Politics | L'analisi del voto

Palermo: cambiamo le regole, tra 5 anni potrebbe essere troppo tardi

Il pensiero del senatore sui nodi della rappresentanza degli italiani e della proporzionale. Con l'auspicio che la Svp mantenga l'impegno preso di promuovere la riforma dello statuto d'autonomia.

"C'è una forte polarizzazione: prima che le cose peggiorino occorre sedersi, parlare e fare qualcosa di concreto." 

Il senatore Francesco Palermo, eletto nel febbraio 2013 sulla scia dell'accordo storico tra Svp e Pd, non perde l'occasione per lanciare un appello: "oggi si pende o da una parte o dall'altra, occorre avere il coraggio di dire dove si vuole andare, tra 5 anni potrebbe essere già troppo tardi".
Il senatore scherza, osservando la copertina che gli dedicò FF salutando la sua nomina a senatore ed indicando provocatoriamente in lui "la nuova Svp" e - di converso - in Grillo, Berlusconi e Bersani "das alte Italien".  

Ma la Svp di Arno Kompatcher è davvero così nuova? Molti se lo chiedono in queste ore ed anche Francesco Palermo esprime i suoi dubbi: "forse c'è stato un riflusso in senso opposto, visto che oggi la Dolomiten dice che bisogna fare la Volkstumpolitik".
Il costituzionalista comunque ostenta pragmatismo, ricorrendo al latino. Dice "ex malo bonum" (tiriamo fuori il bene dal male) commentando i risultati elettorali, lasciando intendere che la situazione verificatasi in consiglio provinciale potrebbe  essere un'occasione unica per "rendersi finalmente conto che occorre mettere mano ad alcuni istituti". 
Palermo si augura che non si tratti solo di una questione di rappresentanza politica degli italiani nella giunta provinciale. "È solo la punta dell'iceberg" dice seccamente, aggiungendo che "oggi non si può più nemmeno dire che gli italiani siano nazionalisti o antiautonomisti". "Semplicemente è vero il contrario", sentenzia, e cioè che "molti italiani sono sempre più autonomisti" e che "anche nel gruppo tedesco molti vogliono andare oltre".

Il calo del numero dei consiglieri provinciali di lingua italiana ha fatto suonare un campanello d'allarme non da poco. L'attuale meccanismo della proporzionale si basa infatti sull'appartenenza linguistica dei consiglieri provinciali e i suoi numeri. E i consiglieri 'italiani', come sappiamo, sono calati da 5 ad 8. Per il momento la discussione si sta limitando alla rappresentanza degli italiani nella prossima giunta provinciale, già di per sé delicato. Ma a breve termine il gruppo italiano, già fortemente minoritario nella società, riceverà da questo punto di vista una bastonata non da poco grazie al ricalcolo della proporzionale

  • [rettifica del 30/10/2013)
    Come si è potuto appurare in una successiva verifica, il calcolo della proporzionale è in realtà regolato dall'art.1 della legge provinciale n.40 del 18 ottobre 1988. 
    I posti dei ruoli o degli organici comunque denominati del personale della Provincia e degli enti pubblici da essa dipendenti o il cui ordinamento rientra nella competenza legislativa propria o delegata, e relative aziende anche ad ordinamento autonomo, considerati per gruppi di qualifiche funzionali o per categorie o incarichi dirigenziali, secondo il titolo di studio prescritto per accedervi, sono riservati ai cittadini appartenenti a ciascuno dei tre gruppi linguistici in rapporto alla consistenza dei gruppi stessi quali risulta dalle dichiarazioni di appartenenza rese nell'ultimo censimento ufficiale della popolazione con riferimento all'ambito territoriale in cui l'ente esplica la propria attività. Sono fatte salve le vigenti norme disciplinanti l'applicazione della proporzionale al personale delle istituzioni culturali i cui organi collegiali sono costituiti in modo distinto per gruppi linguistici.

Che ne pensa Francesco Palermo? "Per quanto riguarda la composizione della giunta la regola dello statuto è abbastanza chiara", ci dice. "O si introduce 1) un'interpretazione condivisa, in base alla quale si deroga alla stretta logica numerica per una questione di equilibrio politico, come si è fatto con la staffetta per la presidenza della giunta regionale, oppure 2) non si fa nulla. Basta infatti che qualcuno impugni l'interpretazione e tutto si blocca".
La domanda sorge spontanea: come si fa a condividere con la nuova fortissima opposizione di lingua tedesca una norma che 'spinge' italiani in giunta
Anche in questo caso la risposta di Palermo è lapidaria e denota un pensiero pratico, il pensiero di chi anche nei 'problemi' è abituato a cogliere opportunità.

"Se impugnano devono anche dire perché lo fanno: perché gli italiani sono brutti e cattivi? O perché ritengono che l'autonomia va gestita da un solo gruppo?"

Al di là della rappresentanza degli italiani in giunta, quello della proporzionale è un tema complesso, che da sempre divide. L'opinione di Francesco Palermo, entrato in politica con l'ambizione di poter metter mano sullo statuto di autonomia per adeguarlo ai tempi, è che occorra allentare la proporzionale laddove sia necessario. Il senatore è contrario ad una drastica eliminazione, perché ritiene che per alcuni equilibri potrebbe essere destabilizzante, anche se condivide l'idea che anche la sua applicazione rigida non sia oggi più opportuna.

Che fare allora? "Iniziamo a sperimentare", ci dice Palermo, "e uno di questi esperimenti potrebbe essere compiuto prossimamente proprio in merito al numero degli assessori italiani in giunta". Anzi: "su questa scia altri esperimenti potrebbero riguardare comparti della pubblica amministrazione dove la proporzionale è stata raggiunta e si potrebbe iniziare a sospenderla in via sperimentale". "Se dopo qualche anno non funziona poi ci si può ritornare" aggiunge il senatore, quasi per tranquillizzare. 
Dunque anche per Francesco Palermo la proporzionale è oggi un freno di emergenza volto a garantire che non vi siano squilibri troppo forti, salvaguardando e non penalizzando gli italiani. Come succede nelle società privatizzate dove non si applica la proporzionale e gli italiani sono quasi spariti. 
Ma, allora, in che senso la proporzionale va modificata? La risposta di Palermo non tarda e dura lo spazio di un respiro: "nella disciplina statutaria occorre inserire una clausula di flessibilizzazione, tutto qui". 
Sì, è tutto qui. Ma è tutt'altro che facile arrivarci. 

Francesco Palermo è entrato in politica all'inizio del 2013 proprio per poter prima o poi lavorare sul terzo statuto o - come ha precisato a ripetizione Arno Kompatscher in campagna elettorale - per "adattare il secondo alle nuove esigenze".
Ma ci sono ancora oggi le condizioni del febbraio 2013?
Il senatore è convinto di sì ed è pronto: "ora si inizia a giocare davvero". Rincara ancora la dose: "le condizioni sono straordinarie perché ognuno oggi si rende conto che c'è la necessità di mettere mano alle regole". E ricorda che il tempo stringe. 

"O  si fa adesso, che c'è ancora una forte maggioranza autonomistica, o fra 5 anni se andiamo avanti così potrebbe anche essere troppo tardi". 

Salutandoci il senatore precisa che non ha tempo da perdere, che i suoi 5 anni di mandato politico sono iniziati, ma le lancette dell'orologio in questi ultimi giorni hanno accelerato la loro corsa. Conclude il colloquio con una sorta appello: "il ragionamento dovrà includere tutti, non solo i partner o coloro che hanno una certa visione dell'autonomia, va infatti ridisegnato il contratto sociale". 
E la Svp più debole?

"C'è un forte cambiamento in atto, ma il fatto che non abbia più la maggioranza assoluta da un certo punto di vista è anche un bene: potrebbe esserci una maggiore disponibilità ad ascoltare".

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roberto paiarola Wed, 10/30/2013 - 07:12

Ma è proprio così importante che l' assessore sia tedesco o italiano? Non erano gli italiani che dicevano (quando c'era bisogno di coprire dei posti con medici specializzati), che è più importante che il medico sia competente piuttosto che di un gruppo o dell'altro? Ed allora perché non applichiamo questo modo di vedere anche all' assessore?
Come cittadino, mi preme che nel governo della provincia ci siano persone che veramente si danno da fare per il benessere generale. Che poi siano italiani o tedeschi, che importa? Non siamo forse tutti sudtirolesi?

Wed, 10/30/2013 - 07:12 Permalink
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Emmanuele Zotti Wed, 10/30/2013 - 09:02

In reply to by roberto paiarola

"L'attuale meccanismo della proporzionale si basa infatti sull'appartenenza linguistica dei consiglieri provinciali e i suoi numeri. E i consiglieri 'italiani', come sappiamo, sono calati da 8 a 5. Per il momento la discussione si sta limitando alla rappresentanza degli italiani nella prossima giunta provinciale, già di per sé delicato. Ma a breve termine il gruppo italiano, già fortemente minoritario nella società, riceverà da questo punto di vista una bastonata non da poco grazie al ricalcolo della proporzionale."

Il sen. Palermo ha analizzato il voto di domenica vedendolo dal punto di vista della proporzionale ed ha fatto suonare un campanello d'allarme. Se solo gli italiani si fossero espressi, anzichè rimanere a casa perchè non si sentono rappresentati o perchè alla fine governerà sempre e solo la SVP...

Wed, 10/30/2013 - 09:02 Permalink
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Luca Sticcotti Wed, 10/30/2013 - 14:38

In reply to by roberto paiarola

Come si è potuto appurare in una successiva verifica, il calcolo della proporzionale è in realtà regolato dall'art.1 della legge provinciale n.40 del 18 ottobre 1988.
"I posti dei ruoli o degli organici comunque denominati del personale della Provincia e degli enti pubblici da essa dipendenti o il cui ordinamento rientra nella competenza legislativa propria o delegata, e relative aziende anche ad ordinamento autonomo, considerati per gruppi di qualifiche funzionali o per categorie o incarichi dirigenziali, secondo il titolo di studio prescritto per accedervi, sono riservati ai cittadini appartenenti a ciascuno dei tre gruppi linguistici in rapporto alla consistenza dei gruppi stessi quali risulta dalle dichiarazioni di appartenenza rese nell'ultimo censimento ufficiale della popolazione con riferimento all'ambito territoriale in cui l'ente esplica la propria attività. Sono fatte salve le vigenti norme disciplinanti l'applicazione della proporzionale al personale delle istituzioni culturali i cui organi collegiali sono costituiti in modo distinto per gruppi linguistici."

Wed, 10/30/2013 - 14:38 Permalink
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Oscar Ferrari Wed, 10/30/2013 - 13:44

L'attuale meccanismo della proporzionale si basa infatti sull'appartenenza linguistica dei consiglieri provinciali e i suoi numeri.
Sicuro che sia così e che non si basi sui dati del censimento?

Wed, 10/30/2013 - 13:44 Permalink
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Luca Sticcotti Wed, 10/30/2013 - 14:37

In reply to by Oscar Ferrari

Come si è potuto appurare in una successiva verifica, il calcolo della proporzionale è in realtà regolato dall'art.1 della legge provinciale n.40 del 18 ottobre 1988.
"I posti dei ruoli o degli organici comunque denominati del personale della Provincia e degli enti pubblici da essa dipendenti o il cui ordinamento rientra nella competenza legislativa propria o delegata, e relative aziende anche ad ordinamento autonomo, considerati per gruppi di qualifiche funzionali o per categorie o incarichi dirigenziali, secondo il titolo di studio prescritto per accedervi, sono riservati ai cittadini appartenenti a ciascuno dei tre gruppi linguistici in rapporto alla consistenza dei gruppi stessi quali risulta dalle dichiarazioni di appartenenza rese nell'ultimo censimento ufficiale della popolazione con riferimento all'ambito territoriale in cui l'ente esplica la propria attività. Sono fatte salve le vigenti norme disciplinanti l'applicazione della proporzionale al personale delle istituzioni culturali i cui organi collegiali sono costituiti in modo distinto per gruppi linguistici."

Wed, 10/30/2013 - 14:37 Permalink
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Luca Marcon Thu, 10/31/2013 - 08:37

(fonte: Corriere dell'Alto Adige del 30/10/2013)

Intervistatore
Che valutazione dà del voto di domenica?
FP
A me non interessa naturalmente l'andamento dei singoli partiti. Siamo indubbiamente arrivati a un punto di non ritorno, a un suicidio assistito del gruppo italiano. Assistito dal gruppo tedesco, ovviamente.

Intervistatore
Perché?
FP
Perché in tutti i settori c'è una totale asimmetria. Sono gli italiani a mandare i figli negli asili tedeschi, a sparire, eventualmente, devono essere solo i toponimi italiani, e sono i partiti italiani a seguire la via dei Verdi, dell'interetnicità. La via della reazione nazionalista sembra ormai definitivamente finita. Ma quando ormai tutti gli italiani sono
autonomisti, una parte consistente del gruppo tedesco va verso il
Freistaat o l'indipendenza. E allora gli italiani non sanno bene come rispondere.

Intervistatore
La risposta è il partito degli italiani?
FP
Non lo so. Ci vuole un minimo di reciprocità, altrimenti si arriva alla
fine del gruppo linguistico italiano.

Thu, 10/31/2013 - 08:37 Permalink