Environment | Mobilità

Idrogeno, dieci nuove stazioni

Bando del centro H2 per 10 punti di rifornimento lungo l’A22 e in Alto Adige: a Trento, Merano, Bressanone, Brunico. “Tecnologia sempre più disponibile ed economica”.
Idrogeno, Centro H2, Alto Adige
Foto: Centro H2

L’Istituto per innovazioni tecnologiche scarl (IIT) cerca partner industriali per realizzare “fino a 10 stazioni di rifornimento a idrogeno” in Alto Adige e lungo l’asse del Brennero. L’ente che dal 2006 si occupa si occupa dello sviluppo della tecnologia in provincia di Bolzano, attraverso il corridoio alpino e gestisce il Centro H2 di Bolzano ha pubblicato una consultazione preliminare di mercato con le imprese e i professionisti del settore (scadenza 12 febbraio). Previsti punti di rifornimento - in aggiunta alla stazione già presente nel capoluogo altoatesino - che vanno da Modena a Brennero includendo Trento, Rovereto, Merano, Glorenza, Bressanone e Brunico.

“L’Istituto per Innovazioni Tecnologiche (IIT) - si legge nell’avviso - rappresenta il centro di eccellenza per quanto riguarda l’idrogeno in Alto Adige e ha il compito istituzionale di preparare e sostenere la creazione delle infrastrutture per l’approvvigionamento di idrogeno in Alto Adige e nel Nord Italia. A tale proposito l’istituto organizza e coordina diversi progetti e sostiene partner interessati a iniziative in tale settore”.

 

 

“Per attuare i programmi - prosegue il bando -, l’IIT sta conducendo la presente consultazione di mercato, il cui obiettivo è allineare le soluzioni concepite all’offerta del mercato e, in base a queste informazioni, fornire raccomandazioni per una procedura d’appalto chiara dal punto di vista tecnico e finanziario”.

 

 

Ci sono diverse premesse. Nella prima, l’istituto conferma le aspettative per una fonte di energia che è ritenuta vicina a un passo da un cambio di paradigma a livello industriale, che la renderà - nelle previsioni - sempre più disponibile ed economica.

 

 

Ecco le prime due premesse nell’avviso:

  • La consultazione di mercato serve a individuare la tecnologia disponibile sul mercato e i servizi corrispondenti. L’IIT ritiene che la tecnologia dell’idrogeno stia attualmente compiendo il passo dalla fase di pre-serie e produzione in serie su piccola scala verso uno standard industriale. Quest’ultimo sarà accompagnato da una disponibilità elevata, una crescente economicità e una qualità elevata dei servizi. La presente consultazione di mercato è stata avviata per poter integrare queste caratteristiche in modo mirato in procedure di appalto future.
  • Per poter formulare, in occasione di appalti futuri, requisiti tecnici e qualitativamente elevati tenendo conto delle tecnologie disponibili sul mercato, l’IIT invita tutti i produttori a partecipare alla consultazione e a fornire informazioni il più complete possibile. I produttori hanno anche l’opportunità di presentare alternative raccomandabili, qualora le possibilità proposte dall’IIT dovessero risultare difficilmente realizzabili.

Il termine per le offerte è il 12 febbraio 2021, alle 12:00.

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Karl Trojer Mon, 01/25/2021 - 11:25

Wasserstoff ist mit Sicherheit der wichtigste Energieträger der Zukunft, sofern er aus erneuerbaren Energieen gewonnen wird. Insbesondere die Nutzung über Brennstoffzellen wird Verkehr und Industrie zukunftsfähig verändern und wesentlich zum Klimaschutz beitragen. Dem Land Südtirol, insbesondere dem Initiator Herrn Huber, gebühren für diese Vorreiterrolle angemessene Anerkennung !

Mon, 01/25/2021 - 11:25 Permalink
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Michele De Luca Tue, 01/26/2021 - 22:55

Si è praticamente tirato fuori dal cassetto un progetto, almeno per quello che riguarda il "green corridor" dell'A22.
Il tema semmai, come ho evidenziato poco tempo fa qui su salto.bz, è che, almeno per ora, il futuro dei veicoli a idrogeno, almeno per le auto, è assai grigio e, se non mi si vuole credere (come credo accada...), si legga questo articolo dello Spiegel dello scorso dicembre. Se consideriamo che ci sono attualmente ben 90 distributori H2 in Germania per ben... 507 auto a idrogeno, capiamo che il rischio di un "buco nell'acqua" sia possibile.
I tanto decantati camion H2 praticamente non esistono di serie (escludendo qualche decina di Hyundai arrivati in Svizzera) e, nonostante tanti rulli di tamburi, i veicoli di serie di altri costruttori non si sono visti.
Dopo tanti annunci, andati a vuoto, negli anni scorsi, adesso l'offensiva con la prospettiva di tanti fondi da parte della UE. Però, concretamente, per la mobilità il rischio di un buco nell'acqua è forte. Diverso il discorso dello stoccaggio H2 per gli eccessi di produzione di energia "verde", anche tramite il Power2Gas e altre applicazioni. Ma per la mobilità sarei un po' prudente ma... come al solito da noi si ascolterà solo quanto pontificato da Bolzano Sud.
Peraltro c'è una notizia nella notizia: bus a idrogeno a Merano. Dai dati di consumo previsti si può ipotizzare due o quattro bus, d'altronde ci sono i bus ibridi (a gasolio...) a far la parte del leone.

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