Politics | Wir und unsere Nachbarn

Dem Dorfmann seine zwei Herzen

Dem Herbert Dorfmann sein Herz schlägt am rechten Fleck, sagt man sich im Trentino, in Ost- und in Nordtirol. Und so haben wir diese Woche davon erfahren, dass Dorfmann der offizielle Kandidat der Europaregion sei, obwohl er im Italienischen Wahlkreis Nord-Est antritt.

Logischer wäre, dass dem Dorfmann sein Herz aber für seinen Wahlkreis schlägt. Wie es scheint, tut es das auch. So hat er wahlkämpfend am 26. April ein Abkommen  mit dem BARD  (Belluno Autonoma Regione Dolomiti) geschlossen, in dem das folgende Versprechen zu finden ist:

Nell’ambito del proprio mandato si impegna a sostenere la creazione di una macroregione alpina che comprenda il Trentino Alto Adige/Südtirol, la provincia di Belluno e altri territori ricompresi entro la convenzione delle Alpi (Carnia).

Das ist doch eine schöne Vision! Warum erzählt der wahlkämpfende Dorfmann das denn nicht auch uns in Südtirol? Eins und eins. Hier die Euregio, bei der so manche in Nord- und Osttirol ja doch recht gerne mit den deutschsprachigen Südtirolern, aber doch nicht mit den Italienern aus dem Trentino…  Dort eine Makroregion, nicht etwa die Makroregion der Alpen, nein, eine alpine, Italienische Superregion, eine Supercomunità di montagna mit Mitbürgern, denen Begriffe wie EVTZ und Interreg nur bedingt geläufig sind, bzw. als Schwärmereien „pantirolesi“ abgetan werden. Ist das kalkulierter Wählerbetrug hier und dort? Oder trägt Herbert Dorfmann in seinen zwei Herzen eine Vision, derer auszusprechen, die Zeit noch nicht reif ist?

Dorfmann, sprich doch mit uns!

 

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konrad laimer Thu, 05/01/2014 - 17:10

Was kann es schöneres geben als Grenzen abzubauen und gemeinsam die Herausforderungen unserer Zeit anzupacken.
Ob die Hausaufgaben für diesen visionären Weg mit Belluno bis hin zu den Karnischen Alpen schon gemacht wurden, entzieht sich meiner Kenntnis......
für mich stecken noch sehr viele Fragen hinterer dieser fantastischen Vision ....der Weg wäre schon der Richtige, ob Brüssel der richtige Ort ist um eine Vision einer Region in den Alpen umzusetzen, kann ich nicht beurteilen........Brüssel scheint mir ein bisschen weit entfernt vom Geschehen und den Menschen um die es hier geht..........die von Ihrem Glück noch gar nicht wissen..... bis gestern wusste ich das die Süd-Nord und Osttiroler den Herbert Dorfmann wählen........ oder?

Thu, 05/01/2014 - 17:10 Permalink
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Benno Kusstatscher Thu, 05/01/2014 - 20:16

In reply to by konrad laimer

Meines Wissens kann Dorfmann nur auf Italienischem Territorium gewählt werden. Siehe dazu die Beiträge, die ich verknüpft hatte. Wer meine Beiträge und Kommentare liest, weiss wohl mittlerweile, dass mir unser Zusammenrücken mit den anderen Dolomitentälern sehr am Herzen liegt. Aber man kann doch eine Regione Dolomiti und die Euregio nicht gegeneinander ausspielen. Wenn schon, dann gehören beide in den selben Gebäudekomplex und zwar mit offenen Karten mitten in die öffentliche Debatte getragen. Geheimniskrämerei und unterschiedliche Versprechen hier und dort ist das letzte, das man in der Ära Kompatscher erdulden könnte. Um jetzt wilden Spekulationen und kontraproduktiven Mutmaßungen zuvorzukommen, wäre wohl eine Stellungsnahme Dorfmanns angebracht. Einen üblen Taktierer will wohl niemand wählen, ein Leitlicht hingegen schon. Beide Interpretationen sind möglich.

Thu, 05/01/2014 - 20:16 Permalink
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gorgias Fri, 05/02/2014 - 12:41

In reply to by Peter Grünfelder

wer wie abgestimmt hat.
Für mich ist dieses Abkommen der Anfang vom Ende der politischen Institutionen als souveräne Akteure und der Anfang der offenen Herrschaft der Konzerne.
Dieses Abkommen wird unsere Freiheit und Lebensqualität in einer Weise beeinträchtigen, die wir am jetzigen Zeitpunkt nicht vorsehen können.
Ich hoffe die Menschen wachen bald auf und leisten Widerstand.

Fri, 05/02/2014 - 12:41 Permalink
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Franz Pugl -r Sat, 05/03/2014 - 15:20

In reply to by Peter Grünfelder

... was wir uns im Sinne einer europeischen ‚‚Union‘‘ alles gefallen lassen. So geht es bergab, und zwar mit blitzsauberer Klarheit. Was dagegen noch nicht ans Licht gebracht worden ist, ist wer so eine Schande hinter den Verbrauchern ihrem Rücken verhindern könnte. Die Grünen haben leider wenigstens in Deutschland zu oft bewiesen, sie seien nicht Regierungsverantwortungen gewachsen. Ob die Linken sich der Verteidigung der Stuerzahler annehmen würden?

Sat, 05/03/2014 - 15:20 Permalink
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Benno Kusstatscher Fri, 05/02/2014 - 18:30

Anche il Partito Democratico commenta la scelta del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti di appoggiare il candidato bolzanino Herbert Dorfmann alle europee. «ll Pd bellunese vuole rivolgere al Bard un unico quesito» si spiega in una nota, «Dorfmann e l'Svp sono disposti a discutere i confini di Bolzano allargandoli al territorio bellunese? Se la risposta fosse positiva il Pd bellunese e credo anche il Pd veneto lo voterebbero in massa. Dorfmann prenderà dunque una posizione chiara?».

Il Bard ha deciso di appoggiare Dorfmann perché lo ritiene idoneo a difendere le esigenze del Bellunese. «Non si tratta di capire se sia in grado di avviare una politica di collaborazione con e per nuovi progetti comuni nell'area dolomitica» continua il Pd, «ma se Dorfmann e l'Svp, in quanto protagonisti attenti alle esigenze bellunesi, siano disponibili a discutere i confini di Bolzano ed estenderli al nostro territorio montano. Ed in merito a questo c'è un grosso punto interrogativo».

http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2014/04/28/news/caso-dorfmann-il…

War es nicht der PD, der mit der SVP einen Pakt hatte?

Fri, 05/02/2014 - 18:30 Permalink
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Alessandro Stenico Fri, 05/02/2014 - 21:11

Da appassionato della montagna mi sposto spesso anche nel Cadore, Ampezzano o nel Comelico e valli limitrofe e posso assolutamente comprendere l’aspirazione di quelle genti di uscire dal quel vicolo cieco senza futuro. Ieri dopo una gita scialpinistica sui Cadini sono sceso verso Auronzo per rivedere il severo e selvaggio panorama delle Marmarole, sono posti unici come gli altri gruppi del Sorapis o dell’Antelao. Se le popolazioni di queste valli avessero maggiore autonomia potrebbero cercare di rimettere in sesto l’economia montana, ora invece si nota abbandono e degrado sia delle strutture turistiche che delle infrastrutture come per esempio dei sentieri dopo questo inverno con abbondanti nevicate. Chissà se la modifica dell’articolo quinto della costituzione, lasci spazi ad un ente con una guida politica legittimata dal voto popolare e non un consorzio di sindaci com’è diventato l’ente provinciale di Belluno dopo il ddl Delrio, bisogna sostenere le rivendicazioni di queste popolazioni !!

Fri, 05/02/2014 - 21:11 Permalink
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Benno Kusstatscher Fri, 05/02/2014 - 22:10

In reply to by Alessandro Stenico

Né l'articolo V della costituzione dello stato, né il 15esimo di quella veneta gli porteranno qualcun passo in avanti. Finora tutto che sono riusciti a portare a casa è quella famosa specificità di montagna, che non è mica qualcosa che si potesse mangiare, e poi, sul serio, non sono specifiche tutte the provincie? Se non le sosteniamo noi, queste vallate non hanno dei lobby. Ma non serve sostenergli per carità. Quello che dobbiamo capire è che sostenergli sarebbe un investimento nel futuro nostro, che potranno diventare un nostro partner che farà più forti anche noi. È un’opportunità veramente unica! Però mi ripeto che non possiamo fare delle promesse a due spose. O diventiamo una grande famiglia dal Lago di Costanza fino a quello di Santa Croce o continuiamo a non contare nulla fra le pianure del nord e del sud.
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Leggendo quell’intervista di Francesco Palermo sul “il Friuli” no saprei da dove prendere la speranza che da soli ce lo facessero. Ti pare che i nostri politici sostengano loro?
http://goo.gl/eS3vYd

Fri, 05/02/2014 - 22:10 Permalink
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Alessandro Stenico Sat, 05/03/2014 - 09:39

Leggendo quell’intervista del senatore Palermo non trovo alcun cenno se non generico di sostegno a queste popolazioni di montagna con cui abbiamo legami storici. Sudtirolesi e trentini dovrebbero sostenere maggiormente le loro aspirazioni ad una maggiore autonomia e spero che il sostegno al candidato al parlamento europeo non venga solamente sfruttato per raccogliere alcuni voti in più nel collegio elettorale nord est, voti che forse gli mancano in Sudtirolo.
Anche a me come a Matteo dispiace veramente di come viene bistrattato il loro territorio, le loro sono le vere dolomiti meno commercializzate; passati i confini tra le nostre provincie si nota subito l’abbondono: seconde case con cartelli esposti di “vendesi”, gli alpeggi con prati abbandonati infeltriti, ma anche tanto attaccamento al territorio nonostante la massiccia emigrazione

Sat, 05/03/2014 - 09:39 Permalink
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Benno Kusstatscher Sat, 05/03/2014 - 10:09

In reply to by Alessandro Stenico

Non molto, ma non è che Palermo non abbia fatto niente. Ma pare di essere il solo e poi si è sconfortato, non so. Il ruolo di Bressa non sembra di essere di aiuto. Dellai ha fatto la sua ma oramai si è perso in vicende nationali. Cogo non è più attiva. Altri nomi non mi vengono in mente. Mosna era più farevole di Rossi. Del nostro LH non si sa molto.

Sat, 05/03/2014 - 10:09 Permalink
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Alessandro Stenico Sat, 05/03/2014 - 10:29

Il scrivo per il futuro. Una voce per la montagna
Non il futuro di un uomo, ma il futuro di un popolo: il popolo della montagna, L’orizzonte è nascosto agli occhi di chi abita questo territorio: gli inganni vengono dal mondo e dalla sua stessa gente. Il mondo vuole un popolo da cartolina, un paesaggio da cartolina, un montanaro da cartolina. Lo splendore dell’inverno e lo splendore dell’estate sono la fantastica visione che il mondo ha e vuole avere in questa terra, Nulla deve essere contaminato: uomini, donne, vecchi e bambini al servizio di un territorio da scoprire, da gustare, da comprare, da calpestare, da depredare. La famelica città e la famelica pianura (rari i fratelli del montanaro) accorrono verso il monte in difesa del proprio benessere. Lassù vi è salute, lassù vi è rinascita, lassù la vita è più bella.
Vi sono poi gli inganni della sua stessa gente, attratta dalle sirene del mondo. Non serpi in seno, ma banditori e sicofanti illudono un popolo tenendolo all’oscuro o peggio giustificando le sue pene o ancora esasperando i conflitti tribali, a volte coltivando personali propositi di gloria.
La fuga ideologica (i referendum), la fuga necessaria (l’emigrazione), la fuga desiderata e impossibile (l’esodo) sono programmi o sogni della gente senza voce (senza voto).
Rari i buoni maestri che insegnano l’unione, rarissimi quelli che insegnano la ribellione, la lotta alle diseguaglianze e alle specifiche ingiustizie; tanti i cattivi maestri che vogliono il proprio Municipio, la propria frazione, la propria Ciasa della Regola (quasi sempre culla di ostracismi e dove gli “antichi originari” manipolano il futuro dei “nativi digitali”).
In questo “piccolo mondo antico” oggi non vi è speranza di redenzione, ma domani sì.
Oggi le parole scritte e parlate non hanno speranza di ragione: mancano le orecchie: anzi mancano la capacità di ascoltarle, di comprenderle, di elaborale, di attuarle unitariamente: perciò sono parole rivolte al mondo che sarà, quando le prossime generazioni si saranno liberate dall’individualismo o dalla compassione (politica) verso sé stessi e verso gli altri.
Così liberati dal senso di inferiorità che vede il montanaro destinato per sua caratteristica e per sua collocazione a soffrire, a essere deluso e tacere, a subire il potere politico (e dunque legislativo e dunque economico) altrui, così liberati dunque i figli dei nostri figli, dei nostri figli, metteremo insieme la loro cultura, le loro capacità e impugneremo il “mouse”.
Dapprima creeremo la “Virtuale Comunità Montanara”: si formeranno le menti adatte a comprendere il proprio status di montanaro, a resistere alle invasioni politiche e intellettuali melliflue o fuorvianti, a predisporre gli obiettivi da realizzare, a pretenderli nei modi legittimamente forti: in sintesi formeremo una classe dirigente. Deporranno finalmente il falso mito della fusione dei Comuni e si uniranno mantenendo le proprie individualità all’interno dell’Unione: unica vera arma dei deboli.
Consapevoli dell’acquisita forza, prenderanno in mano il proprio diritto di voto che i genitori e gli avi avevano gratuitamente elargito a casaccio e lo condurranno verso una sola entità, da cui pretenderanno la sottoscrizione di un patto che dovrà prevedere le iniziative in favore delle popolazioni. Impareranno che la formazione politica delle genti è l’arma vincente e il disinteresse per la cosa pubblica la tomba dei loro diritti.
Chiederanno poi conto di quali siano state le modalità democratiche poste in essere per ottenerle e i motivi per cui non si sono ottenerle e quali le persone o i gruppi di persone che le hanno ostacolate o impedite. Chiederanno un limite massimo alla tassazione delle loro proprietà in montagna e del reddito da lavoro dipendente. Pretenderanno che il voto di ciascun elettore, non sia solamente pari a uno, ma sia proporzionato alla superficie di territorio che presidia come montanaro.
Certi che L’avversario della montagna è il potere (statale e regionale), nei Consigli comunali (rimasti) non ci saranno maggioranza e opposizione, ma solamene unanimità.
Sarà dunque questo il primo passo per rompere la congiura del silenzio intorno alla vita delle popolazioni che abitano le terre alte !?
Emanuele D’Andrea – Sezione Cadorina – Auronzo
http://ledolomitibellunesi.wordpress.com/author/ldbblog/

Sat, 05/03/2014 - 10:29 Permalink