Politics | Intervista

Il "sogno" diventa realtà?

Assoimprenditori ha ricevuto rassicurazioni sull'avvio di una scuola internazionale: "Nei licei sezioni con inglese come prima lingua, speriamo si parta nel 2022".
Philipp Achammer riceve il nuovo presidente dell'Associazione degli imprenditori dell'Alto Adige Heiner Oberrauch
Foto: Asp

Inglese lingua di insegnamento di tutte le materie principali, tedesco e/o italiano come lingue veicolari. Questi i contorni del progetto di scuola internazionale che, nelle intenzioni, dovrebbe partire molto rapidamente. Niente a che vedere, sia ben chiaro, con progetti plurilingue e bilingue. Qui si parla di una “classica” scuola internazionale. Ma è comunque un segno che nel mondo della scuola qualcosa si muove, e che il faro, nel 2021, non può essere unicamente l’articolo 19 dello Statuto di autonomia, elaborato negli anni Sessanta e approvato nel 1972 (il quale sancisce l’istituzione di due sistemi scolastici paralleli che prevedono l'insegnamento della seconda lingua e una scuola plurilingue per i ladini). Sembra dunque che ci sia l'intenzione di tenere conto, almeno parzialmente, di alcune esigenze della società altoatesina in trasformazione. Quali esigenze? Va subito detto che questo tipo di scuola pensata per preparare ragazzi interessati a frequentare università estere è fortemente voluta dal mondo imprenditoriale che da anni lamenta una non sufficiente preparazione linguistica dei giovani in particolare per quanto riguarda l'inglese. Nello specifico, il principale - ma non unico - target di riferimento sarebbe quello dei figli dei lavoratori altamente qualificati delle aziende altoatesine che provengono dalle scuole internazionali estere. Le circa 4.000 scuole internazionali sparse nel mondo fanno parte di un’unica rete, hanno programmi e metodi di insegnamento molto simili, in modo da poter permettere un veloce inserimento agli studenti che hanno genitori costretti a spostarsi spesso per questioni di lavoro. Ne abbiamo parlato con Heiner Oberrauch, presidente di Assoimprenditori.

 

Salto.bz: Da parecchi anni lei si lamenta delle scarse conoscenze linguistiche dei ragazzi altoatesini. Vede qualche miglioramento o no?

Heiner Oberrauch: Sicuramente la situazione è migliorata per quanto riguarda l’inglese. Per quanto riguarda la seconda lingua, in ambito italiano direi che c’è stato un miglioramento, forse ora i ragazzi di lingua italiana hanno più voglia di studiare il tedesco perché si rendono maggiormente conto di quanto è importante la seconda lingua per trovare un lavoro.

Anche se forse non nella misura sperata, pure gli sforzi della scuola in lingua italiana per creare sezioni plurilingui stanno probabilmente dando dei risultati almeno per una parte dei ragazzi, non crede?

Si, credo che questo incida positivamente.

Mi pare innegabile che invece i giovani di madrelingua tedesca, soprattutto quelli che non vivono nelle grandi città, fanno più fatica di una volta con l’italiano

E per quanto riguarda i giovani di lingua tedesca?

Mi pare innegabile che invece i giovani di madrelingua tedesca, soprattutto quelli che non vivono nelle grandi città, fanno più fatica di una volta con l’italiano. Va poi detto che comunque il livello dell’inglese dovrebbe migliorare ancora, noi non siamo affatto tra i migliori in Italia e l’Italia è già molto indietro rispetto agli stati del Nord-Europa, ma anche, per dire, alla Romania,

Per questo avete avviato contatti con l’assessore Achammer per creare una scuola internazionale a Bolzano?

La proposta è nata già due anni fa anche per un problema che ho vissuto io in prima persona con la mia azienda (Salewa, ndr). Avevamo preso contatti con un manager straniero molto preparato, con un curriculum davvero di alto livello. Ma la trattativa si è arenata quando ha capito che qui non c’era una scuola internazionale da far frequentare ai suoi figli. Quindi non è venuto. Un vero peccato. Ne ho parlato nell’associazione e ho scoperto che tanti colleghi avevano la stessa problematica. Pochi giorni fa ne ho parlato con la presidente di Unibz Tappeiner, con il rettore Lugli e tutti sono d’accordo che se vogliamo avere gente di livello c’è bisogno di una scuola internazionale, ma non solo per il mondo economico, questo è un must anche per attrarre persone del mondo della cultura e della scienza.

Poi avete posto il problema alla politica. A che punto sono i lavori?

Quando recentemente ho fatto la mia visita in qualità di presidente di Assoimprenditori all’assessore Achammer mi ha detto di essere molto favorevole al progetto di aver avviato i lavori per partire molto velocemente, forse anche l'anno prossimo. So che sono in corso alcune verifiche, speriamo di avere presto l'ufficialità. L'idea è di istituire sezioni all’interno delle scuole normali. Sezioni europee, che sono riconosciute in tutta Europa, in modo che poi se una famiglia si trasferisce per lavoro in Germania i ragazzi possono poi continuare la scuola senza problemi.

Se io ho avuto successo, è perché ho potuto conoscere bene la mentalità latina e quella nordica. Le montagne sono belle, ma possono anche impedire di guardare lontano.

In tutto il mondo le scuole internazionali sono conosciute per avere un ottimo livello di istruzione ma anche costi molti che si possono permettere solo i top manager. Qui stiamo invece parlando di un inserimento in un istituto scolastico già esistente?

Sì, assolutamente: parliamo di una sezione all’interno del liceo. Istituendo le sezioni all’interno di scuole normali si evitano le spese di amministrazione in modo da tenere bassi i costi. Poi potrà essere frequentata anche da figli di famiglie altoatesine, non per forza straniere. Non spetta a me decidere ma io per i miei nipoti la consiglierei, è una grossa chance. Perché sa una cosa? Qual è la ricchezza vera di questa terra? Abbiamo gente che lavora, una splendida natura, ma la nostra vera ricchezza è che parliamo due lingue e capiamo due mentalità. Per noi ormai è scontato e pacifico ma non è così. Se io ho avuto successo, è perché ho potuto conoscere bene la mentalità latina e quella nordica. Le montagne sono belle, ma possono anche impedire di guardare lontano. Trovo molto Importante che l’Alto Adige si apra anche come mentalità. Sicuramente una scuola internazionale aiuterà ad aprirci. E se abbiamo una università trilingue è logico che ci sia una scuola del genere.

Sarà solo una scuola superiore?

Penso che l'intenzione sia di partire con le superiori, ma sarebbe interessante estendere nei prossimi anni questo modello anche alle medie.

Negli ultimi anni sembra migliorato il rapporto tra mondo della scuola e imprese. E’così?

Sì, devo dire che abbiamo un rapporto molto intenso con le scuole, dalle medie alle superiori fino all’università. Gli imprenditori vanno nelle scuole, e i giovani fanno tirocini nelle aziende. Una cosa veramente molto importante e che dà buoni frutti. Troviamo grande adesione da parte del corpo degli insegnanti e delle famiglie, anche nelle vallate. Molto buono è anche il rapporto con l’università, che è il partner principale. Io credo che l’ateneo possa debba crescere ancora soprattutto nelle facoltà tecniche.

 

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Enrico Hell Mon, 09/27/2021 - 17:09

Si, perfetto, un grande lavoro in tal senso lo ha fatto la pioniera Barbara Repetto a partire da quando era Assessore provinciale.
Nel 2009 sembrava esserci una certa attenzione anche da parte di Durnwalder, che da Presidente della Provincia si era recato in visita alla scuola europea di Bruxelles.
https://news.provincia.bz.it/it/news-archive/302988

L'idea era ed è quella di costruire una scuola europea accreditata, quindi non direttamente gestita dalla UE ma riconosciuta dalla UE. Un modello in Italia è costituito dalla Scuola per l'Europa di Parma.
https://www.scuolaperleuropa.eu/pvw/app/default/pvw_img.php?sede_codice…

Sul fatto che questo tipo di scuola oggi possa essere gestita dalla Provincia di Bolzano non avrei dubbi, problematico invece mi sembra pensare di collocarla dentro una scuola a carattere statale già funzionante, diventandone una sezione, al fine di risparmiare sulle spese di gestione e di amministrazione. Ma ci sarà chi studierà a fondo la cosa dal punto di vista della fattibilità.

Mon, 09/27/2021 - 17:09 Permalink
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Esperanto-klub… Tue, 09/28/2021 - 16:43

* La angla kiel unua lingvo estas plua paŝo favore al lingva maljusteco.
* Englisch als erste Sprache ist ein weiterer Schritt zur Förderung der Sprachungerechtigkeit.
* L'inglese come prima lingua è un ulteriore passo verso l'ingiustizia linguistica.

Tue, 09/28/2021 - 16:43 Permalink
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Liliana Turri Sat, 10/02/2021 - 13:14

Insomma, guai parlare di scuola bilingue + 3za lingua straniera, come istituzione (vedi modello ladino - che se non porta tutti a parlare perfettamente, integra tutti in entrambi e gruppi -), terza scelta possibile, oltre a quelle monolingue tedesca e italiana.
Guai, non ci si può, non ci si deve mescolare(Emojis not available)(Emojis not available)

Sat, 10/02/2021 - 13:14 Permalink