Society | DOPO ITALIA-AUSTRIA

"Scontri, problema sociale evidente"

Dopo la guerriglia di sabato notte in piazza Vittoria in corso accertamenti da parte della Questura. Il sindaco: "All'origine problemi sociali da affrontare seriamente".
Tensione in Corso Libertà, Italia-Austria, 26 giugno 2021
Foto: Salto.bz

Le immagini della guerriglia urbana che si è vista tra Corso Libertà e Piazza Vittoria dopo la vittoria dell’Italia sull’Austria agli Europei sono al vaglio delle forze dell’ordine. “La Questura non rilascerà alcuna dichiarazione in merito, vista l’attività ancora in corso”, spiegano dall’ufficio Gabinetto. Al di là delle responsabilità individuali gli inquirenti stanno verificando se tra i “tifosi” vi fosse un gruppo di giovani in qualche modo organizzato, con elementi che venivano da fuori città, e se lo scontro con le forze dell’ordine non sia stato “cercato”.

 

Di come le forze dell’ordine si preparano alla prossima sfida dell’Italia in calendario per venerdì sera (contro il Belgio), sarà l’oggetto di un Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato dal prefetto Vito Cusumano per domani (29 giugno) o al più tardi per mercoledì. Di certo nell’incontro la questura aggiornerà sugli esiti degli accertamenti e spiegherà come si sia arrivati all’uso dei lacrimogeni, una misura molto aggressiva che di solito viene usata come “ultima ratio”.  Sull’argomento è intervenuto, sollecitato dai giornalisti, anche il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, nel corso della conferenza stampa post Giunta del lunedì pomeriggio. “Chiudere la piazza? Non è compito mio intervenire su questioni di sicurezza pubblica – ha detto -  e quindi io sentirò che cosa ci diranno nella riunione del Comitato. Secondo me il problema non è chiudere o aprire una piazza, ma il comportamento delle persone. Lo sport non può trasformarsi in nessun caso in occasione di violenza e vandalismo, c’è un limite di decenza che non può essere superato. C’è una parte minoritaria della società che purtroppo è maleducata a causa dell’ignoranza e della mancanza di istruzione. Dire che c’è un problema sociale che va affrontato seriamente. Cose del genere non hanno alcun tipo di giustificazione”.

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Quo Vadis Südtirol Mon, 06/28/2021 - 21:24

Sport non è politica? È vero il contrario. Lo sport divide e non unisce. Quale sportivo può liberamente scegliere per quale squadra vuol far parte? Conta il passaporto, un documento che è espressione di Stato, e perciò di un sistema e un insieme politico.

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