il tizio in questione sia tra quelli, e ce ne sono molti, che pensano che ogni forma di pubblicità (anche negativa) sia comunque pubblicità, quindi incassano tutto, fieri di essere stati persino bastonati. No. La cosa è più sottile e perversa. Il personaggio è uno di quelli talmente abituati a lucrare sulla logica manichea dell'esistenza (qua i bravi, i furbi, i fighi, là le schiappe, i fessi, gli stronzi) da attribuire ad ogni osservazione critica la conferma della loro semplicistica visione del mondo. Se dunque adesso parlerò di Filippo Maturi non lo faccio rivolgendomi a lui (che sicuramente mi considera una schiappa, un fesso, uno stronzo), ma a tutti coloro che in qualche modo riescono ancora a pensare al di là di questa logica primitiva e imbecille.

Maturi parlava poco e sembrava non gradire troppo l'attenzione del sole

Filippo Maturi, dunque. Conobbi il consigliere comunale della Lega tempo fa, grazie ad Alessandro Bertoldi. Era un giorno d'estate, eravamo seduti a un tavolo all'aperto in piazza Walther. Maturi parlava poco e sembrava non gradire troppo l'attenzione del sole. Allora gli rivolsi la parola io: “Lei si interessa di politica, sta pensando di militare in qualche partito?”. La risposta fu lapidaria. “Attualmente no, diciamo che mi sto guardando intorno”. Il guardarsi intorno significava: sto cercando di vedere cosa mi conviene fare. In quei giorni la Lega (che si chiamava ancora Lega Nord) non aveva molto appeal. Matteo Salvini era ancora una promessa, ma non il grande Capitano che sarebbe diventato di lì a poco. Maturi però aveva la palla di vetro e quando in effetti decise di fare il fatidico passo optò per l'ex partito di Umberto Bossi (nel frattempo quasi morto e già sepolto).

Ma lei non preferisce che in politica ci sia uno come me, piuttosto che un vero fascista come Andrea Bonazza?

La sua carriera, cominciata dunque all'insegna del più palese opportunismo, proseguì confermando l'esordio. Adesso è candidato senza speranze a Bolzano (dunque nel suo ipotetico “territorio") ma, con legittima aspettativa (perché provvisto di un bel paracadute, alla stregua di una Boschi qualunque), anche nel Lazio, a Guidonia, dove per sua fortuna è pressoché ignoto. Questa candidatura di favore è dovuta alla sua capacità di tessere relazioni importanti (è nota la sua amicizia con l'assistente di Salvini a Bruxelles, Andrea Crippa). Ambizioso senza pudore (anzi arrivista), apparentemente elegante (sembra un dandy della Standa), comunicatore cinico (ha un profilo Facebook in cui imita a getto continuo i più vieti cliché del leghista indignato contro falsi profughi e altri miserabili), Maturi potrebbe così finire sul serio in Parlamento, a gonfiare l'esercito dei peones. Un'altra volta che ci incontrammo mi disse: “In confidenza Di Luca, ma lei non preferisce che in politica ci sia uno come me, piuttosto che un vero fascista come Andrea Bonazza?”. Non riuscii a rispondere, mentre intanto sulla faccia del mio interlocutore si allargava uno strano sorriso, come una macchia di muffa si allarga sulla parete di una stanza chiusa da anni.

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Mensch Ärgerdi… Wed, 02/28/2018 - 19:12

Pur essendo politicamente lontano anni luce da Maturi, bisogna dagli atto che ha ragione: fra lui e Bonazza meglio lui! Sicuramente in veste di rappresentante del centro(?)destra italiano aloatesino a Roma è una figura di gran lunga più seria della Biancofiore (pronta a sciogliersi come la neve al sole quando, il buon Berlusconi dopo la campagna elettorale tornerà a costruire ospedali in Africa). Vediamo come se la caverà.

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