Economy | Crisi

Meno soldi (anche) per la scuola

Achammer: “Finanzieremo le prestazioni basate su criteri di necessità come le borse di studio”. Ma niente “assegno libri” per gli studenti del triennio delle superiori.
Scuola Covid
Foto: Unsplash

Aveva suscitato grande clamore la decisione della giunta provinciale di tagliare le borse di studio per il merito per l’anno 2020-2021 agli universitari per “mancanza di fondi”, ma è il settore dell’istruzione tout court che deve scendere a compromessi.
Ricordando le difficoltà del periodo - dovute alla crisi innescata dall’emergenza Covid - e dunque da una parte il calo delle entrate fiscali e dall’altra l’aumento delle spese, l’assessore Philipp Achammer, dopo la riunione di giunta di ieri (27 aprile), ha assicurato che l’esecutivo provinciale intende garantire i servizi fondamentali, compreso il sostegno all’istruzione.

“A causa delle limitazioni di bilancio per il 2021, tutte le ripartizioni si trovano ad affrontare sfide importanti” dice Achammer snocciolando di contro le azioni che la Provincia mette in campo per tutelare il diritto all’istruzione: un’offerta scolastica varia e di qualità e attraverso i fondi previsti per il personale docente, gli edifici scolastici, la gestione delle scuole; vari finanziamenti di supporto al sistema dell’istruzione, fra cui quelli di trasporto scolastico gratuito e gli studentati. “Quest’anno la Provincia coprirà anche una quota dei costi a carico dei genitori per i periodi nei quali i ragazzi non hanno vissuto nei convitti” afferma l’assessore.

 

Infine le borse di studio: Achammer riferisce che la Provincia sostiene direttamente i ragazzi e le loro famiglie attraverso questo strumento. “L’obiettivo è creare pari opportunità affinché l'accesso all’istruzione sia aperto anche agli studenti che altrimenti sarebbero svantaggiati per motivi economici. Il sostegno - spiega l’assessore - sarà focalizzato su quelle prestazioni che vengono concesse secondo criteri sociali, come le borse di studio. Sono molte le famiglie attualmente in una situazione di bisogno superiore a prima. Pertanto ci aspettiamo un numero crescente di richieste anche per le borse di studio”.

Ed ecco l’incaglio: affinché questi servizi fondamentali per compensare le differenze sociali possano essere garantiti e ulteriormente finanziati, “è necessario tagliare altri servizi che vengono assegnati senza criteri di differenziazione dal punto di vista sociale”. Al momento quindi non può essere garantito per il prossimo anno scolastico “l’assegno libri” (rimborso spese per acquisto di testi e/o materiale didattico) agli studenti del triennio delle scuole superiori.

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Elisabeth Hammer Wed, 04/28/2021 - 14:30

Sehr geehrter Herr Achammer, lieber Philipp! Wie kann es sein, dass im gleichen Landeshaushalt die Gelder für die Inflationsanpassung der Politiker vorhanden sind, nicht aber jene zur Beihilfe der Finanzierung der Schulbücher im Triennium? Ich komme aus einem kulturellen Hintergrund, in dem uns durch die Schulbuchaktion bis zur Matura alle Bücher zur Verfügung gestellt wurden. Die Bildungspflicht wurde in Italien bis 18 angehoben, die Leihbücher gehen aber nur bis zum Ende des Bienniums. Man kann jetzt sagen, "die 150€ machen eh nicht viel aus im Familienbudget" .... In meinen Augen ist schlicht und einfach die Botschaft fatal, die mit dieser Streichung gesendet wird. Hoffentlich ist hier noch nicht das letzte Wort gesprochen.

Wed, 04/28/2021 - 14:30 Permalink
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S. Bernhard Wed, 04/28/2021 - 14:57

Wie wäre es wenn man auch ein paar Euro vom Recovery Fund für die Bildung hernehmen würde? Wäre vielleicht nicht so dumm oder? Aber man muss damit ja Schlachthöfe umbauen, Speicherbecken errichten, wahrscheinlich auch einige verstaubte Projekte der altbekannten Lobbies umsetzten und sich selbst wieder mal das Gehalt erhöhen. Unsere Landesregierung offenbart mit jedem Tag mehr ihre Inkompetenz.

Wed, 04/28/2021 - 14:57 Permalink