Gesellschaft | L'accordo di Roma

Toponomastica: ecco la lista

Sarebbero 135 i toponimi, adesso bilingui, che in base all’accordo firmato il primo agosto a Roma dal ministro Delrio e una delegazione Svp vedrebbero ripristinata la loro dizione soltanto in tedesco.
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Foto: Salto.bz

Un articolo pubblicato domenica (25 agosto) dal Corriere dell’Alto Adige svela il contenuto dell’accordo tra il ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio e una piccola delegazione Svp (formata dal presidente della Provincia Luis Durwalder, dall’Obmann del partito Richard Theiner e Arno Kompatscher) scesa all’inizio di agosto appositamente a Roma per cercare d’imprimere una svolta all’annosa questione. Si tratta di un piccolo scoop, visto che proprio sull’entità di quell’accordo si erano avute finora soltanto vaghe indiscrezioni e nessuno era ancora riuscito a far filtrare quali fossero le novità rispetto ai risultati dell’esame più recente, risalente cioè ai lavori della commissione (composta da Guido Denicolò, Francesca De Carlini, Ferdinand Willeit, Hugo Valentin e Karl Rainer) nata dal precedente accordo tra Durnwalder e l’allora ministro Raffaele Fitto. In quell’occasione fu proprio Durwalder a mandare tutto a monte, nonostante l’amplissimo accordo già raggiunto, spostando 305 nomi sulla lista di quelli che non passarono il suo personalissimo esame.

Nel dettaglio, i nomi “sacrificati” sarebbero – l’uso del condizionale è necessario in quanto l’accordo rappresenta in fondo una decisione ancora priva di qualsiasi ufficialità – 135. Secondo una prima ricognizione – in un’apposita infografica il Corriere offre l’elenco completo dei nomi – non si tratterebbe di “vittime” particolarmente illustri. Rimane tuttavia un piccolo gruppo di toponomi sui quali l’intesa non è stata raggiunta, e tra questi, al contrario, si trovano esempi di maggiore valenza simbolica (come ad esempio “Steinalmen/Malga Sasso”, “Durwald/Durna in Selva” e Lausitzer/Alta v. della Vetta d’Italia”).

È possibile che adesso, resa nota la lista, si scateni nuovamente la lotta delle fazioni contrapposte? In realtà uno dei motivi per i quali l’accordo è rimasto finora segreto risiede proprio nella volontà, da parte della Svp, di non utilizzarlo in campagna elettorale. Molti avranno però sicuramente qualcosa da ridire, visto che proprio sull’esclusione di una più ampia discussione al riguardo, e soprattutto sul metodo di continuare a produrre decisioni verticistiche tra rappresentanti del Governo centrale e della Svp, si erano da tempo appuntate le osservazioni dei critici.  

Ecco ad esempio quanto scrive Maurizio Vezzali, esponente di Alto Adige nel Cuore nonché presidente del Consiglio provinciale, sul suo profilo facebook: “In questo pazzesco gioco sulle quantità delle reciproche concessioni o vittorie tra Stato e alcuni falchi del partito di raccolta ci sono diversi perdenti, [soprattutto, ndr] il gruppo linguistico italiano, che si trova ad essere l'unico soggetto che non può decidere sui propri nomi. In tutto ciò, devo ancora una volta constatare che il partner del governo nazionale del PD, il PDL, appare tranquillo e silente in altre inutili faccende tremendamente affaccendato. Qualcuno mi spieghi per quale ragione si dovrebbe ancora fare riferimento a partiti nazionali, dai quali abbiamo sempre e solo ottenuto totale disinteresse”.

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rosanna oliveri Mo., 26.08.2013 - 10:45

Ricordiamo l'attentato di Malga Sasso ad opera dei terroristi sudtirolesi del 9 settembre 1966, in cui morirono tre carabinieri.

Martino Cossu (1946 - 1966)
Nato a Luogosanto (SS) il 1° gennaio 1946. Finanziere.
Si arruolò nella Guardia di Finanza nel 1965 e, dopo aver frequentato il corso d’istruzione, prestò servizio presso la Compagnia del Brennero.
Vittima nella strage di Malga Sasso a Malga Sasso (BZ), il 9 settembre 1966.

Alle 11.15 del 9 settembre 1966, una bomba ad alto potenziale devastò la casermetta della Guardia di Finanza di Malga Sasso (BZ). Tre militari persero la vita. Due morirono sul colpo e il terzo, il successivo 23 settembre. Altri quattro militari rimasero feriti. Autori della strage - da iscriversi tra quelle riferibili al terrorismo sudtirolese - furono individuati e condannati.
Alle 11.20 del 9 settembre 1966 due cariche di tritolo saltano in aria a Malga Sasso sopra il Brennero dove era posizionata la caserma della Finanza. Muoiono Martino Cossu , Eriberto Volgger e, il 23 settembre, Franco Petrucci.

Franco Petrucci (1938 - 1966)

Nato a Montecastrilli (TR) il 3 dicembre 1938. Tenente della Guardia di Finanza.
Fu ammesso all’Accademia della Guardia di Finanza nel 1961 e fu promosso sottotenente nel 1963. Nel 1965, al termine del corso di formazione, fu destinato al comando della Sezione operativa della Compagnia del Brennero.
Vittima nella strage di Malga Sasso a Malga Sasso (BZ), il 9 settembre 1966.

Eriberto Volgger (1939 - 1966)

Nato a Val di Vizze (BZ) il 24 dicembre 1939. Vice Brigadiere della Guardia di Finanza.
Si arruolò nella Guardia di Finanza nel 1958 e, dopo aver frequentato il corso d’istruzione presso la Scuola Alpina di Predazzo, fu assegnato nel 1959 alla Brigata di frontiera di Teglio (SO). Dopo aver prestato servizio presso vari reparti di confine, fu ammesso nel 1965 alla Scuola Sottufficiali del Corpo. Nel 1966 fu assegnato alla Compagnia di frontiera del Brennero e successivamente nominato Comandante del distaccamento permanente di Malga Sasso.

Mo., 26.08.2013 - 10:45 Permalink