Politics | Nuovo Statuto

Convenzione: dove sono i bolzanini?

I partiti si interrogano sull’open space dell’Eurac. Caratterizzato dal blitz degli Schützen e una presenza molto limitata da parte dei cittadini di madrelingua italiana.

Il primo Open Space legato alla Convenzione sull’autonomia si è svolto sabato 23 gennaio all’Eurac, come ampiamente riferito da salto.bz. Facendo registrare di per sé una buona partecipazione ma anche sollevando una serie di interrogativi. Alla massiccia e inattesa presenza di gruppi organizzati (gli Schützen) si è accompagnato infatti un coinvolgimento per lo meno solo ’parziale’ della realtà bolzanina soprattutto di madrelingua italiana. Le riflessioni in merito non si sono fatte attendere ed hanno subito cominciato a fioccare, coinvolgendo anche i partiti. Alle formazioni politiche, anche se non protagoniste dirette di questa fase di conforto partecipato, molti commenti nei social hanno imputato l’incapacità dimostrata nel coinvolgere non solo i cittadini ma anche i propri militanti. Per questo abbiamo deciso di sentire un po’ di opinioni in merito, per sentire l’aria che tira. 

Mentre il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini si è limitato ad un auspicio e cioè che nel prossimo futuro “vi siano i tempi e gli spazi per la partecipazione di tutti”, il dibattito in merito a quanto accaduto ha subito preso piede all’interno del suo partito e cioè il PD. 

Il responsabile del Partito Democratico per quanto riguarda il percorso di riforma dell’autonomia Mauro De Pascalis attribuisce in prima battuta alla “mancata conoscenza” la ‘presenza non massiccia’ dei cittadini di madrelingua italiana all’open space di sabato 23 gennaio. Ma l’esponente del PD ritiene che un ruolo in merito potrebbero averlo avuto anche i partiti italiani, “non consapevoli dell’importanza storica del percorso della Convenzione”. De Pascalis punta quindi il dito contro la partecipazione di alcuni gruppi ‘in forma organizzata’: “In questo modo si rischia di vanificare il percorso”. L’ex consigliere comunale di Bolzano ricorda comunque “che si può partecipare anche scrivendo sul sito della Convenzione” ritenendo che forse occorre “aspettare che tutti comprendano appieno la situazione”. 
De Pascalis auspica che della Convenzione se ne parli anche nelle scuole. 

Sulla stessa linea di De Pascalis si esprime anche il coordinatore cittadino del PD Sergio Bonagura che ammette il problema e promette un maggiore impegno per il futuro: “Ci attiveremo e cercheremo di fare da sponda nell’ottica di una maggiore partecipazione”. Ma Bonagura non nasconde neppure la debolezza intrinseca dei Democratici: “Bisogna essere realistici rispetto alla fase che vivono oggi le strutture di partito, a forza di ricevere mazzate siamo rimasti pochissimi”. Per l’ex capogruppo del PD in consiglio comunale a Bolzano sarà importante in futuro fare in modo che siano soprattutto “certe realtà e certe associazioni ad impegnarsi”. Dopodiché Bonagura si scaglia contro quello che lui chiama il ‘giochetto’ messo in atto sabato scorso dagli Schützen. 

“In questa fase politica bisognerebbe evitare di militarizzare gli incontri. Andare per fare vedere i muscoli dimostra che la nostra società non è sufficientemente matura per reggersi su un sistema di partecipazione aperta. Questo rischia di essere un boomerang anche per coloro che spingono per la democrazia diretta. Non è un bel segnale che va stigmatizzato: il rischio è quello di buttare via il bambino con l’acqua sporca”

Che fare per controbattere? Il PD chiamerà gli alpini? Bonagura scuote la testa e nega: “Non avrebbe alcun senso”. 

L’eco dei ‘problemi’ riscontrati nell’open space all’Eurac ha raggiunto anche Unitalia e la Lega Nord. L’ex consigliere comunale Marco Caruso conferma: “Molti non sapevano che questo incontro ci fosse e soprattutto cosa fosse”, auspicando che “vada meglio nei prossimi incontri, specie quello per i giovani previsto in febbraio”. Gli fa eco il leghista Filippo Maturi: “La scarsa partecipazione dei cittadini di madrelingua italiana è un segnale preoccupante, forse causato dalla scarsa fiducia che hanno ormai i bolzanini per la politica dopo aver vissuto un 2015 di forti lacerazioni nel rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”. Maturi lamenta una scarsa partecipazione da parte dei partiti: “Alcuni non avevano neanche un delegato”. E ricorda che comunque nella medesima giornata a Bolzano si sono svolte due affollate manifestazioni: “Evidentemente ognuno ha la sua sensibilità politica”.  

Molto critico sull’avvio della Convenzione e sul ruolo dei partiti è quindi Dado Duzzi. “Oggi ormai i partiti hanno una scarsa presa sulle persone” dice, ribadendo inoltre il suo scarso amore per le procedure della democrazia diretta. “Si tratta di un contesto falsamente democratico volto a far passare qualcosa di già cotto e masticato” osserva Duzzi auspicando che venga “tarato meglio il metodo, per fare in modo che i gruppi organizzati anche se minoritari non finiscano per avere troppo spazio”. 

Meno critico sull’open space di sabato 23 gennaio è invece il consigliere provinciale dei Verdi Riccardo Dello Sbarba

“In realtà molte persone di lingua italiana c’erano e hanno partecipato, anche proponendo gruppi di lavoro. Si è lavorato con il presupposto che ognuno capiva la lingua dell’altro e chi faceva fatica è stato spontaneamente aiutato. I partiti in realtà non dovevano organizzare nulla, ma solo invitare la gente a partecipare senza occupare i forum con i propri militanti.”

E in merito all’invasione degli Schützen? Per Dello Sbarba “i tiratori scelti sono venuti in forma organizzata, preparandosi, proponendo gruppi di lavoro e partecipando distribuendosi nei vari gruppi”. E secondo l’esponente politico Verde gli Schützen hanno senz'altro lasciato il segno, ma si sarebbe trattato di “una sovrarappresentazione di un altro gruppo, tutto di lingua tedesca, più che di una sottorappresentazione di lingua italiana”. 
Dello Sbarba aggiunge che l’appuntamento di sabato all’Eurac per 8 ore di seguito di per sé “ha privilegiato i gruppi organizzati e fortemente motivati”. Ricordando pure lui che ci sono altre forme più ‘abbordabili’ per partecipare, come il forum online

L’ultima opinione che abbiamo raccolto è quella di Guido Margheri, fortemente critico soprattutto sull’ambiguità manifestata finora dalla Provincia nell’impostare il percorso di revisione dello Statuto di Autonomia.   
La campagna informativa è stata, scarsa, ma soprattutto asettica, poco inclusiva  e incomprensibile nei suoi obiettivi” sostiene Margheri, 
chiedendosi: “Cosa vuol dire parlare dell'autonomia e dell’Alto Adige senza alcun interlocutore, griglia progettuale e, soprattutto, senza una vera trasparenza sugli obiettivi?”. 
Margheri auspica “che vi sia un'organizzazione dal basso di momenti di discussione in grado poi di far arrivare alla Convenzione programmi alternativi”. E quindi punta il dito su altre ‘assenze’. 

“In realtà c’era poca gente in generale. Era una platea di addetti ai lavori in cui a parte la presenza organizzata degli Schützen la società bolzanina nel suo complesso era scarsamente rappresentata. Mancavano quasi del tutto movimenti  associazionismo e organizzazioni sociali.”

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Dai retta a un… Tue, 01/26/2016 - 17:32

A queste cose si partecipa solo se si pensa di poter avere un peso nella successiva decisione. I bolzanini ed in generale i cittadini di lingua italiana evidentemente non pensano (come dar loro torto ?) di avere alcun peso.

Tue, 01/26/2016 - 17:32 Permalink
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Robert Tam... Tue, 01/26/2016 - 21:24

L’affermazione più divertente è quella di Sergio Bonagura, ex-consigliere comunale PD di second’ordine, che vive del e nel mondo, anzi nella giungla delle associazioni e cooperative culturali e giovanili (ovviamente foraggiate con soldi pubblici) dal lontano 2003.
Proprio lui viene a predicare di partecipazione aperta, ovviamente da lui non gradita quando a partecipare magari c’è anche chi la pensa diversamente da lui.

Ma proprio lui che come mestiere fa "il giovane" dal lontano 2003 – con ormai quasi 41 anni sul groppone – e quindi dovrebbe saper motivare i giovani a partecipare a manifestazioni e convegni.

Beh, caro Bonagura: i convegni open space o sono, appunto, "open" e quindi partecipa chi ha la voglia di andarci , informarsi e dire la sua. Altrimenti si mettono i buttafuori all’ingresso – magari affiancati da un Bonagura che, "guest list" alla mano, scruta e seleziona le persone in fila, a mo’ delle migliori discoteche di Rimini e Riccione.

Tue, 01/26/2016 - 21:24 Permalink
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Sigmund Kripp Wed, 01/27/2016 - 11:57

Wenn die in den letzten Jahrzehnten an der Macht gewesenen Parteien den BürgerInnen stets und kosnsequent die wirkliche Mitbestimmung verweigert haben bzw. stets verkündet hatten, dass nur sie selbst über das Wohl des Volkes entscheiden können, brauchen sie sich nachher nicht zu wundern, wenn an diesem Konvent niemand teilnimmt. Ich bin nicht bei den Schützen und nicht bei F oder STF: aber es war erlaubt und gefordert, teilzunehmen. Jetzt klagen, weil nicht die "Richtigen" teilgenommen haben, ist lächerlich.

Wed, 01/27/2016 - 11:57 Permalink
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Harald Mair Wed, 01/27/2016 - 14:03

Was hat Salto gegen die Schützen?

Hier nochmals meine Einschätzung von der Veranstaltung am Samstag (ich bin übrigens kein Schütze):
Nicht unerwähnt soll bleiben, dass das Thema Selbstbestimmung nicht nur ein Thema der Schützen war. Eine der Arbeitsgruppen zur Selbstbestimmung wurde z.B. von einem italienischsprachigen Teilnehmer vorgeschlagen. Man hat gemerkt, dass mehr Unabhängigkeit ein wichtiges Thema bei den Teilnehmern und in der Bevölkerung ist, denn den ganzen Tag über war zu vernehmen, dass sich die Teilnehmer allgemein und in den verschiedensten Bereichen mehr Unabhängigkeit von Italien wünschen. Z.B. in der Gruppe Steuerhoheit/Steuerautonomie die bezüglich Alter, Geschlecht und Sprachgruppen sehr bunt besetzt war, wurde man sich ausnahmslos einig, dass Südtirol die Steuerhoheit anstreben muss. Die Zustände im italienischen Staat sind diesbezüglich alles andere als lobenswert, so die Teilnehmer.
Ich würde mir wünschen, dass Salto auch solche Meldungen schreibt, denn das war die vorherrschende Stimmung auf dem Konvent.

Wed, 01/27/2016 - 14:03 Permalink