Politics | verso il congresso

Idea-Spagnolli per il Pd

I democratici cercano una soluzione unitaria in vista dell'appuntamento del 26 febbraio. Nel partito si allarga il fronte di quanti vorrebbero alla guida l'ex sindaco.
Spagnolli, Luigi
Foto: Stadtgemeinde Bozen

Il commissario Carlo Bettio, nominato da Enrico Letta per mettere ordine dopo il pasticcio della prima convocazione del congresso, lo va ripetendo da giorni e lo ha detto anche chiaramente incontrando i media sabato mattina (29 gennaio): "Nel rispetto dell'autonomia della Federazione altoatesina, per il congresso del 26 febbraio auspico per il Pd altoatesino una soluzione unitaria", ribadisce. Già, ma quale? Vista la storia recente del partito non si tratta di un proposito di poco conto.

In piazza Domenicani non volano i coltelli come quattro-cinque anni fa, ma le acque sono sempre agitate e una sfida per la segreteria tra maggioranza e minoranza, e cioè tra l’uscente Alessandro Huber e Elio Dellantonio, potrebbe esacerbare conflitti che al momento sono di fatto ancora sotto controllo, anche grazie all’intervento di Roma. Il rischio di un commissariamento vero e proprio non è del tutto campato in aria. Per questo, per evitare la logica della “conta”, da giorni vari esponenti del partito stanno lavorando per convergere su un nome che sia il più possibile al di sopra degli schieramenti e possa mettere d’accordo se non tutti, diciamo, buona parte del partito.  La figura individuata per consentire al partito di uscire dalla palude e fare uno scatto in avanti è quella dell’ex sindaco del capoluogo, Luigi Spagnolli. E se vi dovesse essere  l’unitarietà, “Gigi”, come lo chiamano tutti, potrebbe essere disponibile a mettersi in gioco, ma l'interessato non ha giustamente ancora "sciolto la riserva".

Temo che chi anticipa nomi e soluzioni in queste ore lo faccia solo per "bruciare" candidature possibili e soprattutto per minare il dialogo

In questa fase, come normale, nessuno conferma né smentisce. Il timore è che l’uscita del nome possa far saltare l’operazione come si è visto di recente in un paio di casi per l’elezione del presidente della Repubblica. Ma in genere a bruciarsi sono i candidati congenitamente deboli, come è stato per la presidente del Senato Casellati. Non sembra questo il caso. “No, non è nelle mie prerogative e nel mio stile fare proposte sui nomi – dice, risoluto, Bettio - Io, come ho spiegato in conferenza stampa, ho predisposto un regolamento che consente di andare a congresso sia con una soluzione unitaria, sia con più candidature, ma sempre in una logica che unisca il partito. Temo che chi anticipa nomi e soluzioni in queste ore lo faccia solo per "bruciare" candidature possibili e soprattutto per minare il dialogo. L'esatto opposto del mio lavoro di cucitura e delle mie parole nel corso dei numerosi incontri svoltisi tra venerdì e sabato a Bolzano. Da qui al 12 febbraio si potranno conoscere le candidature una volta presentate alla Commissione per il Congresso che ho insediato sabato, in modo trasparente. Ogni anticipazione è inopportuna ai fini di consentire un recupero di un clima di fiducia e dialogo pieno all'interno della comunità del PD altoatesino”.

Una perfetta posizione “da commissario”, quella di Bettio. Ma allo stato attuale il nome di Spagnolli viene giudicato da più parti l’unica opzione unitaria possibile. In “panchina” da quasi sette anni, l’attuale direttore dell’Ufficio caccia e pesca della Provincia, lo scorso 22 gennaio ha inviato al quotidiano Alto Adige una lettera di scuse ai cittadini per le “dolorose” dimissioni del 2015,  e cioè all’inizio di quello che doveva essere il suo secondo mandato. Nella lettera l’ex primo cittadino ha ripercorso le ragioni della sua scelta e il grande travaglio interiore dovuto all’inchiesta giudiziaria relativa al rilascio della concessione per il centro commerciale Twenty. Un’indagine che gli è costata un processo per abuso d’ufficio dal quale è risultato definitivamente prosciolto con sentenza passata in giudicato il 18 gennaio 2022. Spagnolli ora è quindi “ mentalmente libero” per mettersi in gioco.  Chi lo sta spingendo vede in lui la persona giusta per portare il partito alle elezioni provinciali del 2023 con legittime aspirazioni di tornare almeno ai due eletti che i democratici avevano prima della catastrofe del 2018.

Le resistenze più forti sono ovviamente nella maggioranza, ma in molti dei suoi esponenti vi è anche la coscienza che una dimostrazione di forza, in un partito che non sprizza esattamente salute da tutti i pori, potrebbe avere effetti devastanti. Ma come è possibile non sacrificare il futuro politico di Alessandro Huber che finora si era detto pronto alla ricandidatura? Il segretario uscente potrebbe "semplicemente" avere un posto di rilievo nella segreteria e continuare con il ruolo di capogruppo in consiglio. In segreteria o alla presidenza dell’assemblea potrebbe essere destinato anche Elio Dellantonio, il quale si è già detto pubblicamente pronto a fare un passo indietro nel caso spuntasse una candidatura unitaria. Ma qui si va troppo avanti. I prossimi giorni saranno decisivi per capire soprattutto cosa deciderà di fare la maggioranza, che, lo voglia o no, ha il cerino in mano. Se Carlo Costa e Sandro Repetto dovessero mettere sul piatto qualche altro nome forte al posto di Huber (da più parti hanno provato a convincere Juri Andriollo, ma l'assessore si è detto finora non disponibile) non vi sarebbe comunque la garanzia di tenere insieme tutto il partito.

 

Spagnolli è uomo di centro ma con una certa sensibilità sociale; non è esattamente bilingue ma è tra i pochi italiani a parlare disinvoltamente in un ottimo tedesco; è da sempre considerato “amico dell’Svp” ed è soprattutto in buoni rapporti con la parte che ne tira attualmente le fila e, cosa che di questi tempi sicuramente non guasta, anche con il pianeta Athesia. In passato Spagnolli ha avuto varie frizioni con i Verdi e la sinistra-sinistra. Il Comune, però, è un mondo a parte che segue logiche tutte sue. L'ex sindaco, ora che si è alleggerito dal fardello dell'inchiesta, si trova in un momento chiave. O rientra in campo adesso, o difficilmente avrà altre occasioni dopo il 2023.

Se l’operazione Spagnolli non dovesse decollare, le strade fondamentalmente sono due: il congresso con conta dei pesi interni e la caccia alle tessere (giochi aperti per le candidature fino al 12 febbraio. tesseramento possibile fino al 15), oppure il ritorno della parola al commissario. Che in quel caso potrebbe non essere più "ad acta".

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Massimo Mollica Tue, 02/01/2022 - 09:30

Non capisco la frase "non è esattamente bilingue ma è tra i pochi italiani a parlare disinvoltamente in un ottimo tedesco" (probabilmente parla un pessimo italiano)
Comunque ottima notizia, anche se non bastano le persone ci vogliono visioni (e lui le ha), alle quali fanno scaturiscono
Vanno recuperati oltre a lui altri che se ne sono andati. Va riportata la politica in primo pinao. Dove politica significa dibattito, confronto, no semplici tessere.

Tue, 02/01/2022 - 09:30 Permalink
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alfred frei Tue, 02/01/2022 - 11:01

quando la politica è fatta prevalentemente di interessi "particolari" occorrono le tessere per coprire le spalle ai grandi manovratori, o no ?

Tue, 02/01/2022 - 11:01 Permalink
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Domenica Sputo Tue, 02/01/2022 - 12:23

In reply to by alfred frei

Modus operandi consolidato di quelli con interessi “particolari”, che a ben vedere più che dei valori di un determinato partito si fregiano solo del suo nome:
- Raggiungere col tesseramento gli over 65, più inclini ad affidarsi al brand per ideali (o forse ideologia?) senza tanti fronzoli sul diritto degli iscritti ad avere sedi permanenti di confronto e elaborazione politica;
- Corteggiare gli elettori tutti a ridosso del periodo elettorale, sguinzagliando i “portatori d’acqua” con particolare attenzione alle associazioni: e’ bèi e gnocc frett per tutti;
- Dimenticarsi della base immediatamente dopo le elezioni: per una sana vita democratica è infatti meglio gestire riunioni senza elettori, senza iscritti, senza il Circolo, fra soli eletti, con buona pace dello Statuto;
- Innescare, più o meno coscientemente, il particolarismo politico che inevitabilmente porterà alla disgregazione del Circolo prima, del partito poi;
- Ritirarsi solo apparentemente a vita privata, forti di una visibilità irraggiungibile senza il treno del partito e la rubrica gonfia di contatti.

Tue, 02/01/2022 - 12:23 Permalink